CHI SIAMO
Un cittadino intervista Sebastiani

Dottor Sebastiani, sono qui per farle delle domande e vedere se mi convince a votare per Lei.
Sono a sua disposizione, ma se vuole possiamo darci del tu...
leggi tutta l'intervista

Siamo cittadini di Pesaro, proveniamo da esperienze diverse e da aree politiche che vanno dai cattolici ai delusi dell'attuale partito di maggioranza, dalla sinistra agli ambientalisti. Molti di noi, per la prima volta, affrontano un’esperienza politica ed elettorale.

Abbiamo deciso di unirci per Città in Comune perché pensiamo che le ultime amministrazioni di centro sinistra abbiano perso il contatto con la città e con i cittadini, creando clientele, concessioni e favori personali... leggi tutto

VICINANZE DI TESTA E CUORE
Report. Libertà e giustizia. Roberto Saviano. Libera: associazioni nomi e numeri contro le mafie.. Gruppi di acquisto solidale. Marco Travaglio. Radio Pereira. Andrea Marzi. Critical Mass Italia.
Blog.

Risposta ad Alessandro

Scritto il 28 settembre 2009 da Andrea Marzi7 Commenti

Questo intervento di Andrea Marzi è a titolo del tutto personale e non rappresenta la posizione di alcuno al di là del suo autore.

Caro Alessandro, come curatore del sito sono chiamato in causa e credo giusto risponderti con un post dedicato.
Cito anch’io Jacopo: “…credo che Città in Comune debba essere, nel tempo che ci separa dalle prossime elezioni, non una lista ma un’associazione che realizzi e promuova sul territorio iniziative volte all’approfondimento della nostra umanità.”
Premetto che sono felicemente stupito dalle statistiche del sito che continua (incredibilmente, per me) a registrare molte decine di lettori al giorno non ostante il mix di riposo dopo le fatiche elettorali e delusione per l’esito, abbia prodotto in me e Vanni (responsabili del sito) una fatale astinenza e incuria. Ce ne scusiamo.
Quindi vi ringrazio per esserci ancora e per continuare con i vostri preziosi interventi a tenere accesa una fiammella, una scintilla, al cui scoccare abbiamo lavorato tanto.
Le tue (vostre) parole mi suggeriscono alcune considerazioni:
1 – La prima è sulla importanza di spingere tutti insieme e di impegnarsi “fisicamente” quando arriva il momento per cambiare le cose, cioè quello in cui si vota e si contano i voti. Le vostre parole sull’impegnarsi oggi per le elezioni del 2014 sono nobilissime ma non evitano in me il crearsi di un sapore amaro, quelle parole mi dicono che io mi sono acceso un anno prima delle scorse elezioni e voi 6 mesi dopo. Forze come le nostre questa mancanza di sincronia non se la possono permettere.
2 – Questo movimento non può funzionare come un partito verticale ma con una dimensione orizzontale per cui – di nuovo – mi stride il fatto che voi dalla vostra scrivania diate consigli su cosa dovrebbe fare ora Città in Comune. A chi vi rivolgete? Ai capi di un partito? Sbagliato, non ci sono capi e l’associazione Città in Comune siete anche voi con le vostre proposte, siete voi che scrivete sul sito, che avete idee, progetti, fantasie ed energia. Perciò vi invito a riflettere sulla necessità di un salto dal virtuale al materiale e ad attivarvi, portare il vostro mattone per fare le cose in cui vorreste vedere Città in Comune protagonista. Non si può pensare – non con forze così poco strutturate – che siano sempre gli stessi a tirare la carretta e gli altri si limitino a votare o a scrivere su un blog. O ci siamo tutti o non ce la faremo mai.
L’esperienza elettorale mi ha insegnato che la “dimensione internet” è importante – insostituibile come modalità per far conoscere le proprie idee con pochi soldi – ma è limitata, come raggio d’azione, a certi ambienti. In altri “territori” si arriva solo fisicamente, e qui o siamo in molti e nello stesso momento, o non siamo.
3 – Colgo l’occasione per una considerazione a freddo riguardo agli esiti delle elezioni. Una persona esperta di politica, commentando il risultato deludente di Città in Comune ha usato la solita formuletta che usano i partiti in questi casi: “abbiamo sbagliato a comunicare”. Sicuramente abbiamo fatto tanti errori ma soprattutto li abbiamo fatti in pochi, e li abbiamo fatti con la buona fede e l’intento di essere al servizio dei tanti che desideravano un cambiamento. Ma lo desideravano da casa loro. Se non cambierà questo – con una partecipazione più diffusa e attiva – non basterà neanche se quei pochi in un eventuale futuro, saranno impeccabili.
4 – Per quanto mi riguarda ho speso talmente tanto in energie, tempo sottratto alla famiglia e risorse personali da vedere con sollievo al fatto che il 2014 è lontano, anche se le Regionali sono già lì…
A proposito del “promuovere sul territorio iniziative volte all’approfondimento della nostra umanità” io mi sto già muovendo come suggerito da Jacopo, lo faccio a titolo personale e senza la pretesa di rappresentare nessuno. Lo faccio in sintonia con le parole di Pereira:
“La politica non è riformabile, non rimane che andare più in profondità ripartendo dalla informazione e dalla cultura che passa per le relazioni umane.”
Io, nel mio piccolo ho già cominciato, con uno spettacolo che debutta il 24 e 25 ottobre al Quilombo a Pesaro, senza finanziamenti pubblici. Si chiama “A sud di cosa”.
Ecco, Alessandro, finisco con la tua citazione di Batman “Non è tanto quello che sei, ma quello che fai che ti definisce”.

