Articoli che riguardano ‘Giovani a Pesaro’

IN COMUNE LA CULTURA E LA FORMAZIONE

Scritto il 7 maggio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Intendiamo la cultura come elemento di identità e di crescita collettiva, il suo ambito è vastissimo e pervade le nostre scelte di vita, la nostra quotidianità, il futuro dei nostri figli.
Una città che può offrire ai suoi cittadini, anche ai più piccoli, possibilità di accesso a forme di cultura diverse, vuol dire prima di tutto che sta costruendo cittadini consapevoli, perché la cultura è un diritto di tutti e non di pochi. E’ questa l’idea guida cui facciamo riferimento. Non può dunque mai la cultura essere ridotta a mero strumento di consenso, come non si può navigare a vista. E’ con la cultura che si cresce in pensiero e capacità critica, in curiosità intellettuale, ed è necessaria una visione di sistema e una sua collocazione strategica per lo sviluppo del territorio.

Progetti

  • Recupero e valorizzazione di alcuni palazzi storici e del loro patrimonio: Palazzo Toschi Mosca, Palazzo Mazzolari Mosca e Palazzo degli Abbati Olivieri. Il restauro di questi palazzi e il conseguente recupero di nuovi spazi porteranno finalmente a quella valorizzazione del patrimonio museale, bibliotecario e archivistico che Pesaro conosce solo in parte o disconosce del tutto. In questi palazzi agirono un tempo intelligenza, gusto, profonda cultura e senso del nuovo; oggi costituiscono importanti eredità pubbliche che, insieme a quella di Rossini, sono state lasciate alla città di Pesaro. Vittoria Toschi Mosca e Annibale degli Abbati Olivieri hanno consegnato alla nostra città un patrimonio di valore storico e culturale straordinario, un bene pubblico che la nostra comunità non ha ancora onorato e valutato nella sua straordinarietà.
  • Valorizzazione del Patrimonio musicale. All’eredità rossiniana si deve una straordinaria risorsa della nostra città. Istituzioni culturali come il Conservatorio, il Rossini opera festival, la Fondazione Rossini sono nate grazie al lascito di Rossini. Non è questo l’unico patrimonio della città, ce n’è un altro, costituito dalle tantissime persone , dai tanti giovani che fanno musica, che frequentano i luoghi della musica, che hanno un’educazione musicale e che animano cori e orchestre amatoriali. Anche questo è un patrimonio da valorizzare in modo coordinato, sostenendo la formazione musicale dei ragazzi, dando spazio ad una pluralità di offerta musicale senza discriminarne alcuna, e investendo risorse per creare spazi attrezzati per i giovani dove poter suonare e registrare. Se vogliamo per il futuro un pubblico attento e fedele fruitore di musica, dobbiamo formarlo e fidelizzarlo. E’ inoltre necessaria una nuova progettualità che rilanci il segno della eredità rossiniana delle istituzioni che ne portano il nome: pensiamo alla attivazione di uno specifico livello formativo per la nascita di un’orchestra per la produzione della letteratura rossiniana; alla produzione di eventi contemporanei al ROF, come l’offerta di un “palcoscenico” agli studenti più meritevoli del Conservatorio; a momenti di confronto degli scenografi e degli artisti internazionali con i locali, per dare nuovo impulso alla nostra realtà pesarese; alla creazione di laboratori permanenti finalizzati alla creazione di eventi, corsi, mostre, percorsi legati alla figura di Rossini. Una nuova e autentica “Città della Musica”.
