Dottor Sebastiani, sono qui per farle delle domande e vedere se mi convince a votare per Lei.
Sono a sua disposizione, ma se vuole possiamo darci del tu.
Bene, ti faccio le domande che vorrei fare anche ai tuoi avversari candidati a Sindaco, anche quelle a cui il sindaco uscente Ceriscioli non risponde, come quella sul secondo casello, su cui sta cercando di non dire niente fino alle elezioni per scaricare – dopo – tutte le responsabilità su Anas e Autostrade. Ma andiamo con ordine…
Avete parlato molto di trasparenza alla presentazione del 18 aprile
Si, a partire dal nome che abbiamo scelto, “Città in comune”, che è già un programma: una città che si ritrova insieme per amministrare la cosa pubblica in piena trasparenza, questo ci sta molto a cuore perché dove c’è trasparenza ci sono anche democrazia, partecipazione, solidarietà. Aggiungo che per noi la trasparenza è un tutt’uno con la connettività…
Connettività? spiegati meglio.
Abbiamo messo al primo punto dei nostri intenti la connettività, perché occorre creare un circolo virtuoso che preveda da un lato la facilitazione all’accesso a internet (con il collegamento comunale gratuito e relativa possibilità di uso anche per le telefonate gratuite di Skype) e dall’altro (il Comune) un protocollo che l’istituzione a pubblicare tutti gli atti pubblici di Giunta e Consiglio Comunale. La Regione Emilia Romagna lo fa già. Perché noi no?
A proposito, cosa proponete per il funzionamento della macchina comunale?
Sei Assessori, nessun portavoce, nessun portaborse. Per una città di 90.000 abitanti sono più che sufficienti. Quelli in più sono solo una spesa inutile della politica ed il frutto delle spartizioni di potere.
La vostra posizione su inerti e polveri al porto?
Semplice: no allo scarico degli inerti al porto di Pesaro.
Ne approfitto per condannare le minacce telefoniche, vigliacche e anonime che sono arrivate in questi giorni ad Anna Maria Sartini, che lotta stoicamente da anni per eliminare l’inquinante trasporto degli inerti al porto.
Alla Sig.ra Sartini esprimiamo non solo solidarietà ma anche il pieno appoggio nella sua battaglia per la salute dei residenti del porto. La sua lotta è anche la nostra.
Come vedete la questione su cui Ceriscioli si nasconde, il nuovo casello?
Purtroppo a Pesaro costruire un secondo casello è diventato impossibile per mancanza di spazio. La scriteriata politica urbanistica degli ultimi 10 anni, con Ceriscioli assessore all’urbanistica o sindaco, ha esasperatamente infittito di case le zone che potevano essere adatte e ora manca il posto per metterci un casello senza farlo troppo a ridosso degli abitati.
Di conseguenza, l’unica prospettiva percorribile – non entusiasmante, ma la meno impattante sulle persone – è quella di chiedere ad Anas e Autostrade una contropartita con cui adattare la strada verso Fenile che diventerà così una sorta di Fano nord/Pesaro Sud. Anche quella delle contropartite è una critica da fare alla amministrazione. Le città romagnole lungo le via Emilia hanno avuto come contropartite la costruzione delle tangenziali mentre noi per incompetenza amministrativa o altro abbiamo dovuto vendere Aspes per poter fare l’interquartieri. E nessuna battaglia è stata fatta per avere l’arretramento dell’autostrada.
Torniamo al porto, per quanto riguarda quello turistico e commerciale?
Un porto turistico megagalattico di 500 posi barca è una assurdità che devasterebbe inutilmente l’ambiente e finirebbe per essere un corpo estraneo fuori contesto.
Ma c’è anche il porto turistico della Vallugola: sarebbe uno scandalo se in un ambiente naturalistico di protezione si cementificasse in mare ed in terra.
No alla romagnalizzazione della Vallugola.
La vicenda della Pala del Bellini? Che hai da dire?
