Archivio per giugno, 2009

Il trionfo di Luca Cemento e le considerazioni di uno sconfitto

Scritto il 24 giugno 2009 da Andrea Marzi1 Commento

Questo articolo è stato inviato al Resto del Carlino che ha pubblicato un’intervista al sindaco Ceriscioli che commentava con sarcasmo il risultato di Città in comune.

Luca CementoCaro Direttore,
le scrivo in merito alle parole del sindaco pubblicate dal Suo giornale (“Città in comune ha preso i voti dei parenti”) che mi spingono a fare un po’ di conti e considerazioni con quella che è onesto chiamare una sconfitta che mi appartene anche sul piano personale. Infatti, anche se non ero candidato, mi sono molto impegnato per la lista civica con l’intento di rispondere alla richiesta di “fare qualcosa” da me raccolta negli ultimi anni nelle parole di tanti. O almeno così mi era sembrato. Dai risultati deduco che mi ero sbagliato, che non sono stato abbastanza bravo a convincere i miei concittadini e che alla maggioranza dei pesaresi sta bene questo tipo di città e di pseudo sviluppo incardinato su una perdita di identità cittadina.
La sconfitta è anche una categoria filosofica, un evento che può essere vitale e dignitoso e che non si misura solo coi numeri ma anche con la consapevolezza di chi ha agito per il bene comune, ha fatto il suo massimo e può camminare a testa alta.
Per tornare alle parole del sindaco, ribatto dicendo che Città in comune ha avuto il 2,11% dei voti, cioè più o meno quanto hanno preso i piccoli partiti che lo hanno sostenuto, compreso il tanto glorificato e decisivo apporto dei parenti della vicesindaco Catalano, che sono più o meno quanto i nostri, poco più del 2%.
Per concludere mi permetto di ricordare al sindaco che i numeri gli garantiscono il potere ma non la qualità della sua giunta e il buon governo della città. Non servono studi di scienze umane o politiche per riconoscere nella sua squadra, oltre a qualche competenza e personalità di valore, molte rinunciabili categorie: si va dall’avidità all’ignoranza, dal primato mondiale di salterello (di quà e di là, di sopra, di sotto) alla palese improvvisazione verso le deleghe attribuite.
Ahimè, la mia sconfitta non renderà più roseo il futuro della mia città nè meno opprimente la colata cara a Luca C’è (mento), vicino alla quale rimarrà la scritta “continua…”

Andrea Marzi

Noi non ci saremo

Scritto il 12 giugno 2009 da Maurizio Sebastiani11 Commenti

Maurizio SebastianiCarissimi tutti, credo che ormai abbiamo superato la delusione del modesto risultato
elettorale della nostra lista che molto sinceramente non ci aspettavamo in questa misura.

Dove erano il 6/7 giugno tutti gli scontenti di Ceriscioli dell’area di centro sinistra che nei mesi precedenti avevano dichiarato la loro insoddisfazione nei confronti anche dell’arroganza, del clientelismo e del mal governo del PD e dei suoi alleati? Siamo stati tutti preda di allucinazioni?

Mentre noi ci sforzavamo ad elaborare progetti seri, credibili, alternativi, il potere si arroccava su se stesso e sparava le sue armi migliori, quelle delle promesse di posti, carriere, vantaggi.

E così ancora una volta a Pesaro non è cambiato assolutamente nulla, se non lo scarto di due punti della vittoria al primo turno dei soliti noti che ora lottano come e più del solito per la spartizione del bottino proponendo addirittura dieci assessorati (ma non basteranno).

Voglio ringraziare e abbracciare tutti voi ad uno ad uno per il vostro impegno e dedizione, per il vostro contributo non solo di idee ma anche organizzativo, per la vostra carica di entusiasmo e convinzione che sono stati elementi fondamentali di questa sempre condivisa avventura. Avventura nella quale ho avuto modo di incontrare ed apprezzare tantissimi giovani e meno giovani con grandi ideali, voglia di impegnarsi veramente anche a costo di correre qualche rischio personale per cambiare il governo di questa città e con questo togliere quella cappa di potere e di oppressione che da troppo tempo grava su Pesaro e che purtroppo durerà ancora.