  • Il Registro degli artisti. Intendiamo creare una banca dati degli artisti della nostra città, e con questi creare spazi ed occasioni per le loro forme espressive . Gli spazi sono importanti, permetterebbero loro di lavorare, di incontrarsi e per questo verranno identificati spazi pubblici, in particolare nel centro antico . Gli artisti potranno esprimersi, soprattutto i giovani artisti; potranno dare in cambio alcune prestazioni, organizzare laboratori, corsi di pittura per giovani e ragazzi . Un “Festival delle Arti” ,realizzato da artisti a Km.0, provenienti dalla nostra provincia animerà, durante l’estate pesarese, il centro e non solo, e offrirà una vetrina alla miriade di realtà artistiche di livello presenti sul territorio.
  • Ragazzi in città. Il principio cui ci ispiriamo nel ripensare e rifondare il rapporto fra la città e i suoi ragazzi è quello della apertura. Si dovrebbe parlare di ri-apertura, del riaprirsi della città di Pesaro alle nuove generazioni, ai ragazzi. Pensiamo a luoghi come la Pescheria, che potrebbe offrire opportunità di espressione, l’ex carcere minorile o gli ampi depositi, ancora sconosciuti, della Casa Museo di palazzo Mazzolari Mosca. Partiamo dalla considerazione che la marginalità e il disagio sono spesso legate e che più dei tanti interventi tecnici e specialistici fatti in questi anni, sia necessaria oggi una proposta politica e culturale capace di rovesciare le logiche di espulsione messe in pratica nell’ultimo decennio a Pesaro. Gli interventi specialistici, e tecnici a volte possono curare, ma non sono mai preventivi, mentre è in questa chiave che occorre agire. Il disagio tra i ragazzi è diffuso, quasi sempre inconsapevole e sotto soglia perché spesso mancano sintomi eclatanti o riconoscibili. I ragazzi manifestano una gran voglia di stare insieme, di divertirsi e soprattutto di esprimersi. Il che – in una cultura dell’omologazione e del fastidio verso le rumorose e vitali fasce giovanili – è diventato un problema. Tutti abbiamo il dovere di renderci conto che ai nostri ragazzi, espulsi dal centro della città ed espropriati di ogni forma di riconoscimento, non rimane che popolare le periferie intristendo nei loro “non detti”. E’ questa mancanza di riconoscimento da parte di tutti – prime fra tutti le istituzioni – che li spinge a cercare dei modi per sentirsi vivi, veri, spesso in forme improprie e disperate. Così, quando fanno… fanno danni. Il danno si vede, ma il silenzio no. Per questo nel nostro programma abbiamo un impegno prioritario: dedicare loro un luogo, grande, visibile, nel centro antico e metterlo a completa disposizione, loro e della loro voglia di esprimersi e incontrarsi. Siamo convinti che la creazione di una “casa della cultura” o come vorremo (vorranno i ragazzi) chiamarla potrebbe essere una prima e sensata risposta ai problemi accennati. Una risposta alle loro richieste di aiuto favorendone l’aggregazione e mettendoli in condizioni di esprimersi ed identificarsi attraverso la produzione di cultura, arte, integrazione con i migranti, e qualunque altra cosa vada verso la possibilità di implementare capacità che questi ragazzi, tutti, anche se in misura diversa, possiedono.
  • Attività culturali. le attività culturali sono parte integrante della vita delle istituzioni pubbliche quali musei, biblioteche, teatri .Sono queste che contribuiscono a promuovere e valorizzare patrimoni e conoscenze. E’ importante che le attività tornino ad essere progettate all’interno di queste istituzioni, e che siano finalizzate a coinvolgere tutte le tipologie di pubblico e soprattutto ad “includere” quelle finora escluse come i bambini, i giovani e gli anziani. Le attività culturali devono contribuire a creare o a rafforzare nel territorio un’idea di biblioteca, di museo, di teatro come “servizio” al cittadino.
