Le scuse di Enzo D’Isidoro
Scritto il 4 giugno 2009 da Staff – 1 CommentoSi chiude la querelle del “logo copiato“
Pubblichiamo con molto piacere la lettera di scuse di Enzo D’Isidoro, con questo riteniamo chiusa la querelle che ha visto le forze politiche di destra di Silvi Marina strumentalizzare una questione dalla quale D’Isidoro è uscito brillantemente sapendosi assumere le proprie responsabilità.
Ci farebbe piacere se i politici di tutti i livelli, anche nazionale, sapessero fare ciò che ha fatto D’Isidoro.
Segue la doverosa risposta di Sebastiani.
Alla Lista Civica
“Città in Comune”
di Pesaro
Ringrazio la lista civica “Città in Comune” di Pesaro che mi dà l’opportunità di chiarire quanto avvenuto circa la questione “logo copiato”.
In preparazione delle elezioni è stato costituito, all’interno del nostro schieramento, un gruppo di lavoro per elaborare logo e nome della lista.
Gli addetti hanno vagliato proposte provenienti sia da giovani che da adulti, senza tuttavia giungere ad un accordo.
Una svolta è stata data dalla proposta di una persona esterna al gruppo di lavoro, ma interna allo schieramento, che ha presentato un bel logo con la scritta “Città in Comune” e lo ha illustrato convincendo tutti. E’ stato approvato forse troppo frettolosamente a motivo della stanchezza ed io, visto l’accordo finalmente raggiunto, non mi sono opposto. Questi sono i fatti!
Mi scuso nuovamente con il dott. Sebastiani e con ciascun candidato e sostenitore di “Città in Comune” di Pesaro per aver usato il nome della lista e rivolgo le mie scuse anche al sig. Fabio Flaminio per aver usato il logo da lui prodotto.
Ringrazio particolarmente la sig.ra Benelli, il dott. Sebastiani e il sig. Zucchi per la disponibilità dimostratami, certo che questa sia una caratteristica comune alla vostra squadra.
Nel farvi un sentito augurio di successo, vi rinnovo le mie scuse.
Enzo D’Isidoro
A Enzo D’Isidoro
Abbiamo scritto il nostro articolo di denuncia sulla indebita appropriazione di marchio e nome di Città in comune senza neppure sapere a quale schieramento Lei appartenesse. Se si parla di onestà e trasparenza, come noi cerchiamo di fare, occorre avere il coraggio di non fare calcoli e denunciare alla luce del sole e così è stato. Non ce ne siamo mai pentiti. Non avevamo nessuno da favorire tranne il rispetto dei principi etici e di giustizia.
Voglio aggiungere cha Le fa onore l’assunzione di ogni responsabilità come era doveroso fare senza ricorrere a risibili giustificazioni. Un leader deve saper essere tale in ogni circostanza, non solo nelle parate. Tutti possono sbagliare ed è molto apprezzabile che Lei lo faccia pagando un prezzo. Complimenti.
Sono contento che questa vicenda si trasformi in una occasione di riflessione sulla capacità di riconoscere i propri errori, capacità ancora più irrinunciabile se si parla non di fatti privati ma di condotta in campo politico.
Infatti pensiamo di averLe offerto un’occasione per far vedere a tutti come si possono risolvere i conflitti in un paese civile e Lei ha dato, con le sue scuse, un esempio che ogni politico di qualunque livello dovrebbe seguire.
Noi abbiamo segnalato un problema e, in un certo senso, posto delle domande riguardo alla Sua gaffe. Con i chiarimenti forniti Lei ha risposto con adeguatezza chiudendo il caso e le strumentalizzazioni politiche che sono state fatte a Silvi da una parte politica che non sembra avere titolo. Infatti, ci piacerebbe che anche il Presidente del Consiglio – se ne fosse capace – seguisse il Suo esempio di riguardo alle domande che gli vengono poste in questi giorni da parte di giornalisti di tutto il mondo per chiarire incongruenze nei suoi comportamenti senza nascondersi – come farebbe un dittatore qualunque – dietro a leggi ad personam e lodo Alfano.
La legge, le regole e il rispetto reciproco sono l’unica cosa che ci può tenere uniti come paese in uno spirito di uguaglianza e di giustizia, senza i quali non c’è libertà, non c’è democrazia.
Un “in bocca al lupo” a Lei e alla Sua lista
Maurizio Sebastiani

Aggiungo i miei complimenti a quelli di Sebastiani, D’Isidoro ha fatto bella figura e spero che i forzitalioti di Silvi – da quale pulpito – si vergognino di aver strumentalizzato la cosa. Ma, come il loro capo, sapranno cos’è la vergogna?