Ma se la democrazia è anche il saper accettare la volontà espressa dalla maggioranza, voglio ricordarci che è anche lottare per i propri ideali e convinzioni che non possono essere mortificati da nessun evento.

Credo che con questo spirito si potrà continuare nei modi che riterremo più opportuni ad impegnarci ancora per il cambiamento di questa città.

Questa sera alla palla di Pomodoro il PD festeggerà come al solito con porchetta e vino, anche le 450 preferenze di Mosconi. Noi non ci saremo.

Maurizio Sebastiani

ANDREA ZUCCHI E LA DEBACLE DI CITTA’ IN COMUNE

Scritto il 12 giugno 2009 da Staff1 Commento

LA BEFFA: ANDREA ZUCCHI E LA DEBACLE DI«CITTA’ IN COMUNE»
«A noi ci ha rovinato l’arrivo di Beppe Grillo»

ANIMATORE nonché coordinatore della lista Sebastiani-Città in Comune, Andrea Zucchi non vede lenita dal consistente risultato personale (140 preferenze) la delusione dell’esclusione della lista dal consiglio comunale: «Deluso io? Ovviamente sì, anche se il risultato personale è stato decente».
Cosa avete sbagliato?
«Forse dovevamo e potevamo fare uno sforzo maggiore di comunicazione a livello di manifesti, di porta a porta. Giusto questo».
Cosa via ha penalizzato?
«L’arrivo di Beppe Grillo a Pesaro. Il suo recital ha spostato un po’ di voti sulla liste dei “grillini”».
Non fare fronte comune, non è stata una grande idea…
«Lo sapevamo bene, ma non è stato un nostro errore. Semplicemente loro non hanno voluto fare nessun accordo. Una scelta loro…».
Voi avete insistito molto sulla comunicazione via internet….
«E’ vero, abbiamo avuto molti messaggi positivi per il nostro sito, giudicato il migliore…».
Consensi che, però, non si sono trasformati in voti.
«Diciamo che il mondo di internet rappresentava la parte più giovane della lista. Una presenza sulla rete è importante, ma le elezioni confermano che di per sè non sposta moltissimo in voti».
Contano di più televisioni, giornali, pubblicità porta a porta?
«Direi che il voto è più condizionato dalla comuncazione classica. Non c’è un elettorato che si muove seguendo internet».
Quali voti vi sono mancati?
«A parte quelli spostati da Grillo, ci sono mancati i voti di Marcello Secchiaroli a cui è stata fatta, in maniera brutale, terra bruciata dal Pd».
Torniamo a internet, non funziona nemmeno facebook?
«Probabilmente funziona per i singoli e soprattutto nell’elettorato più giovane, che è minoritario».
Sebastiani chiude con la politica?
«Non mi risulta proprio. Anzi, dalla riunione che abbiamo fatto a caldo dopo i risultati è emerso che nessuno lascerà. Faremo un’associazione culturale che ha in programma due piccole battaglie a livello di cultura cittadina. In particolare speriamo di contribuire alla salvezza delle manifestazioni del cineclub Shining».
Non le sembra di aver ragionato per mesi e mesi nei blog e nei forum su una città diversa da quella reale?
«Non credo proprio. Il giorno prima delle elezioni ero convinto che il risultato fosse segnato e che al massimo potessimo prendere un consigliere. Quello che ci ha sottratto Grillo. Avevo percepito l’andazzo e penso di aver visto la realtà che incombe su di noi».
Quale?
«La cappa rimane intatta, così come la partitocrazia. Registro anche il ritorno di Mosconi…».
Ci sono però i «grillini» in consiglio.
«Vero, peccato che non ci sia Beppe Grillo. La politica non la farà lui…».
Nulla è cambiato dunque?
«Vedo che il sindaco ha le stesse difficoltà di sempre a fare il quadro, a sistemare gli assessori. E’ la solita storia»..
Qualche barlume di luce?
«Beh, il successo di Biancani; l’arrivo in consiglio di giovani come Pedinotti e Panzieri. Mi viene da sperare in loro».
I conti non tornano.
«Quelli politici, ma anche quelli elettorali. Troppe preferenze scomparse, mi pare che ci sia stata un’incompetenza impressionante nei seggi».