  • Professioni culturali. La cultura è un settore con una fortissima presenza di lavoro precario sottopagato, che deve lottare anche per affermare la propria professionalità, poiché molte professioni culturali sono recenti e non sono né riconosciute, né tutelate. Queste professionalità devono essere assolutamente valorizzate per un problema di diritti di chi lavora e per una crescita delle competenze, da cui sicuramente deriverà una maggiore capacità di operare da parte dell’Amministrazione.
  • Fruizione pubblica: sono necessari interventi coordinati a sostegno dell’apertura al pubblico di luoghi della città come chiese, ville, palazzi storici pubblici o privati che spesso rischiano di essere dimenticati proprio perché sempre chiusi e non utilizzati per attività culturali. Renderli fruibili al pubblico non significa solo raccontare la storia di Pesaro attraverso la fruizione, ma anche salvaguardarli dal degrado o da interessi speculativi. Viverli è il modo più giusto per ricordare che esistono e che sono un patrimonio di tutti. Con un’azione coordinata proporranno aperture calendarizzate nei fine settimana, d’estate, per le scuole, per i turisti ecc. Si destineranno alcuni spazi in questi luoghi per i giovani, abitualmente esclusi da questi contesti carichi di storia. Sono necessarie un’attenzione e una cura particolare inoltre per quei luoghi in cui la città si identifica e che riconosce come proprio patrimonio culturale come ad esempio gli Orti Giuli o lo spazio della sfera grande di Arnaldo Pomodoro.
  • Quali pubblici? Dobbiamo sostenere con forza l’accesso alla fruizione culturale di quei pubblici allontanati da approcci culturali esclusivi e sedimentati nel tempo. Una fruizione culturale inclusiva significa investire risorse per avere una stagione teatrale ed una stagione musicale per i ragazzi; utilizzare spazi storici e luoghi della città, finora riservati solo a forme di cultura convenzionali, investendo sulle nuove proposte che avanzano i giovani (sale attrezzate per ascoltare musica/per registrare, laboratori di cinema, di arte ecc.). Ma non basta . La sfida è privilegiare forme meno convenzionali di approccio alla cultura, che permettano di allentare quel senso di inadeguatezza che spesso allontana il cittadino .
  • La città, la formazione, la scuola. Il mondo della scuola e dell’educazione stanno attraversando una fase di gravi difficoltà, anche in conseguenza dei tagli consistenti esercitati a livello centrale. Compito fondamentale dell’Amministrazione sarà dunque quello di sostenere le Istituzioni Scolastiche Autonome perché migliori la qualità della formazione e dell’istruzione. Si porrà quindi attenzione all’edilizia scolastica ed ai servizi connessi alla scuola (mense, palestre, biblioteche scolastiche, trasporto, libri di testo in uso gratuito ecc.). Il Comune dovrà anche farsi carico di sostenere la rete delle scuole perché gli obiettivi raggiunti da alcune possano diventare patrimonio di tutte, valorizzando le professionalità e le competenze che già la scuola pesarese possiede. Una buona politica scolastica dovrà fare in modo che il mondo culturale e produttivo pesarese abbia a cuore la sua scuola, pertanto anche insieme con altre agenzie educative del territorio, si cercherà di elaborare un Piano dell’Offerta Formativa della città, che indichi le priorità per la formazione dei nostri ragazzi e che orienti i docenti verso progetti di particolare valore culturale da realizzare anche con l’apporto di “facilitatori”, di “esperti” esterni di grande qualità o di altre istituzioni culturali, individuate per la loro esperienza in settori specifici.

