A proposito dei russi e dei loro contributi…

Scritto il 18 luglio 2009 da Andrea ZucchiScrivi il primo commento

Fuochi RussiPotremmo fissare il risarcimento in 200 milioni di euro, così risolveremmo i problemi della città una volta per tutte!
L’ovvia provocazione nasconde in realtà un’altrettanto ovvia preoccupazione: come è possibile accettare 20.000 euro per dei fuochi d’artificio più belli – si, stiamo parlando di fuochi d’artificio, non di case popolari o servizi essenziali per la città – dalle stesse persone che hanno fatto quello che volevano nel San Bartolo, sbancando terreno e tagliando alberi per costruire una strada e addirittura un eliporto (e son stati bloccati, sennò stavano per farsi anche il porticciolo!) a loro esclusivo uso e consumo? e per cui c’è un’indagine aperta della magistratura? I russi hanno chiesto scusa e hanno detto che ripareranno il danno e ripristineranno tutto così com’era. D’accordo, e infatti non ce l’abbiamo con loro, nè con gli organizzatori della Festa del Porto, che hanno ben volentieri solo accettato la cifra che il Comune gli aveva messo a disposizione. E infatti ce la prendiamo con i rappresentanti del Comune, per questa faccenda che davvero puzza di bruciato. Quando è venuto fuori lo scandalo della villa dei russi sul Bartolo e dei lavori abusivi che avevano intrapreso, ci era stato detto dal presidente dell’Ente Parco che nessuno ne sapeva niente. Lasciando da parte la malizia che ci porterebbe a dire che questo ci sembra impossibile, vista l’entità dei lavori fatti a pochi metri dalla sede dell’Ente Parco, non possiamo però non sottolineare la gravità di questa mancanza di controllo, che dovrebbe spettare a chi gestisce il nostro parco, e indirettamente al Comune. Insomma se la cosa destava già sospetti, adesso che saltano fuori questi soldi per i fuochi d’artificio donati proprio da parte degli stessi russi, ci sembra evidente che i cittadini vengono presi per il naso. Alla luce di tutto ciò, chi ci crede che questi russi sono semplici benefattori, e non vogliono in cambio niente? Va bene che “pecunia non olet”, ma non era il caso da parte del comune farsi qualche domanda?
La morale pare una sola: cari cittadini, il San Bartolo (e quello che rimane di sano della città) dobbiamo difenderlo da soli.

Andrea Zucchi

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