Luigi Luminati

Ancora tu?

Scritto il 11 giugno 2009 da Andrea Marzi8 Commenti

Ma non dovevamo vederci più?

“Ieri mi sono accorto che andavo in giro camminando a testa alta nonostante il risultato delle elezioni”. Questo mi diceva oggi Vanny Rosso, responsabile del funzionamento di questo sito.
Ti capisco Vanny, perché mai dovresti vergognarti? Siamo rimasti noi stessi, senza giravolte e siamo ancora convinti della dignità e dell’amore che animava le nostre proposte per Pesaro. Perché non andare a testa alta? Sono i ladri, i pedofili e i farabutti che si devono vergognare, non le persone per bene. Perdere non è di per sè un disonore.

La notizia di questi giorni è che a Pesaro – a differenza del resto delle Marche dove ha subito un tracollo epocale – il Pd ha sostanzialmente tenuto consentendo a Ceriscioli una riconferma pur con una erosione significativa rispetto alle elezioni precedenti. Anzi, il suo risultato suona pure più rotondo rispetto al suo collega Ricci, più forte e accreditato alla vigilia.

Luca Ceriscioli secondoIl verdetto di queste elezioni comunali sembra il seguente: a Pesaro si vive bene (“Vivi Pesaro” ha ottenuto un buon successo anche se definirla “lista civica” è ridicolo, con i suoi uomini di partito più o meno trasparenti e riciclati) e tutto deve rimanere com’è o meglio, tutto deve continuare ad andare nella direzione presa con Giovanelli prima e con Ceriscioli poi, all’insegna di una pianificazione urbana col modello “a fem cum ce per ma noiatre” tanto caro ai boss locali del mattone (oltre allo scempio di Porta Ovest, segnalo che andando a trovare un amico a Novilara ho trovato nuovi incredibili sbancamenti sulle colline per altre velenose edificazioni). In questo senso la strada sbancata come se niente fosse dai russi sul San Bartolo assume il ruolo di tragica metafora.
Avremo, ancora e di più, notti bianche gialle e blu (nota la rima please) per tutti i gusti, e poi una valorizzazione del patrimonio culturale e umano della città fatta con un entusiasmo pari a zero e risultati conseguenti sul turismo. Ancora, la qualità dell’aria continuerà a non essere importante come quella della vita dei nuovi quartieri sorti senza un verso urbanistico, con case-caserme e senza piazze. Cosa ci riserverà ora la vocazione cementizia del nuovo-vecchio sindaco. Grazie anche all’occasione del nuovo porto, egli non farà mancare un sacco di cemento a ciascun pesarese, neanche (grazie!) a quelli che non lo hanno votato. Ma si sa, la generosità e la fortuna non guardano in faccia a nessuno.

Diciamo la verità, mai come in queste elezioni ci sono state proposte di cambiamento ampie e accreditate, ma nessuna, al di là del risultato deludente della nostra lista, ha saputo generare – noi per primi – un cambiamento di rotta. Anche il risultato di Mascioni, per quanto non trascurabile nei numeri assoluti, risulta deludente rispetto alle premesse.
Quindi dobbiamo prendere atto che le elezioni hanno premiato Ceriscioli, infatti confrontando i dati si nota che molti hanno votato Lega o Pdl alle europee e alle provinciali, ma alle comunali hanno votato Ceriscioli e Pd.

