Sebastiani: Noi al secondo round
Scritto il 12 maggio 2009 da Staff – 4 CommentiDa Il Messaggero di Pesaro di Domenica 10 Maggio 2009
Bordate a Mascioni e Ceriscioli. «Raggruppamento di persone genuine»
La lista civica “Città in Comune” esclude alleanze e lancia la proposta di internet gratis per tutti.
PESARO«Siamo da soli, non abbiamo alcuna poltrona da spartire come fa Ceriscioli con la Catalano». Vuole rimarcare in ogni modo l’autonomia della sua “Città in Comune”, il candidato a sindaco Maurizio Sebastiani. «Non siamo nè con Mascioni nè con Ceriscioli, smentiamo certe voci». Così sarà al primo turno. Ma quelli della lista civica «di centrosinistra, ma alternativa a questa maggioranza», puntano «ad andare noi al ballottaggio».
E al secondo turno non sono escluse aperture, ma ad una condizione ben precisa: «Per noi il programma è il vangelo. Potremo aprire un discorso solo con chi si riconoscerà nel nostro programma». Di sicuro non ci sarà alcuna convergenza con Ceriscioli, con il quale i rapporti, dopo i recenti botta e risposta al vetriolo, sono ormai tesissimi: «Dimostra fragilità e nervosismo. Questo ci dà consapevolezza dei nostri mezzi». E il coordinatore Andrea Zucchi aggiunge: «La sua lista civica Vivi Pesaro è composta dai panchinari del Pd». Nessuna sinergia nemmeno con Mascioni e la Rosa, ma una strategia che potrebbe combaciare, cioè quella di erodere consensi a Ceriscioli: «Ognuno ha fatto la propria lista e fa la sua parte. La differenza è che da loro ci sono i vip, da noi persone genuine». Un programma, quello redatto da Sebastiani e soci, «dove i membri della lista ci hanno messo le proprie competenze e impegno», che parte da un «elemento innovativo. La connessione gratuita a internet per tutta la città». E Andrea Marzi ha già fatto i conti: «Per Pesaro si spenderà circa un milione di euro». L’altro punto inamovibile è «la trasparenza degli atti amministrativi». E poi i quattro pilastri tematici cultura, salute, sociale e ambiente. «Nell’area che va da Rocca Costanza alla sinagoga c’è una miniera culturale che va valorizzata – afferma Sebastiani – Per la salute, una volta completata l’integrazione funzionale tra Pesaro e Fano, si potrà pensare all’ospedale nuovo. No al secondo casello a Santa Veneranda e via gli inerti dal porto di Pesaro». Referente per il welfare è il capolista Marcello Secchiaroli: «Pesaro ha una ricca rete di servizi per il sociale e per gli handicap che va rivisitata e adeguata». L’ambiente è, invece, competenza di Zucchi: «La classe energetica B per le abitazioni non è mai stata attivata. La faremo noi». Sebastiani ha molta fiducia nella sua lista, tanto che dice, scherzando, che «potrebbero anche fare a meno di me». Lui, invece, dopo le dure battaglie da presidente della Prima circoscrizione (San Bartolo, Palla di Pomodoro e Centro Benelli su tutte), in caso di sconfitta promette di non ritirarsi: «Noi saremo in consiglio comunale e continueremo a lottare comunque vada». Non vuole fare i nomi della sua futura squadra di Giunta, ma i numeri sì: «Solo sei assessori e nessun portavoce». La lista è composta da 32 elementi ma «potevano essere di più se qualcuno intenzionato ad aderire al nostro progetto non fosse stato minacciato…», chiude Marzi.
di THOMAS DELBIANCO

L’assicurazione che dici spero che ce l’abbiamo, sennò è sicuramente da fare!
Sul resto siamo d’accordo.
Commento il commento di AZucchi
Andrea…bisogna essere realisti , se il nuovo Sindaco (perchè quello attuale governa questo problema promettendo il nuovo porto) cominciasse ad attuare i provvedimenti che hai descritto , nel giro di qualche mese si beccherebbe una denuncia per danni dai cavatori !
La denuncia verebbe usata a scopo intimidatorio contando sulla lentezza della giustizia italiana… lo dico perchè è già successo !