Grazie
a presto

Andrea Marzi

Risposta all’assessore Gambini

Scritto il 6 agosto 2009 da Andrea Marzi5 Commenti

I sassolini che Arnaldo Pomodoro si è tolto dalla scarpa in questi giorni non possono che trovare consensi in chi, solo una settimana fa, aveva rivolto al neo eletto assessore alla cultura Gloriana Gambini la richiesta di illustrare i progetti per il prossimo quinquennio ricevendo un’anemica risposta farcita di ovvietà, senza uno scatto, un’idea stimolante.
Soprattutto colpisce – nelle parole dell’assessore – l’atteggiamento che ci si aspetterebbe dal sovrintendente di Pompei o Ercolano, da qualcuno che si deve occupare di una città morta, senza abitanti e ha il dovere solo di conservarla.

E’ su questo punto che Pomodoro tocca un tasto cruciale quando – oltre ad alcune considerazioni specifiche e personali – lancia una fondamentale e precisa accusa politica: “Mi viene da supporre – si rammarica – che a Pesaro vi sia una tendenza a distruggere quelle persone che vogliono portare cultura.”

Temiamo che non si tratti di tendenza a distruggere (cosa che comporterebbe un progetto, un’energia, un’idea, seppur malvagia) ma di disinteresse e incapacità e occuparsi della cultura come di qualcosa di vivo e ancora oggi producibile da parte di viventi. Da molti anni in questa città gli artisti meritano questo status solo se morti, pare che vivere non faccia punteggio.

Perciò Pomodoro con la sua dichiarazione ha fatto bingo. Alzi la mano chi trova nei “programmi” del neoassessore un solo pensiero rivolto non solo a conservare la cultura e i beni prodotti nei secoli scorsi (operazione ovvia, necessaria e imprescindibile) ma a formulare un pensiero rivolto a favorire e stimolare chi produce arte e cultura oggi, da vivo, a Pesaro.

Questa “malattia”, che ha colpito in forma letale il precedente assessore, sembra minacciare pericolosamente anche l’assessore Gambini a cui auguriamo una rapida e miracolosa guarigione. Intanto ci chiediamo: con queste “competenze” in campo come poteva pensare il Maestro Pomodoro che la politica di questa giunta e di questa città considerasse la sua “Sfera Grande” come un valore artistico e identitario invece che un ingombrante accessorio subalterno agli spettacoli di animazione e alle serate di liscio?
Chiudiamo con una notizia. Sky, la potente tv satellitare, sta chiudendo un accordo per avviare sui suoi canali una rubrica e una programmazione di film horror.
Dove è andata la tv di Murdoch a cercare gli esperti più quotati? A Berlino? A Londra? No, a Pesaro.

Si tratta delle stesse teste – quelle del Cineclub Shining – che avevano dato vita al Pesaro Horror Fest e al cinema estivo, manifestazioni di pregio cancellate per poche migliaia di euro dalla stessa mortifera incapacità/disattenzione che minaccia la scultura di Pomodoro.
Domanda: se Sky conosce Ivan Italiani e lo apprezza mentre gli assessori alla cultura del comune di Pesaro neanche sanno chi sia (o peggio fanno finta di niente) forse abbiamo un problema? O no?