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Sono una piccola ape furibonda in questa città senza futuro

Scritto il 5 maggio 2009 da Staff1 Commento

Questo articolo è stato pubblicato il 5 maggio sul Carlino.
L’autrice, Francesca Scicchitano ha collaborato alla stesura del programma della lista Città in comune insieme a Umberto Spadoni ed altri, per quanto riguarda il progetto “Ragazzi in città”.

La psicanalista mette sul lettino il Sindaco e il PD

Salsicce alla festa dell'unità di PesaroUNA delle intuizioni più geniali, e al contempo banale, della teoria e pratica psicoanalitica è che l’associazione libera di pensieri rende possibile la conoscenza. Vale a dire che quello che mi viene in mente, apparentemente a casaccio, non solo ha un senso, ma è rivelatore di verità profonde. Mi sono messa a pensare a questa città, senza il rigore della logica né la pretesa dell’intellettuale. Uno dei miei primi pensieri è andato alla “domus romana”, ci sono passata davanti, come tutti i pesaresi, tante volte. Non mi ha colpito in modo particolare il fatto che sia stata sepolta di terra, quanto l’aiuola di bei fiorellini che ci è stata fatta sopra. E, come diceva Freud la buonanima, sono i piccoli dettagli che rivelano le grandi cose. La terra con cui è stata sepolta la “domus romana” copre il passato, la storia, le radici, e fino qui può anche essere accettabile. Ma i fiori no, perché dicono che quel passato non è importante, che la storia non conta e quindi con essa la cultura non ha valore. In chi ha fatto un’operazione del genere è assente qualunque riferimento al bello, all’etica, al rispetto.
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SILVIA FAZI

Scritto il 29 aprile 2009 da Staff2 Commenti

Silvia FaziSono nata a pesaro nel 1982, ma dopo aver conseguito la maturità classica mi sono trasferita a bologna per continuare i miei studi in ambito umanistico. L’esperienza di bologna è stata molto importante perché mi ha permesso di ampliare le mie vedute entrando a contatto con molte realtà differenti tra loro, di avvicinarmi ad una politica basata sulla partecipazione attiva, di vedere come sia stimolante abitare in una città culturalmente viva, dinamica in cui trovano spazio sia la tradizione sia la novità.
Sono un capo Scout Agesci, un’associazione cui devo tanto perché mi ha insegnato l’importanza del mettersi a disposizione degli altri e che ci si può impegnare per migliorare la realtà circostante. Amo la musica, il cinema, la letteratura, l’arte, ascoltare i racconti degli anziani, emozionarmi di fronte alla natura. Questo sogno per Pesaro: una città dove possano trovare spazio i giovani e la loro creatività, dove l’ambiente sia considerato una ricchezza e la cultura un elemento imprescindibile per la vita dei suoi cittadini.

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BORIS ORZELLI

Scritto il 28 aprile 2009 da Staff1 Commento

Boris OrzelliHo 28 anni, sono nato a Cattolica ma vivo a Pesaro da sempre e gestisco una piccola azienda di commercio all’ingrosso di prodotti ittici, che sta partecipando attivamente in ambito sociale, sostenendo diverse iniziative fra cui il trasporto garantito gratuitamente per le persone disabili.
Pesaro ha sempre destato la mia curiosità con la sua storia recente e meno recente. Mi piace approfondire le vicende della nostra città, sin dalla mia adolescenza. Amo leggere libri storici sul territorio e scoprirne le evoluzioni attraverso le fotografie e le testimonianze dei “vecchi” di Pesaro, con i quali ho il piacere di confrontarmi ogni giorno, poichè credo fortemente nello scambio inter-generazionale.
Pesaro è una città che “vivo” partecipando anche attivamente a eventi di vario genere sia culturale che sociale.
Voglio impegnarmi per la città e la sua tutela.
Credo in una città ordinata, pulita, sicura, vivibile con una buona qualità della vita.
Credo nella possibilità di uno sviluppo della cultura e nel divertimento responsabile per fare comunità e vedo nella perdita dei valori etici elementi di forte disgregazione sociale.

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LORENZO GUCCINI

Scritto il 28 aprile 2009 da Staff2 Commenti

Lorenzo GucciniSono nato a Pesaro nel 1980. Sono diplomato in Tecnica del Turismo e laureato in Lingue e Civiltà Orientali, curriculum di Arabistica.

La mia esperienza di lavoro con i giovani, seppure non di lunghissima data è molto intensa. Nel 2006 ho co-fondato l’associazione Vicolocorto, con la quale mi sono occupato di mobilità giovanile internazionale ed educazione non-formale, mirata soprattutto al rispetto della diversità culturale, all’anti-discriminazione ed ai diritti umani.

