ELEZIONI: CON I DIPENDENTI DELLE COOP
Scritto il 26 maggio 2009 da Marcello Secchiaroli – Scrivi il primo commentoSecchiaroli a Mattioli: «Un dibattito pubblico»
«A MATTIOLI non piacciono le restaurazioni? Bene a me non piace la restaurazione del politichese propria delle sue dichiarazioni: “sbagliate compagni”, “contesto è cambiato”». Così parlò Marcello Secchiaroli rispetto all’intervento di Simone Mattioli, presidente della Legacoop e leader della cooperazione sociale. «Non accetto che Mattioli mi affianchi a Mascioni. Si tratta di scelte completamente diverse — dice Secchiaroli. La mia non era una critica alla cooperazione sociale, ma uno stimolo per far cambiare le condizioni per le coop sociali». Il continuo richiamo alle condizioni del mercato fatto da Mattioli non convince il Secchiaroli candidato al consiglio comunale per la lista «Città in Comune». «Il riferimento al mercato è sbagliato. La crisi economica ha dimostrato in maniera netta che quando l’economia perde il senso del limite, distrugge se stessa. Perciò il richiamo continuativo ed ossessivo al mercato di Mattioli non è più nemmeno molto attuale. Vorrei ricordare a Mattioli che esistono — aggiunge Secchiaroli — cooperative sociali di tipo A e B. Quelle che fanno inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Qualcuna di quelle di tipo B ha chiuso, i soggetti svantaggiati sono a casa e nessuno se ne preoccupa, tantomeno il mercato». Infine una chiosa ironica: «Se ci sono coop che si definiscono sociali ed altre no, una differenza ci dovrà pur essere…».
NON MOLLA l’osso l’ex-assessore regionale: «Nessuno, tantomeno io, vuole sottovalutare la cooperazione laica, ma volevo ricordare a Simone Mattioli, che ha evidentemente la memoria corta, che la prima cooperativa B, nata ancor prima ancora della legge, fu al T-41 di Don Gaudiano. Così si rifresca le memoria». Conclusione di Secchiaroli: «Le mie sono parole di stimolo, non di critica. Sull’autonomia politica della Legacoop ho i miei dubbi. Così come sul suo intervento. Però se vuole un confronto facciamolo pubblico, di fronte a tutti i lavoratori delle coop sociali. Io ci sto».