A pensarci bene, forse non è un caso che i massimi esperti di orrore siano nati da queste parti…

La risposta a Marzi della Gambini

Scritto il 21 luglio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Dal Resto del Carlino di oggi – di PAOLO ANGELETTI:

A QUANTO si racconta una delle spine incontrate dal sindaco nel comporre la rosa del suo ‘Ceriscioli 2’ era rappresentata dalla cultura. Nel senso di assessorato: nessuno, pare, voleva quella poltrona. Alla fine è toccata a Gloriana Gambini, già assessore uscente all’Ambiente, e titolare della delega alla Formazione professionale in Provincia dal 1999 al 2004.
Perchè è toccato a lei?
«Sono stata certamente sorpresa — ci spiega —, ma non ho mai avuto la percezione che questo assessorato non interessasse. Piuttosto sono grata al sindaco per questa opportunità: la gestione della cultura permette di misurare le esatte dimensioni di una città e ne determina la sua crescita civile».
Anche se il compito che l’aspetta non sarà facile. Dopo dieci anni di gestione targata Luca Bartolucci c’è la necessità di aprire un nuovo ciclo ma i soldi sono sempre pochi (e meno) e, tanto per non farsi mancare niente (quanto a difficoltà) c’è da registrare l’uscita di scena di Alberico Miniucchi, storico dirigente comunale del settore che ha raggiunto la pensione.
Avrà davvero tante cose da fare…
«Sono abituata a gettarmi anima e corpo nelle sfide e quindi…».
Quindi da dove cominciamo?
«Cominciamo dall’istituzione».
Cioè?
«Pesaro ha una grande ricchezza di istituzioni culturali (non solo comunali, penso all’Oliveriana e anche alle diverse fondazioni anche private) e questo è il segno di un rapporto molto forte tra la città e le sue politiche culturali. E’ da qui che bisogna partire per rendere queste istituzioni ancora più forti e al servizio dei cittadini nel segno della qualità. Può sembrare banale, ma non è assolutamente così: le istituzioni devono proporre cose di qualità perchè la qualità è popolare, è democratica. E’ una garanzia per tutti. Non è abbassandola che la si rende più usufruibile».
Ma questo comporta delle scelte?
«Certo, è inevitabile. Anche perchè vorrei che passasse finalmente il concetto che l’assessorato, e il Comune, in genere, non è un bancomat dove attingere finanziamenti per qualsiasi cosa. Tutti hanno dignità e noi siamo per il massimo dell’apertura: ma questo deve essere reciproco. Siamo disposti a discutere con chiunque ma non c’è nessun motivo perchè si debba accettare un progetto chiuso. Se posso sintetizzare: istituzioni più vigorose e scelte più rigorose».
E comunque fosse anche un bancomat, non ci sarebbe troppo da prelevare…
«I fondi sono limitati, questo lo sanno tutti, ma la scarsità di risorse non è necessariamente un limite. E, soprattutto, non può essere un alibi. Questa piuttosto è la nostra nuova frontiera dove è necessario fare perno su quello che c’è avendo come metro la qualità».
E cosa abbiamo ?
«Abbiamo i Musei civici, i cui nuovi spazi saranno utilizzati prima ancora che si realizzi il progetto definitivo. E le biblioteche: penso a un polo che unisca la San Giovanni e l’Oliveriana, c’è la Pescheria da cui mi aspetto un ulteriore passo in avanti: è l’unico museo d’arte contemporanea delle Marche e deve diventare un riferimento per tutta la regione. Questi luoghi li immagino però come spazi aperti dove la gente possa incontrarsi, discutere. Tra loro e con le istituzioni».
Cosa ha messo al primo posto in agenda?
«La comunicazione. Il limite è troppo evidente: provate a cliccare su Google le parole ‘Pesaro’ e ‘cultura’. Non appare nulla del Comune. Questo non è possibile: internet è mezzo più veloce per raggiungere i cittadini. Penso anche a facebook o twitter. Quindi ci stiamo già attrezzando per realizzare un portale in grado di fornire tutto gli appuntamenti: dalle mostre ai concerti, ai vari appuntamenti e per far ciò è sufficiente il nostro ced».
Nel prossimo futuro cosa ci attende?
«Voglio indicare tre cose: l’Oliveriana che tornerà alla città e scoprire quegli spazi sarà davvero una grande e bella sorpresa. E’ un vero e proprio tesoro nascosto. I Musei civici, che già lavorano bene e con le nuove sale saranno un punto di riferimento per tutti i pesaresi. Infine la ridefinizione degli spazi espositivi. In questo settore è indispensabile mettere ordine: mentre per la Pescheria le scelte sono nette e dipendono dalla direzione artistica per Palazzo Gradari, ad esempio, queste certezze non esistono. Dobbiamo riscrivere delle regole».
Ovviamente con rigore. E vigore.

