Il caso Banca di Pesaro
Scritto il 23 aprile 2009 da Maurizio Sebastiani – Scrivi il primo commentoIl Segretario Provinciale del PdCI Piccinetti è stato investito dalla sua stessa macchina e non se ne è accorto. La potenza di Villa Fastiggi espressa dal PD “ha scritto una pagina nera” come lui stesso afferma.
Un Presidente di una Banca che ha avuto negli anni un ottimo bilancio e ottimi risultati “che non ha permesso nepotismi e clientelismi”, iscritto al PdCI, è stato defenestrato.
Di questo Piccinetti accusa il sistema di potere rappresentato dalla “cricca” di Villa Fastiggi ma confida nel “nuovo” espresso da Matteo Ricci.
Ma come può pensare che di una operazione come questa non fossero a conoscenza il Segretario Provinciale, il Segretario Comunale, il Sindaco, tutti del PD?
Lui che è di Villa Fastiggi sa bene che Ricci, Ceriscioli e Luca Pieri (prossimo candidato sindaco del 2014) sono il “nuovo” gruppo dirigente del PD cresciuto politicamente alla scuola di Villa Fastiggi. E allora? E la protesta di Piccinetti (segretario PdCI alleato PD) suona strana, oggi.
Non sapeva nulla? Mi dispiace dover pensare che è un vaso di coccio.
Rinviare poi al futuro il patto etico, da parte sua, è una forma di debolezza. Che cosa gli impedisce di invocarlo per il presente?
Riportare l’etica e la trasparenza nella vita pubblica è un problema fondamentale dell’oggi e non del domani.
Da ultimo aggiungo che quanto sostiene Baldantoni che nega il ruolo della politica (PD e PdCI) in questa operazione della Banca di Pesaro, è una favola alla quale nè Piccinetti nella sua intervista nè tantomeno noi crediamo.
Dott. Maurizio Sebastiani
“Città in Comune”
