Poltrone e potere dietro la delega di vicesindaco
Scritto il 8 maggio 2009 da Staff – 1 CommentoDa Il Messaggero di Pesaro di Venerdì 08 Maggio 2009
Sebastiani: «Noi non siamo scesi a patti con nessuno, la nostra alleata è la cabina elettorale»
Maurizio Sebastiani, candidato sindaco della Lista “Città in Comune”, il suo principale rivale di centro-sinistra alla corsa per il Palazzo, Luca Ceriscioli, considera il suo movimento un fronte del no…
«Non siamo un fronte del no, ma un fronte del “per”. Siamo in campo per l’ambiente, la vivibilità della città, una cultura diffusa, la trasparenza degli atti amministrativi».
Allora non fate il gioco del centro-destra…
«Se c’è qualcuno che in questi anni ha fatto il gioco del centro-destra è proprio Ceriscioli con la sua politica urbanistica, culturale, infrastrutturale, ma soprattutto con la mancanza di trasparenza nella vita amministrativa».
Lei condivde la definizione che Secchiaroli ha dato a Ceriscioli, di sindaco senz’anima?
«Sottoscrivo in pieno le sue parole. Marcello ha detto la verità su Ceriscioli, anzi ha detto solo una parte della verità. C’è dell’altro…».
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«E’ un sindaco senz’anima». Un misto di delusione e di indignazione quella che riflette la voce di
UNA delle intuizioni più geniali, e al contempo banale, della teoria e pratica psicoanalitica è che l’associazione libera di pensieri rende possibile la conoscenza. Vale a dire che quello che mi viene in mente, apparentemente a casaccio, non solo ha un senso, ma è rivelatore di verità profonde. Mi sono messa a pensare a questa città, senza il rigore della logica né la pretesa dell’intellettuale. Uno dei miei primi pensieri è andato alla “domus romana”, ci sono passata davanti, come tutti i pesaresi, tante volte. Non mi ha colpito in modo particolare il fatto che sia stata sepolta di terra, quanto l’aiuola di bei fiorellini che ci è stata fatta sopra. E, come diceva Freud la buonanima, sono i piccoli dettagli che rivelano le grandi cose. La terra con cui è stata sepolta la “domus romana” copre il passato, la storia, le radici, e fino qui può anche essere accettabile. Ma i fiori no, perché dicono che quel passato non è importante, che la storia non conta e quindi con essa la cultura non ha valore. In chi ha fatto un’operazione del genere è assente qualunque riferimento al bello, all’etica, al rispetto.