Dunque che fare?
Per prima cosa occorre proteggersi stipulando una assicurazione per difendere il Comune da possibili contenziosi giudiziari.
In secondo luogo occorrerebbe cominciare ad accumulare atti dimostranti effettivamente il disagio degli abitanti del porto , notificandoli alle competenti autorità con regolarità.
In terzo luogo il nuovo Sindaco dovrebbe fare una richiesta allo Stato di declassificare il porto fino alla costruzione
di quello nuovo ed invitare lo Stato a presentarsi a Pesaro con una commissione di inchiesta per verificare se effettivamente questo porto può essere classificato di I categoria(commerciale) e di I classe (alti tonnellaggi).
Molto importante è anche la politica da attuare verso l’ARPAM. Bisogna chiedere ai responsabili di quell’Ente un monitoraggio continuo delle PM10 installando una centralina fissa di rilevamento in posizione baricentrica rispetto ai traffici .
Infine estenderei l’esame epidemiologico, partendo dai risultati conseguiti dallo studio fatto recentemente, invitando i cittadini che ritengono di soffrire disturbi particolari a presentarsi per una visita medica davanti a una commissione.
Insomma questo sarebbe un Sindaco che approccia il problema, per altro complesso, in maniera seria e neutrale.
Un Sindaco che cerca semplicemente la verità!
Rispondo con piacere io, ma quello che dirò rappresenta anche l’idea di Sebastiani, visto che sul tema Porto tanto abbiamo insieme studiato.
La soluzione migliore per l’amministrazione locale per bloccare il traffico di inerti sul Porto di Pesaro – che tanti danni crea sia agli abitanti per l’inquinamento, che agli edifici con le vibrazioni dei mezzi pesanti, i giganteschi camion Pelikan che portano la ghiaia – proprio in virtù di quanto citato nella domanda, ovvero la normativa di ordine statale, ci pare essere quella relativa ai controlli che si potrebbero mettere in atto. Mi spiego meglio: prima di tutto, per evitare il passaggio dei Pelikan, si potrebbe mettere un limite di tonnellaggio su Calata Duilio, compresa la rotatoria con Via Cecchi (che bloccherebbe così anche il traffico da Strada 2 Porti, dove dovrebbe essere deviato il traffico di questi mezzi se si farà il nuovo porto commerciale); come seconda cosa, si dovrebbe rimettere di nuovo al Porto la centralina per il rilevamento delle polveri sottili, che faccia un monitoraggio serio (non come quello fatto sinora, con appena un mese o poco di più di rilevazioni) e consenta di prendere provvedimenti in caso di sforamenti; eppoi si potrebbe anche fare una sorta di ostruzionismo, con controlli continui sui mezzi pesanti di passaggio ad opera dei vigili (che potranno guardare se si sforano i pesi etc…). Io direi che le soluzioni per liberare il Porto di Pesaro ed i suoi abitanti dal traffico di inerti si aggirano qui intorno, e comunque dimostrano che basta una volontà politica, finora sempre venuta a mancare, per farlo. Infatti ad esempio oltre a quanto detto sopra, si potrebbero tentare anche varie azioni politiche con i soggetti che dal Porto traggono profitti, ma anche questo non è mai stato fatto…
Spero la risposta abbia soddisfatto Gaio, e aspetto commenti.
Grazie
Vorrei fare una domanda al dott.Sebastiani, o anche al referente per l’Ambiente Andrea Zucchi, per andare un pò più sul pratico al fine di limitare il fastidioso effetto annuncio proprio di tutta questa valanga di candidature!
Nel programma si afferma “via gli inerti dal porto di Pesaro”…
In pratica, che misure attuerete per raggiungere questo obbiettivo?
Dovete ricordare che chi commercia inerti è protetto da un decreto statale del 1975 e questa legislazione è preminente in quanto appunto di livello più alto! Cioè la norma statale comanda più di quella regionale e di quella provinciale o comunale!
Quindi, datemi la prova che saprete amministrare con gli strumenti che avete (fonte Comune, Provincia e Regione)questo spinoso problema, agendo in controtendenza rispetto ad una fonte Stato !