Due considerazioni a livello di preferenze e una generale,
la prima riguarda il confronto fra due liste che avevano elementi di analogia nel programma, cioè Città in comune e lista Grillo.
Città in comune ha raccolto ben 687 voti di preferenza sui 1143 totali (2,11%) cioè più della metà, mentre la lista Grillo ha preso un sesto di preferenze sui voti totali, cioè 316 voti di preferenza su 1845 (3,41%). Un chiaro segno dell’importanza dell’amplificazione dei media e dell’icona nazionale, con 5 elettori su 6 della lista Grillo che sembrano aver votato lui più che i rappresentanti locali. Andrea Zucchi ha avuto la palma del più votato della lista Città in comune con 141 preferenze che sono molte di più – curiosità statistica – di quelle che hanno premiato il nuovo vice sindaco Catalano, mentre il più votato dei candidati di Grillo ha raccolto 60 preferenze.
L’altra considerazione è il lusinghiero successo nella sfida interna al Pd del consigliere Andrea Biancani che ha stravinto con 540 preferenze la spietata competizione con gli altri ambiziosi avversari, primo fra tutti Luca Pieri, protagonista di una sconfitta inaspettata anche se con un buon risultato assoluto.
Con questo risultato Biancani si propone non solo come titolare di un assessorato importante ma guadagna la prima fila come candidato sindaco Pd nel 2014.
Infine segnaliamo il sospetto che la nostra lista, pur non ottenendo neppure un rappresentante in consiglio comunale, abbia avuto – nostro malgrado – il merito di spingere le forze politiche tradizionalmente al potere a ricompattarsi di fronte al rischio di un sommovimento profondo che aleggiava nei mesi scorsi. Come spiegare diversamente le decine di telefonate ricevute per mesi da Sebastiani e Secchiaroli da parte dei vertici del partito? E l’estenuante incertezza di Rifondazione fino all’abbraccio finale con Luca? E le capriole da sinistra a destra e ritorno dei Liberi?

I motivi del nostro insuccesso (ma sarà proprio questa la parola?) sono numerosi, proviamo a buttarli giù a caso:
- Abbiamo fatto importanti errori di valutazione e di comunicazione
- Abbiamo pagato l’inesperienza della stragrande maggioranza degli attivi
- Non abbiamo avuto sufficiente forza lavoro per una adeguata organizzazione
- Due mesi fa Pesaro sembrava popolata di insoddisfatti (o peggio) della gestione Ceriscioli, tali insoddisfatti sono evaporati di colpo il 6 giugno.
- Il Pd ha fatto una mossa molto furba ed efficace con l’attivazione delle liste civetta e con la cooptazione e lo smercio preventivo delle poltrone (vedi Catalano arruolata al volo in cambio della poltrona di vicesindaco). Questo, insieme alla presenza della lista Grillo (con visita pesarese del comico) e della Rosa, ha finito per toglierci gran parte dell’acqua nella quale la nostra proposta poteva nuotare.
- Infine, da numerose segnalazioni e incroci che abbiamo fatto pare che manchino molte decine, forse centinaia, di voti di preferenza. Non si tratta di brogli, ma di incompetenza, superficialità e forse stanchezza degli addetti. Anche qui si tratta di forze e di organizzazione, se avessimo potuto mettere un cane da guardia in ogni seggio… il Pd certo di questi problemi non ne ha avuti…
Di fronte a tutto questo penso ai partigiani morti per darci la possibilità di votare. E mi sento male.

Tornando ai numeri che risultano ufficialmente, la delusione per il risultato della nostra lista civica (“Città in comune” non sarà stato un nome troppo osé?) è mitigata dalla consapevolezza che tutti quanti coloro che si sono spesi in questa avventura lo hanno fatto con un sincero spirito di servizio e nessuno può avere nulla da rimproverarsi.

Stiamo già ragionando sul futuro per non disperdere quel patrimonio umano ricco e variegato che ha saputo trovare un senso come gruppo.
Contiamo che coloro che ci hanno votato e vogliano avvicinarsi alla attività e programmazione delle prossime iniziative della associazione Città in comune ci contattino a questo indirizzo: info@cittaincomune.it

In ogni caso, grazie a tutti!

“Ieri mi sono accorto che andavo in giro camminando a testa alta nonostante il risultato delle elezioni”…
Sono i ladri, i pedofili e i farabutti che si devono vergognare…


Andrea Marzi

Una serata particolare

Scritto il 7 giugno 2009 da Paolo SeveriScrivi tu il primo commento

La serata di mercoledi 3 giugno 2009 ha visto un evento realmente innovativo.
Il candidato Sindaco Maurizio Sebastiani, in diretta streaming dalla sede di Città in comune, ha risposto alle domande degli utenti che si collegavano al sito internet della lista civica.
Un nostro canale “televisivo” a cui si sono collegati fino a 22 persone contemporaneamente (complessivamente ci hanno “visto” circa 50 utenti) per fare domande via chat a cui Maurizio Sebastiani ha risposto “in diretta”.
Internet può veramente cambiare le regole sociali? La nostra risposta è si.