A proposito dei russi e dei loro contributi…

Scritto il 18 luglio 2009 da Andrea ZucchiScrivi tu il primo commento

Fuochi RussiPotremmo fissare il risarcimento in 200 milioni di euro, così risolveremmo i problemi della città una volta per tutte!
L’ovvia provocazione nasconde in realtà un’altrettanto ovvia preoccupazione: come è possibile accettare 20.000 euro per dei fuochi d’artificio più belli – si, stiamo parlando di fuochi d’artificio, non di case popolari o servizi essenziali per la città – dalle stesse persone che hanno fatto quello che volevano nel San Bartolo, sbancando terreno e tagliando alberi per costruire una strada e addirittura un eliporto (e son stati bloccati, sennò stavano per farsi anche il porticciolo!) a loro esclusivo uso e consumo? e per cui c’è un’indagine aperta della magistratura? I russi hanno chiesto scusa e hanno detto che ripareranno il danno e ripristineranno tutto così com’era. D’accordo, e infatti non ce l’abbiamo con loro, nè con gli organizzatori della Festa del Porto, che hanno ben volentieri solo accettato la cifra che il Comune gli aveva messo a disposizione. E infatti ce la prendiamo con i rappresentanti del Comune, per questa faccenda che davvero puzza di bruciato. Quando è venuto fuori lo scandalo della villa dei russi sul Bartolo e dei lavori abusivi che avevano intrapreso, ci era stato detto dal presidente dell’Ente Parco che nessuno ne sapeva niente. Lasciando da parte la malizia che ci porterebbe a dire che questo ci sembra impossibile, vista l’entità dei lavori fatti a pochi metri dalla sede dell’Ente Parco, non possiamo però non sottolineare la gravità di questa mancanza di controllo, che dovrebbe spettare a chi gestisce il nostro parco, e indirettamente al Comune. Insomma se la cosa destava già sospetti, adesso che saltano fuori questi soldi per i fuochi d’artificio donati proprio da parte degli stessi russi, ci sembra evidente che i cittadini vengono presi per il naso. Alla luce di tutto ciò, chi ci crede che questi russi sono semplici benefattori, e non vogliono in cambio niente? Va bene che “pecunia non olet”, ma non era il caso da parte del comune farsi qualche domanda?
La morale pare una sola: cari cittadini, il San Bartolo (e quello che rimane di sano della città) dobbiamo difenderlo da soli.

Andrea Zucchi

Andrea Marzi, lettera aperta alla Gambini

Scritto il 17 luglio 2009 da Andrea Marzi2 Commenti

Dal resto del Carlino del 17 luglio 2009

ANDREA MARZI, LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE
«Gambini, illustri le sue idee sulla cultura»

Gloriana GambiniISPIRATORE della lista Città in Comune e intellettuale scomodo nel variegato universo culturale cittadino, Andrea Marzi dà il benvenuto al neo assessore alla Cultura Gloriana Gambini (foto) con una lettera aperta.

Non mancano i toni cordiali e gli attestati di stima: «Desidero esprimerLe i miei più sinceri auguri di fronte al mandato che La attende» e «Ho avuto modo di apprezzare in Lei, nel suo precedente incarico nel Ceriscioli I, una lodevole predisposizione all’ascolto e al confronto». Ma oltre alle rose ci sono le inevitabili spine: «I giornali di questi giorni — scrive Marzi — hanno riportato notizie lusinghiere come la fine della telenovela della sistemazione della Pala del Bellini (pur se a tempo scaduto rispetto alla mostra di Raffaello ad Urbino) ma anche pessimi segnali come la cancellazione del cinema all’aperto disperatamente difeso dal cineclub Shining nella totale indifferenza dell’amministrazione». Episodi come questi, «uniti a miracolosi finanziamenti periodicamente concessi a iniziative di dubbio livello ma vicine alle ‘persone giuste’ — prosegue — mi spingono a chiederLe di fare chiarezza e di informare pubblicamente cittadini, artisti, operatori culturali e turistici su quale sia il Suo progetto per la cultura a Pesaro per i prossimi 5 anni. La nostra città — commenta amaramente — ha sofferto negli ultimi 10 anni di un vuoto progettuale che ha generato una totale rinuncia a immaginare l’assessorato alla Cultura come uno strumento di promozione e generazione di idee nuove».

