Che ci faccio qui?
Scritto il 28 aprile 2009 da Andrea Marzi – Scrivi il primo commentoManuale di orientamento per giovani e idealisti
Era fine settembre 2008 quando andai ad una riunione della futura lista civica scoprendo che era… la prima in assoluto.
L’impressione iniziale fu buona, oltre le mie aspettative. Avevo avuto un solo colloquio con Maurizio Sebastiani che non conoscevo prima di allora. Mi aveva cercato tramite Antonio Faeti.
Nel primissimo colloquio che avemmo mi disse che apprezzava molto le mie posizioni “resistenti” e che voleva fare una lista civica, ma non di volerne essere necessariamente il leader, tanto che mi propose di fare il candidato sindaco. Rifiutai ringraziando, conscio che il mio disturbo mentale non fosse sufficientemente grave per accettare.
Le cose che più mi colpivano nelle prime riunioni erano una sensazione e un paradosso.
La sensazione era data da un misto di consapevolezza di partire da zero e con enormi difficoltà – da dove si parte per fare una lista per le elezioni? – ma di essere uniti da una grande e ancora indefinita voglia, quella di fare qualcosa.
Parlavo anche di un paradosso. Questo consisteva nel fatto che per mesi abbiamo fatto riunioni settimanali sempre noi sei, io, Maurizio, Rosanna Marchionni, Luciana De Angelis, Marcello Secchiaroli, Andrea Zucchi. Sedendoci in cerchio si notava che l’età media non era precisamente adolescenziale (uno solo sotto i cinquanta, solo due sotto i sessanta) eppure fin da subito ho respirato una sincera e forte spinta all’apertura verso altre, più giovani figure. Una volta quasi mi commossi – nessuno se ne accorse – nell’ascoltare la fiduciosa spregiudicatezza con cui Rosanna in un giro finale per battezzare il nome del candidato sindaco, sosteneva con forza la candidatura di Andrea Zucchi, il più giovane dei presenti.
Tuttavia Andrea – che aveva ricevuto belle e incoraggianti parole anche da Maurizio – non si sentì ancora maturo per un passo del genere e tornammo ad orientarci sulla candidatura iniziale e condivisa, quella di Maurizio.
A quel punto però ci rendemmo conto che una lista civica che presenta un candidato sessantenne (per quanto fresco di spirito e aperto ai giovani) nell’epoca di Obama, rischia un danno nell’impatto pubblico. Fu così che pensammo di bilanciare la cosa affiancando a Maurizio una figura giovane che aveva il consenso di tutti i “carbonari”.
Finalmente – verificate nei mesi le nostre intenzioni e superata la botta emotiva per il problema che ha messo fuori causa per un po’ Marcello – arrivò il momento desideratissimo di aprire il gruppo ad altre persone, gruppo che a quel punto era già diventato “qualcosa”.
Così, settimana dopo settimana, eccoci qui.
Nel corso di una recente riunione plenaria mi sono ritrovato a ripensare a quei momenti iniziali in cui ci vedevamo troppo vecchi, mi son guardato intorno e oltre alle persone citate ho visto intorno a me tanta gente giovane, una piacevolissima, stragrande maggioranza che parlava, ascoltava, proponeva, disputava. Uno spettacolo. Mi ha fatto un enorme piacere.
Mi sono ricordato di colpo che avevo fatto tutto questo per vedere quello spettacolo, ma l’ho capito solo ora.
Andrea Marzi