L’evento è stata una piccola ed economicissima dimostrazione di cosa si può fare. Ma allora perchè queste cose facilmente realizzabili, in politica, sembrano utopia? Questa è “partecipazione”, una parola ormai svuotata di significato, abusata, e inserita negli slogan elettorali di chiunque. Ma raramente la volontà politica è orientata in questa direzione.

“Utopisticamente”, ogni Sindaco, potrebbe dialogare o rispondere alle critiche che gli vengono rivolte, come se fosse in televisione, ma con tante differenze fondamentali:
L’approfondimento, infatti non ci sono limiti di tempo per rispettare un palinsesto, l’assenza di pubblicità, quindi nessuna risposta viene troncata per assistere a promozioni commerciali.
Ma la differenza sostanziale e forse più importante sta nell’interazione, perchè il nostro rapporto, con il Sindaco o la pubblica amministrazione, non è più mediato da un Bruno Vespa qualunque, ma diretto.

Difficile da realizzare? ma noi lo abbiamo fatto perché un sindaco non potrebbe? Dopo mercoledi scorso la parola “partecipazione” a Pesaro può realmente riacquistare il suo significato.
Internet, quando “agganciato” alla vita reale, non è solo vetrina, ma molto di più. Città in comune, se ci date una mano, vuole ripetere periodicamente questi eventi ed iniziare a discuterne anche in consiglio comunale.

Paolo Severi

Leggerezza

Scritto il 7 giugno 2009 da Andrea MarziScrivi tu il primo commento

Fine della campagna elettorale

Andrea MarziOggi mi sento – dopo tanti mesi di campagna elettorale – leggero.
Sono soddisfatto del lavoro che ho e abbiamo fatto, ognuno nei propri limiti. Penso che tanti di noi abbiano dato molto per offrire una occasione ai cittadini pesaresi che andranno alle urne in questi giorni. Una occasione di cambiamento nel guardare il mondo e la priorità dei problemi che questo ci mette di fronte tutti i giorni.

Come responsabile dei contenuti del sito ho cercato di comunicare proprio questo, lo spirito che sentivo aleggiare negli incontri della lista, la speranza nel cuore di persone per bene.
Non so dire cosa di questo sia arrivato nell’anima e nelle orecchie degli elettori pesaresi, mai come quest’anno bombardati dalle proposte di centinaia di candidati per decine di liste. Sembra tuttavia che intorno a “Città in comune” ci sia in giro un’aria di grande simpatia. Io so solo che sentiamo di aver fatto il nostro dovere e questo non è poco in un’Italia in cui il concetto del proprio dovere e quello di spirito di servizio sono ogni giorno più labili.

Ma c’è un altro aspetto che voglio sottolineare di questa esperienza. Sono grato a tutti quelli che si sono avvicinati alla lista perché ho ricevuto molto in termini umani. Ho avuto occasione di conoscere tanti pesaresi di cui ignoravo l’esistenza, tanta gente in gamba che mi ha confermato una volta di più quello che prima era solo un sospetto: il fatto che Pesaro sia piena di risorse umane inesplorate e inutilizzate per via della cappa clientelare. Indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni auguro alla mia città che il prossimo sindaco si renda conto che questo è il problema da cui passano i temi più vitali, dalla ripresa economica alla convivenza civile e sociale.

Ora la parola passa ai cittadini che ci diranno se e quanto è importante pensare la città come una casa e una cosa in comune.

In bocca al lupo, Pesaro.

Andrea Marzi

p.s.
ci vediamo lunedì dopo le 20 in Comune per gli esiti, in ogni caso da martedì saremo in ballo per 5 anni. A presto.

Horrorfest non si fa più e salta il cinema all’aperto

Scritto il 6 giugno 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Il Carlino di oggi pubblica lo sfogo di Ivan Italiani – candidato con “Città in comune” – che getta la spugna a causa della insensibilità della amministrazione uscente nei confronti di appassionati che da anni portano avanti iniziative culturali solo col proprio sacrificio e propri debiti.