Marzi attende una risposta. E anche noi.

Quelle sere orfane del cinema all’aperto

Scritto il 15 luglio 2009 da Andrea MarziScrivi tu il primo commento

Logo Shining
Sabato afoso a Pesaro. Uno di quei giorni in cui ti chiedi cosa si potrebbe fare stasera e ti accorgi che con la scarsità cronica di appuntamenti interessanti, un bel film all’aperto sarà una splendida soluzione ma… dopo una rapida verifica scopri che quest’anno il cinema all’aperto non inizia come al solito alla fine del tradizionale Festival di Pesaro. E’ proprio scomparso.

Fai una piccola indagine e scopri che i giovani del Cineclub Shining, quelli che negli anni scorsi si indebitavano per il solo piacere di far vedere il cinema al fresco ai pesaresi, quest’anno, stanchi di elemosinare contributi comunali stitici e sempre appesi a un filo, hanno gettato la spugna.
Forse a Pesaro è dura fare cultura e intrattenimento con talento e passione fuori dalla manica delle clientele?
Forse con questo si rischia qualche giro a vuoto?
Speriamo che i nostri eroi ritrovino l’entusiasmo la prossima estate, ma non contiamo su un ravvedimento del Comune, soprattutto ora, dopo il premio tributato il 6 giugno scorso dagli elettori.
Premio per cosa?

Andrea Marzi
Città in comune

Il trionfo di Luca Cemento e le considerazioni di uno sconfitto

Scritto il 24 giugno 2009 da Andrea Marzi1 Commento

Questo articolo è stato inviato al Resto del Carlino che ha pubblicato un’intervista al sindaco Ceriscioli che commentava con sarcasmo il risultato di Città in comune.

Luca CementoCaro Direttore,
le scrivo in merito alle parole del sindaco pubblicate dal Suo giornale (“Città in comune ha preso i voti dei parenti”) che mi spingono a fare un po’ di conti e considerazioni con quella che è onesto chiamare una sconfitta che mi appartene anche sul piano personale. Infatti, anche se non ero candidato, mi sono molto impegnato per la lista civica con l’intento di rispondere alla richiesta di “fare qualcosa” da me raccolta negli ultimi anni nelle parole di tanti. O almeno così mi era sembrato. Dai risultati deduco che mi ero sbagliato, che non sono stato abbastanza bravo a convincere i miei concittadini e che alla maggioranza dei pesaresi sta bene questo tipo di città e di pseudo sviluppo incardinato su una perdita di identità cittadina.
La sconfitta è anche una categoria filosofica, un evento che può essere vitale e dignitoso e che non si misura solo coi numeri ma anche con la consapevolezza di chi ha agito per il bene comune, ha fatto il suo massimo e può camminare a testa alta.
Per tornare alle parole del sindaco, ribatto dicendo che Città in comune ha avuto il 2,11% dei voti, cioè più o meno quanto hanno preso i piccoli partiti che lo hanno sostenuto, compreso il tanto glorificato e decisivo apporto dei parenti della vicesindaco Catalano, che sono più o meno quanto i nostri, poco più del 2%.
Per concludere mi permetto di ricordare al sindaco che i numeri gli garantiscono il potere ma non la qualità della sua giunta e il buon governo della città. Non servono studi di scienze umane o politiche per riconoscere nella sua squadra, oltre a qualche competenza e personalità di valore, molte rinunciabili categorie: si va dall’avidità all’ignoranza, dal primato mondiale di salterello (di quà e di là, di sopra, di sotto) alla palese improvvisazione verso le deleghe attribuite.
Ahimè, la mia sconfitta non renderà più roseo il futuro della mia città nè meno opprimente la colata cara a Luca C’è (mento), vicino alla quale rimarrà la scritta “continua…”

Andrea Marzi

Noi non ci saremo

Scritto il 12 giugno 2009 da Maurizio Sebastiani11 Commenti

Maurizio SebastianiCarissimi tutti, credo che ormai abbiamo superato la delusione del modesto risultato
elettorale della nostra lista che molto sinceramente non ci aspettavamo in questa misura.

