Sono una piccola ape furibonda in questa città senza futuro
Scritto il 5 maggio 2009 da Staff – 1 CommentoQuesto articolo è stato pubblicato il 5 maggio sul Carlino.
L’autrice, Francesca Scicchitano ha collaborato alla stesura del programma della lista Città in comune insieme a Umberto Spadoni ed altri, per quanto riguarda il progetto “Ragazzi in città”.
La psicanalista mette sul lettino il Sindaco e il PD
UNA delle intuizioni più geniali, e al contempo banale, della teoria e pratica psicoanalitica è che l’associazione libera di pensieri rende possibile la conoscenza. Vale a dire che quello che mi viene in mente, apparentemente a casaccio, non solo ha un senso, ma è rivelatore di verità profonde. Mi sono messa a pensare a questa città, senza il rigore della logica né la pretesa dell’intellettuale. Uno dei miei primi pensieri è andato alla “domus romana”, ci sono passata davanti, come tutti i pesaresi, tante volte. Non mi ha colpito in modo particolare il fatto che sia stata sepolta di terra, quanto l’aiuola di bei fiorellini che ci è stata fatta sopra. E, come diceva Freud la buonanima, sono i piccoli dettagli che rivelano le grandi cose. La terra con cui è stata sepolta la “domus romana” copre il passato, la storia, le radici, e fino qui può anche essere accettabile. Ma i fiori no, perché dicono che quel passato non è importante, che la storia non conta e quindi con essa la cultura non ha valore. In chi ha fatto un’operazione del genere è assente qualunque riferimento al bello, all’etica, al rispetto.
HO PENSATO al centro storico, e la libera associazione immediata è stata con le salsicce. Ho avuto timore, con smarrimento della mia follia, ma poi mi è venuta in mente la festa dell’Unità, le salsicce erano vere. Non so se c’era anche mangiafuoco, forse no , ma certamente ho immaginato un grande caravanserraglio in cui i giostrai del Pd, intrattenevano con zuccheri filati e marionette, i loro confusi e annoiati elettori. Elettori,appunto, non persone portatrici di temi, di idee , di progetti. Se i fiorellini della “domus romana” rimandano alla totale assenza di cultura, la festa dell’Unità mi fa pensare all’assenza di una relazione vera tra amministrazione e cittadini .
Senza storia, né cultura, non è possibile un processo identitario, e questo significa, né più né meno che i nostri ragazzi un futuro non ce l’hanno.
A PROPOSITO di ragazzi. Ecco un altro pensiero in libertà, il grande successo del discobus che esporta giovanissimi nei locali della vicina Romagna e li riporta a casa, a notte fonda, belli rincoglioniti da musica e alcool, ma vivi. Pesaro,dunque, non ha niente che sia usufruibile per questi ragazzi, non solo, ma siccome ad una certa età, i giovincelli sono un po’ fastidiosetti, rumorosi,vivaci, togliamoceli dai piedi per un po’, li riportiamo a casa “fatti”, il giorno dopo dormono, e così ci siamo tolti di torno una bella questione.
CARO SINDACO, da psicoterapeuta, lavoro da tempo con gli adolescenti, e le posso garantire che questa trovata del discobus è, senza mezzi termini, vergognosa. I ragazzi vanno riportati in città, non continuamente espulsi . Le mie libere associazioni si stanno colorando di rabbia e la rabbia mi porta a Porta Ovest, l’orribile ingresso, il brutto biglietto da visita che questa città offre a chi viene da fuori ( e anche da dentro ). Ma non è solo questo, è il palesarsi di tutto ciò di cui questa città deve disfarsi : ignoranza,arroganza,clientela e stupidità. «Sono una piccola ape furibonda», cito da Alda Merini … Dai tempi del liceo, ho sempre votato a sinistra, ma ora che la sinistra a Pesaro è affogata nel cemento, mi piace continuare a pensare, come ha detto, non mi ricordo chi, che il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni. Nel Pd e dintorni, di sogni – da tempo –non c’è n’è più nessuno, di idee neanche: le loro profferte elettorali sono irricevibili, inclusa l’idiozia del vice-sindaco donna.
FRANCESCA M. SCICCHITANO Psicoterapeuta

Complimenti per l’articolo.
L’ape infuriata in una città priva di bussola è proprio una bella immagine!
Personalmente però mi sento di contestare la “soluzione del viceSindaco”, non in quanto donna, nè inerente alla persona che lo esprimerà, quanto al fatto che detta carica verrà assegnata indipendentemente dal risultato elettorale !
E’ un esempio di cinismo, appunto elettorale, assoluto!