Horrorfest non si fa più e salta il cinema all’aperto
Cineclub «Shining» s’arrende: «Non ci sono fondi»

Vampiri della cultura.NON CI SARANNO né zombi né serial killer ma neppure maxischermi al chiaro di luna ad accompagnare l’estate pesarese. Nessun «Pesarhorrorfest» (dopo 5 edizioni), nessun «Cinema all’aperto» targato Shining. E questo non per disinteresse da parte del pubblico, che tributò all’ultima edizione del festival del cinema horror il gradimento record di centinaia di spettatori e ospiti di primo piano; né per stanchezza da parte degli organizzatori, che da qualche anno recuperano pellicole a spese proprie e a costo di enormi sacrifici e rospi ingoiati. Perché si sa che chi vuol fare, a Pesaro, fa sempre un po’ fatica. Specialmente se è al di fuori di certi circuiti.

IL MOTIVO per cui la città che da quarantacinque edizioni ospita la mostra del nuovo cinema vedrà scomparire due delle rassegne cinematografiche più apprezzate da un certo pubblico, è la risultante di due aspetti: mancanza sì di fondi, ma soprattutto di appoggi. «Il cineclub — spiega Ivan Italiani, anima dello Shining — non aveva risorse sufficienti né per l’HorrorFest né per il cinema all’aperto. Ma non nascondo che è totalmente mancata la disponibilità, peraltro sempre scarsa, da parte dell’amministrazione. Il loro intereresse rispetto a ciò che proponevamo è sempre stato al limite dello sfruttamento: ci davano un luogo ad uso gratuito — il cortile del Palazzo Mazzolari Mosca, o il piazzale del Curvone o lo Sperimentale — e la stampa degli inviti. Roba da 200 euro di spesa. Mentre a noi spettava tutto il resto».

VA DA SE’ che il fatto stesso di non rimetterci di tasca propria era già un miracolo… «La spesa più grande era il costo del noleggio dei film, molto aumentato da quando c’è il Multiplex: servono 80 paganti per pareggiare la spesa, calcolando anche i nostri prezzi popolari. Per l’arena non abbiamo mai avuto finanziamenti, mentre per il Fest, che aveva spese molto più alte, il ministero ci garantiva qualcosa. Avevamo un piccolo sponsor, un piccolo aiuto della circoscrizione e della Provincia… Alla fine perdevamo solo 2-3mila euro. Un miracolo». Quest’anno, invece, tira aria di crisi anche in ministero. «Sappiamo già che da quel canale non sarà possibile attingere quasi niente — spiega Italiani —. Così è tutto saltato». Chiusura senza lieto fine, come nel migliore film horror. E se alla fine arrivassero i soldi, magari dal Comune? «Dico la verità, ora non li vorrei. Per noi dello Shining qualsiasi concessione da questa amministrazione è stata sempre una fatica immane. Non mi va che ora si facciano pubblicità con noi». La sua è una polemica nei confronti dell’amministrazione comunale? «No — risponde —, non è per questo. A noi importava solo far sapere che se il cinema horror o all’aperto non c’è più non è per volere nostro, che saremmo stati ben lieti di rinnovare questi appuntamenti a cui da sempre ci dedichiamo con passione…».

Benedetta Iacomucci

Le scuse di Enzo D’Isidoro

Scritto il 4 giugno 2009 da Staff1 Commento

Si chiude la querelle del “logo copiato

logo-fbPubblichiamo con molto piacere la lettera di scuse di Enzo D’Isidoro, con questo riteniamo chiusa la querelle che ha visto le forze politiche di destra di Silvi Marina strumentalizzare una questione dalla quale D’Isidoro è uscito brillantemente sapendosi assumere le proprie responsabilità.
Ci farebbe piacere se i politici di tutti i livelli, anche nazionale, sapessero fare ciò che ha fatto D’Isidoro.

Segue la doverosa risposta di Sebastiani.

Alla Lista Civica

“Città in Comune”
di Pesaro

Ringrazio la lista civica “Città in Comune” di Pesaro che mi dà l’opportunità di chiarire quanto avvenuto circa la questione “logo copiato”.

In preparazione delle elezioni è stato costituito, all’interno del nostro schieramento, un gruppo di lavoro per elaborare logo e nome della lista.