Pesaro ha perso una formidabile occasione di rilancio turistico ed economico con il fallimento della sistemazione della pala del Bellini ai Musei Civici. Avremmo potuto creare un tour per i turisti che da Urbino (mostra di Raffaello) li avrebbe portati a Pesaro a vedere la meraviglia ammirata dai romani nella mostra “storica” allestita alle Scuderie del Quirinale. E invece è andato perduto un forte contributo della Osram per avere finalmente un’illuminazione adeguata e si è persa e la possibilità di portare a Pesaro la cimasa. Il tutto per l’incompetenza dei responsabili politici e amministrativi. Un fallimento totale, se si pensa che l’allestimento, grazie alle sponsorizzazioni citate avrebbe avuto un costo poco superiore a quello che è costato un altro orrore, la sepoltura della Domus di Piazza Matteotti.
Bellini, Cultura, passo breve.
Vogliamo recuperare e valorizzazione il patrimonio dei Musei (Civici, Oliveriano) e restituire alla città l’eredità pubblica della Marchesa Toschi-Mosca (la sua casa museo). Quello che è stato fatto con Rossini va fatto anche con questa nobile (in senso proletario) donna. Ma non solo. Parola chiave: svelare, non sotterrare.
Come la vedi la questione del centro e della sua sofferenza?
E’ fin troppo evidente che il centro, ma anche il mare, è stato abbandonato per troppo tempo a vantaggio degli altri quartieri. Lo stato degli Orti Giuli ne è l’esempio più lampante. In attesa della fine della vicenda giudiziaria del bar (anche qui spropositato) non si è fatto nulla. Si è pensato di rivitalizzare il centro con le stradomeniche (facilissimo) e non si è fatto nulla per la quotidianità (molto più difficile).
I giardini della Palla di Pomodoro sono anch’essi abbandonati e manca un progetto complessivo di riqualificazione del salotto a mare della città. La Palla stessa, simbolo di Pesaro è coperta per tutta l’estate dal palco per spettacoli di terz’ordine.
Proponiamo quindi una attenta riqualificazione urbanistica del centro e della zona mare compatibile con l’ambiente e senza stravolgimenti stravaganti.
Questione delicata… la sanità.
Non vogliamo salutifici privati, ma un servizio sanitario a direzione e progettualità pubblica. Vogliamo rafforzare la prevenzione, i servizi sul territorio, la riabilitazione accanto alle strutture d’eccellenza e recuperare il ruolo del Comune nel governo del sistema sanitario ridimensionando il centralismo regionale.
Spingiamo per la messa a regime dell’unificazione funzionale degli ospedali di Pesaro e Fano proposta dal sottoscritto circa diciotto anni fa, mentre siamo contrari anche a ogni ipotesi di ospedale nuovo. Questo sarà argomento naturale in un futuro quando l’unificazione funzionale sarà stata digerita.
Per il welfare cosa farete?
Non abbiamo volutamente usato la parola welfare, ma l’italianissimo e comprensibile termine di “sociale”. Vogliamo mettere la persona e la famiglia – ed in particolare le donne – al centro di una rete di servizi che vanno riconvertiti verso risposte più adeguate ai nuovi bisogni che stanno emergendo, sempre più urgenti in questo periodo di crisi. Voglio ribadire che tutto questo non dovrà subire tagli di risorse.
Volete parlare ai giovani, avete fatto molti sforzi in questo senso con il sito internet.
Per i giovani abbiamo un’attenzione particolare, è necessario uno scatto da parte di tutti, la loro vitalità non può essere considerata un disturbo da reprimere ma un valore da esprimere nell’ambito del tessuto culturale ed urbanistico della città. Il nostro progetto per loro si chiama non a caso RAGAZZI IN CITTA’.
Siamo alla fine, magari tornerò a trovarti se mi venissero altre curiosità, nel frattempo ti dirò che mi è piaciuta lo spirito con cui hai risposto, uno spirito che guarda al bene comune. Si è confermata la sensazione di freschezza che ho respirato alla presentazione della vostra lista civica, l’impressione di avere a che fare con gente lontana da interessi personali e dalle logiche del voto di scambio. Grazie.