Dove erano il 6/7 giugno tutti gli scontenti di Ceriscioli dell’area di centro sinistra che nei mesi precedenti avevano dichiarato la loro insoddisfazione nei confronti anche dell’arroganza, del clientelismo e del mal governo del PD e dei suoi alleati? Siamo stati tutti preda di allucinazioni?

Mentre noi ci sforzavamo ad elaborare progetti seri, credibili, alternativi, il potere si arroccava su se stesso e sparava le sue armi migliori, quelle delle promesse di posti, carriere, vantaggi.

E così ancora una volta a Pesaro non è cambiato assolutamente nulla, se non lo scarto di due punti della vittoria al primo turno dei soliti noti che ora lottano come e più del solito per la spartizione del bottino proponendo addirittura dieci assessorati (ma non basteranno).

Voglio ringraziare e abbracciare tutti voi ad uno ad uno per il vostro impegno e dedizione, per il vostro contributo non solo di idee ma anche organizzativo, per la vostra carica di entusiasmo e convinzione che sono stati elementi fondamentali di questa sempre condivisa avventura. Avventura nella quale ho avuto modo di incontrare ed apprezzare tantissimi giovani e meno giovani con grandi ideali, voglia di impegnarsi veramente anche a costo di correre qualche rischio personale per cambiare il governo di questa città e con questo togliere quella cappa di potere e di oppressione che da troppo tempo grava su Pesaro e che purtroppo durerà ancora.

Ma se la democrazia è anche il saper accettare la volontà espressa dalla maggioranza, voglio ricordarci che è anche lottare per i propri ideali e convinzioni che non possono essere mortificati da nessun evento.

Credo che con questo spirito si potrà continuare nei modi che riterremo più opportuni ad impegnarci ancora per il cambiamento di questa città.

Questa sera alla palla di Pomodoro il PD festeggerà come al solito con porchetta e vino, anche le 450 preferenze di Mosconi. Noi non ci saremo.

Maurizio Sebastiani

ANDREA ZUCCHI E LA DEBACLE DI CITTA’ IN COMUNE

Scritto il 12 giugno 2009 da Staff1 Commento

LA BEFFA: ANDREA ZUCCHI E LA DEBACLE DI«CITTA’ IN COMUNE»
«A noi ci ha rovinato l’arrivo di Beppe Grillo»

ANIMATORE nonché coordinatore della lista Sebastiani-Città in Comune, Andrea Zucchi non vede lenita dal consistente risultato personale (140 preferenze) la delusione dell’esclusione della lista dal consiglio comunale: «Deluso io? Ovviamente sì, anche se il risultato personale è stato decente».
Cosa avete sbagliato?
«Forse dovevamo e potevamo fare uno sforzo maggiore di comunicazione a livello di manifesti, di porta a porta. Giusto questo».
Cosa via ha penalizzato?
«L’arrivo di Beppe Grillo a Pesaro. Il suo recital ha spostato un po’ di voti sulla liste dei “grillini”».
Non fare fronte comune, non è stata una grande idea…
«Lo sapevamo bene, ma non è stato un nostro errore. Semplicemente loro non hanno voluto fare nessun accordo. Una scelta loro…».
Voi avete insistito molto sulla comunicazione via internet….
«E’ vero, abbiamo avuto molti messaggi positivi per il nostro sito, giudicato il migliore…».
Consensi che, però, non si sono trasformati in voti.
«Diciamo che il mondo di internet rappresentava la parte più giovane della lista. Una presenza sulla rete è importante, ma le elezioni confermano che di per sè non sposta moltissimo in voti».
Contano di più televisioni, giornali, pubblicità porta a porta?
«Direi che il voto è più condizionato dalla comuncazione classica. Non c’è un elettorato che si muove seguendo internet».
Quali voti vi sono mancati?
«A parte quelli spostati da Grillo, ci sono mancati i voti di Marcello Secchiaroli a cui è stata fatta, in maniera brutale, terra bruciata dal Pd».
Torniamo a internet, non funziona nemmeno facebook?
«Probabilmente funziona per i singoli e soprattutto nell’elettorato più giovane, che è minoritario».
Sebastiani chiude con la politica?
«Non mi risulta proprio. Anzi, dalla riunione che abbiamo fatto a caldo dopo i risultati è emerso che nessuno lascerà. Faremo un’associazione culturale che ha in programma due piccole battaglie a livello di cultura cittadina. In particolare speriamo di contribuire alla salvezza delle manifestazioni del cineclub Shining».
Non le sembra di aver ragionato per mesi e mesi nei blog e nei forum su una città diversa da quella reale?
«Non credo proprio. Il giorno prima delle elezioni ero convinto che il risultato fosse segnato e che al massimo potessimo prendere un consigliere. Quello che ci ha sottratto Grillo. Avevo percepito l’andazzo e penso di aver visto la realtà che incombe su di noi».
Quale?
«La cappa rimane intatta, così come la partitocrazia. Registro anche il ritorno di Mosconi…».
Ci sono però i «grillini» in consiglio.
«Vero, peccato che non ci sia Beppe Grillo. La politica non la farà lui…».
Nulla è cambiato dunque?
«Vedo che il sindaco ha le stesse difficoltà di sempre a fare il quadro, a sistemare gli assessori. E’ la solita storia»..
Qualche barlume di luce?
«Beh, il successo di Biancani; l’arrivo in consiglio di giovani come Pedinotti e Panzieri. Mi viene da sperare in loro».
I conti non tornano.
«Quelli politici, ma anche quelli elettorali. Troppe preferenze scomparse, mi pare che ci sia stata un’incompetenza impressionante nei seggi».