Gli addetti hanno vagliato proposte provenienti sia da giovani che da adulti, senza tuttavia giungere ad un accordo.

Una svolta è stata data dalla proposta di una persona esterna al gruppo di lavoro, ma interna allo schieramento, che ha presentato un bel logo con la scritta “Città in Comune” e lo ha illustrato convincendo tutti. E’ stato approvato forse troppo frettolosamente a motivo della stanchezza ed io, visto l’accordo finalmente raggiunto, non mi sono opposto. Questi sono i fatti!

Mi scuso nuovamente con il dott. Sebastiani e con ciascun candidato e sostenitore di “Città in Comune” di Pesaro per aver usato il nome della lista e rivolgo le mie scuse anche al sig. Fabio Flaminio per aver usato il logo da lui prodotto.

Ringrazio particolarmente la sig.ra Benelli, il dott. Sebastiani e il sig. Zucchi per la disponibilità dimostratami, certo che questa sia una caratteristica comune alla vostra squadra.

Nel farvi un sentito augurio di successo, vi rinnovo le mie scuse.

Enzo D’Isidoro

A Enzo D’Isidoro

Abbiamo scritto il nostro articolo di denuncia sulla indebita appropriazione di marchio e nome di Città in comune senza neppure sapere a quale schieramento Lei appartenesse. Se si parla di onestà e trasparenza, come noi cerchiamo di fare, occorre avere il coraggio di non fare calcoli e denunciare alla luce del sole e così è stato. Non ce ne siamo mai pentiti. Non avevamo nessuno da favorire tranne il rispetto dei principi etici e di giustizia.

Voglio aggiungere cha Le fa onore l’assunzione di ogni responsabilità come era doveroso fare senza ricorrere a risibili giustificazioni. Un leader deve saper essere tale in ogni circostanza, non solo nelle parate. Tutti possono sbagliare ed è molto apprezzabile che Lei lo faccia pagando un prezzo. Complimenti.
Sono contento che questa vicenda si trasformi in una occasione di riflessione sulla capacità di riconoscere i propri errori, capacità ancora più irrinunciabile se si parla non di fatti privati ma di condotta in campo politico.
Infatti pensiamo di averLe offerto un’occasione per far vedere a tutti come si possono risolvere i conflitti in un paese civile e Lei ha dato, con le sue scuse, un esempio che ogni politico di qualunque livello dovrebbe seguire.
Noi abbiamo segnalato un problema e, in un certo senso, posto delle domande riguardo alla Sua gaffe. Con i chiarimenti forniti Lei ha risposto con adeguatezza chiudendo il caso e le strumentalizzazioni politiche che sono state fatte a Silvi da una parte politica che non sembra avere titolo. Infatti, ci piacerebbe che anche il Presidente del Consiglio – se ne fosse capace – seguisse il Suo esempio di riguardo alle domande che gli vengono poste in questi giorni da parte di giornalisti di tutto il mondo per chiarire incongruenze nei suoi comportamenti senza nascondersi – come farebbe un dittatore qualunque – dietro a leggi ad personam e lodo Alfano.
La legge, le regole e il rispetto reciproco sono l’unica cosa che ci può tenere uniti come paese in uno spirito di uguaglianza e di giustizia, senza i quali non c’è libertà, non c’è democrazia.

Un “in bocca al lupo” a Lei e alla Sua lista

Maurizio Sebastiani

Una dichiarazione d’amore per Pesaro

Scritto il 3 giugno 2009 da Andrea MarziScrivi tu il primo commento

Giovedì 4 giugno ore 21.15

Parco di Villa Molaroni – Pesaro
Una dichiarazione d’amore per Pesaro
con Antonio Faeti e Andrea Marzi

