Una “Focaccia blues” per Città in comune
Scritto il 14 maggio 2009 da Andrea Marzi – Scrivi il primo commento
Scopriamo con molto piacere che altre forze politiche hanno apprezzato la nostra idea di riscoprire lo strumento del cineforum come mezzo per mettere a confronto cittadini e candidati… al punto da copiarla velocemente. Siamo molto lusingati che quelle stesse forze politiche (leggi PD) abbiano scelto lo stesso giorno di programmazione della nostra rassegna, cosa che denota una stretta marcatura a uomo, come già chiaro dopo l’uscita delle liste civetta. La cosa non ci dispiace, anzi ci lusinga denotando timore e preoccupazione. A basket l’avversario marcato a uomo più strettamente degli altri è quello più bravo.
Si poteva chiedere un complimento più bello?
Saremmo però più contenti se il PD invece che copiarci le idee di comunicazione ci copiasse le idee di sviluppo e futuro della città, insomma… se ci copiasse un po’ il programma.
Intanto, prosegue giovedì 14 maggio alle 21 al cinema Solaris la rassegna cinematografica organizzata dalla lista civica “Città in comune”, con il secondo di 4 appuntamenti previsti nel mese di maggio. Il tema della serata è quello del “CONSUMO RESPONSABILE“, e sarà affrontato con un film in prima visione, “Focaccia blues”.
Come già felicemente sperimentato all’affollata proiezione di giovedì scorso, dopo il film è previsto un approfondimento del tema trattato; nell’occasione il pubblico ne parlerà con il produttore Alessandro Contessa e con Gigia e Carlo di Cal Bianchino e Alessandro Panaroni dei G.a.s (Gruppo di acquisto solidale).
Il film sarà preceduto da un cortometraggio con l’attore pesarese Marco Sincini, anch’egli presente, “La favola del tortellino“.
“Focaccia blues” è la vera storia di una focacceria di Altamura (in Puglia) che ha costretto alla chiusura il McDonald locale, semplicemente grazie alla bontà e alla genuinità dei suoi prodotti! Un documentario avvincente e divertente che vede anche il sostegno e la presenza di alcuni pugliesi doc come Michele Placido, Lino Banfi e Renzo Arbore.
Andrea Marzi