Luigi Luminati

Ancora tu?

Scritto il 11 giugno 2009 da Andrea Marzi8 Commenti

Ma non dovevamo vederci più?

“Ieri mi sono accorto che andavo in giro camminando a testa alta nonostante il risultato delle elezioni”. Questo mi diceva oggi Vanny Rosso, responsabile del funzionamento di questo sito.
Ti capisco Vanny, perché mai dovresti vergognarti? Siamo rimasti noi stessi, senza giravolte e siamo ancora convinti della dignità e dell’amore che animava le nostre proposte per Pesaro. Perché non andare a testa alta? Sono i ladri, i pedofili e i farabutti che si devono vergognare, non le persone per bene. Perdere non è di per sè un disonore.

La notizia di questi giorni è che a Pesaro – a differenza del resto delle Marche dove ha subito un tracollo epocale – il Pd ha sostanzialmente tenuto consentendo a Ceriscioli una riconferma pur con una erosione significativa rispetto alle elezioni precedenti. Anzi, il suo risultato suona pure più rotondo rispetto al suo collega Ricci, più forte e accreditato alla vigilia.

Luca Ceriscioli secondoIl verdetto di queste elezioni comunali sembra il seguente: a Pesaro si vive bene (“Vivi Pesaro” ha ottenuto un buon successo anche se definirla “lista civica” è ridicolo, con i suoi uomini di partito più o meno trasparenti e riciclati) e tutto deve rimanere com’è o meglio, tutto deve continuare ad andare nella direzione presa con Giovanelli prima e con Ceriscioli poi, all’insegna di una pianificazione urbana col modello “a fem cum ce per ma noiatre” tanto caro ai boss locali del mattone (oltre allo scempio di Porta Ovest, segnalo che andando a trovare un amico a Novilara ho trovato nuovi incredibili sbancamenti sulle colline per altre velenose edificazioni). In questo senso la strada sbancata come se niente fosse dai russi sul San Bartolo assume il ruolo di tragica metafora.
Avremo, ancora e di più, notti bianche gialle e blu (nota la rima please) per tutti i gusti, e poi una valorizzazione del patrimonio culturale e umano della città fatta con un entusiasmo pari a zero e risultati conseguenti sul turismo. Ancora, la qualità dell’aria continuerà a non essere importante come quella della vita dei nuovi quartieri sorti senza un verso urbanistico, con case-caserme e senza piazze. Cosa ci riserverà ora la vocazione cementizia del nuovo-vecchio sindaco. Grazie anche all’occasione del nuovo porto, egli non farà mancare un sacco di cemento a ciascun pesarese, neanche (grazie!) a quelli che non lo hanno votato. Ma si sa, la generosità e la fortuna non guardano in faccia a nessuno.

Diciamo la verità, mai come in queste elezioni ci sono state proposte di cambiamento ampie e accreditate, ma nessuna, al di là del risultato deludente della nostra lista, ha saputo generare – noi per primi – un cambiamento di rotta. Anche il risultato di Mascioni, per quanto non trascurabile nei numeri assoluti, risulta deludente rispetto alle premesse.
Quindi dobbiamo prendere atto che le elezioni hanno premiato Ceriscioli, infatti confrontando i dati si nota che molti hanno votato Lega o Pdl alle europee e alle provinciali, ma alle comunali hanno votato Ceriscioli e Pd.