Antonio FaetiLa coppia che da anni cura ogni 10 agosto sulla spiaggia di Pesaro la “Notte delle parole cadenti” propone il 4 giugno “Una dichiarazione d’amore per Pesaro”.
L’idea per questa iniziativa mi è venuta mettendo insieme alcune coincidenze, quella dell’uscita dell’ultimo libro di Antonio – “L’estate del lianto” – e quella della scadenza elettorale. Infatti Faeti ha avuto un ruolo fondamentale nel mio coinvolgimento nella esperienza della lista civica e nel mio incontro con Maurizio Sebastiani e ora… ne deve pagare le conseguenze…
Così ho pensato di organizzare uno spettacolo che testimoniasse l’affetto che abbiamo per questa città. Ho chiesto ad Antonio di scrivere per l’occasione il racconto di un momento fondamentale della sua vita accaduto durante il suo soggiorno pesarese da bambino, e gli ho chiesto di farlo proprio usando la chiave che caratterizza gli episodi di “L’estate del lianto”, quella della sua infanzia negli anni intorno alla guerra. Una chiave che gli permette di mescolare elementi tristi con altri ironici e leggeri come succede con l’alternarsi di pioggia e sole in certi temporali estivi. O, appunto, come succede nel vissuto dei bambini.

Andrea MarziIl mio compito sarà quello di creare una cornice musicale, una atmosfera, usando i “ritrovamenti” di canzoni italiane che non posso (più) considerate dei rifiuti indifferenziati da discarica abusiva. Si tratta di canzoni che meritano di essere recuperate, rilette e riproposte, di tornare a nuova vita, per noi, più che per loro, perché cantano la nostra storia e la bellezza, oltre che il talento dei loro autori. Ai ritrovamenti più tipici ho deciso – per l’occasione – di accostare un brano molto più recente di grande bellezza e passione che provocherà forse un effetto di straniamento, infatti: che c’entra Nilla Pizzi con i Negramaro?

Andrea Marzi

L' estate del lianto“L’estate del lianto” – Topipittori ed.
In una Bologna piena di ombre e di luci, si muove una folla di personaggi straordinari, sospesi fra realtà e immaginazione: la bellissima Esmeralda, figlia dello zingaro Barone; il diabolico Strigagni, affarista senza scrupoli;
l’impavido avvocato Brunetti, dal cuore ardente; il fantasma della sanguinaria Cianciulli…
Sotto la guida fidata dei loro libri più amati, Topi e sua sorella Fioretta affrontano misteri che la città sembra dischiudere solo davanti ai loro occhi. Il più importante studioso italiano di letteratura per ragazzi alle prese con i fantasmi, i terrori e le estasi ella propria infanzia.

La panchina del Moletto

Scritto il 3 giugno 2009 da Staff1 Commento

La panchina del Moletto
La panchina del Moletto
La panchina del moletto

Ci sono dei luoghi che sono speciali dentro ognuno di noi.
Uno di questi per me è il Moletto, lì ho scritto alcune fra le mie poesie più riuscite (“Il mare e la spiaggia”) e dolenti (“Le famiglie felici”).
Sarà per colpa della tensione pre-elettorale e delle imprese sempre più sfacciate di quella che l’avvocato Del Prete (ex-presidente Banca di Pesaro) definisce la “cricca del PD di Villa Fastiggi”, ma in questi giorni vedere quella panchina sbrecciata da anni mi ha fatto particolarmente male. Pensavo alle bellissime realizzazioni – necessarie, per carità – create in questi anni nella roccaforte fastiggiana del potere PD, mentre guardavo quella panchina che sembrava reduce da un bombardamento. La più bella panchina di Pesaro, per posizione, assume così un significato simbolico, universale. Non parlo dell’efficienza della macchina comunale ma di attenzione politica e di amore per la città, che dovrebbero essere la stessa cosa, ma non lo sono.

Mi chiedo: possibile che nessun uomo della amministrazione vada mai al Moletto, anche solo per stare un po’ con i suoi pensieri o per portarci i figli a giocare? Possibile che non noti con fastidio lo sfascio di quell’angolo meraviglioso che dovrebbe essere la nostra cartolina turistica più bella?
Qualche giorno fa Simone Mattioli parlava di “oligarchia fogliense” per definire quel potere PD che ha fatto di Villa Fastiggi il principale oggetto del suo amore favorendo nel contempo l’appassimento del giardino pesarese.
Ecco, voglio un sindaco che ami tutta Pesaro, anche il mare, il centro e gli altri quartieri, almeno quanto Villa Fastiggi.
Purtroppo oggi quella panchina è molto lontana dai pensieri della “oligarchia fogliense”.
Mille miglia, forse di più. Domani, chissà.

Andrea Marzi