Due considerazioni a livello di preferenze e una generale,
la prima riguarda il confronto fra due liste che avevano elementi di analogia nel programma, cioè Città in comune e lista Grillo.
Città in comune ha raccolto ben 687 voti di preferenza sui 1143 totali (2,11%) cioè più della metà, mentre la lista Grillo ha preso un sesto di preferenze sui voti totali, cioè 316 voti di preferenza su 1845 (3,41%). Un chiaro segno dell’importanza dell’amplificazione dei media e dell’icona nazionale, con 5 elettori su 6 della lista Grillo che sembrano aver votato lui più che i rappresentanti locali. Andrea Zucchi ha avuto la palma del più votato della lista Città in comune con 141 preferenze che sono molte di più – curiosità statistica – di quelle che hanno premiato il nuovo vice sindaco Catalano, mentre il più votato dei candidati di Grillo ha raccolto 60 preferenze.
L’altra considerazione è il lusinghiero successo nella sfida interna al Pd del consigliere Andrea Biancani che ha stravinto con 540 preferenze la spietata competizione con gli altri ambiziosi avversari, primo fra tutti Luca Pieri, protagonista di una sconfitta inaspettata anche se con un buon risultato assoluto.
Con questo risultato Biancani si propone non solo come titolare di un assessorato importante ma guadagna la prima fila come candidato sindaco Pd nel 2014.
Infine segnaliamo il sospetto che la nostra lista, pur non ottenendo neppure un rappresentante in consiglio comunale, abbia avuto – nostro malgrado – il merito di spingere le forze politiche tradizionalmente al potere a ricompattarsi di fronte al rischio di un sommovimento profondo che aleggiava nei mesi scorsi. Come spiegare diversamente le decine di telefonate ricevute per mesi da Sebastiani e Secchiaroli da parte dei vertici del partito? E l’estenuante incertezza di Rifondazione fino all’abbraccio finale con Luca? E le capriole da sinistra a destra e ritorno dei Liberi?

I motivi del nostro insuccesso (ma sarà proprio questa la parola?) sono numerosi, proviamo a buttarli giù a caso:
- Abbiamo fatto importanti errori di valutazione e di comunicazione
- Abbiamo pagato l’inesperienza della stragrande maggioranza degli attivi
- Non abbiamo avuto sufficiente forza lavoro per una adeguata organizzazione
- Due mesi fa Pesaro sembrava popolata di insoddisfatti (o peggio) della gestione Ceriscioli, tali insoddisfatti sono evaporati di colpo il 6 giugno.
- Il Pd ha fatto una mossa molto furba ed efficace con l’attivazione delle liste civetta e con la cooptazione e lo smercio preventivo delle poltrone (vedi Catalano arruolata al volo in cambio della poltrona di vicesindaco). Questo, insieme alla presenza della lista Grillo (con visita pesarese del comico) e della Rosa, ha finito per toglierci gran parte dell’acqua nella quale la nostra proposta poteva nuotare.
- Infine, da numerose segnalazioni e incroci che abbiamo fatto pare che manchino molte decine, forse centinaia, di voti di preferenza. Non si tratta di brogli, ma di incompetenza, superficialità e forse stanchezza degli addetti. Anche qui si tratta di forze e di organizzazione, se avessimo potuto mettere un cane da guardia in ogni seggio… il Pd certo di questi problemi non ne ha avuti…
Di fronte a tutto questo penso ai partigiani morti per darci la possibilità di votare. E mi sento male.

Tornando ai numeri che risultano ufficialmente, la delusione per il risultato della nostra lista civica (“Città in comune” non sarà stato un nome troppo osé?) è mitigata dalla consapevolezza che tutti quanti coloro che si sono spesi in questa avventura lo hanno fatto con un sincero spirito di servizio e nessuno può avere nulla da rimproverarsi.

Stiamo già ragionando sul futuro per non disperdere quel patrimonio umano ricco e variegato che ha saputo trovare un senso come gruppo.
Contiamo che coloro che ci hanno votato e vogliano avvicinarsi alla attività e programmazione delle prossime iniziative della associazione Città in comune ci contattino a questo indirizzo: info@cittaincomune.it

In ogni caso, grazie a tutti!

“Ieri mi sono accorto che andavo in giro camminando a testa alta nonostante il risultato delle elezioni”…
Sono i ladri, i pedofili e i farabutti che si devono vergognare…


Andrea Marzi