Durante il 2006 ed il 2007 ho sviluppato le competenze nel lavoro con i giovani partecipando a scambi internazionali giovanili e corsi di formazione sulle tematiche di identità culturale, diversità culturale, educazione ai diritti umani e metodologie di lavoro con i giovani sia in Italia che all’estero.

Nel 2007 ho svolto il servizio civile volontario presso l’ufficio Eurodesk – Europe Direct Lazio di Viterbo, nell’ambito del progetto “Europa Facile, informare per comunicare”, occupandomi di servizi informativi sulle politiche europee, specificamente politiche giovanili, di mobilità internazionale e di sviluppo rurale, e collaborando ad eventi e corsi di formazione dedicati ai giovani incentrati sulla cittadinanza europea..

Attualmente lavoro come Educatore Sociale nei centri giovani.

Mi piace il cinema e amo la musica, mia grande passione che seguo sia in modo passivo, ascoltando, che in modo attivo, suonando.

Intervista

Perchè ho deciso di candidarmi?
E’ una bella domanda, sicuramente non facile. La mia candidatura credo serva a bilanciare il senso di impotenza che provo ogni volta che penso alle condizioni attuali di questo Paese, ed in piccolo a cosa si potrebbe e si sarebbe potuto fare per questa città e non si fa o non si è fatto. Mi capita sempre di sentire le persone lamentarsi, salvo poi non fare assolutamente niente per cambiare, anche di poco, la situazione e l’ambiente in cui vivono. Io penso che sia ora che ognuno nel proprio piccolo si svegli dal torpore in cui vive e faccia qualcosa per rendere Pesaro (e la società in generale) migliore, e voglio poter dire a me stesso di aver fatto la mia piccola parte.

Perchè candidarmi proprio con la lista “Città in comune”?
In primo luogo perché il concetto di lista non partitica mi affascina; un’insieme di persone che non per forza devono essere allineate su uno stesso identico pensiero, ma che al contrario uniscono i propri diversi pensieri e le diverse concezioni di vita per dare luce a delle grandi idee è potenzialmente una grandissima forza per questa città, che ormai vive da anni in una situazione politica e sociale stagnante.
In secondo luogo ho deciso di unirmi a “Città in Comune” per l’interesse riposto nei settori che più mi affascinano e appartengono, cioè i giovani ed i migranti, con la volontà di fare realmente qualcosa per i giovani A Pesaro e non per spingerli o peggio ancora portarli FUORI DA Pesaro… ed in merito a ciò in questa lista vedo un barlume di speranza.

Che cosa amo della politica?
Sarò breve… l’opportunità di poter cambiare le cose.

Che cosa odio della politica?
Qui dovrei scrivere un trattato. In sintesi odio, nel senso più profondo del termine il servilismo, il servilismo, l’allinearsi alle idee solo per meri giochi di potere, e l’attuale mancanza di contraddittorio nella politica italiana.

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MARTINA MARIANI

Scritto il 28 aprile 2009 da Staff1 Commento

Martina MarianiSono una studentessa universitaria (facoltà di Chimica e Tecnologia Farmaceutica presso l’università di Bologna) nell’entusiasmo dei miei 20 anni.
Diplomata presso il Liceo Classico “T. Mamiani” di Pesaro, mi sono avvicinata per la prima volta alla politica in queste elezioni amministrative per l’interesse e l’amore che nutro per la mia città, che vorrei più aperta a noi giovani ed ai nostri problemi, e capace di investire in spazi ed iniziative aggreganti.
Mi piace stare con gli amici, sono appassionata di cinema e di teatro.
Ho un sogno: che i giovani riscoprano il piacere di stare a Pesaro, senza il bisogno di evadere.

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ANDREA LAZZARI

Scritto il 28 aprile 2009 da Staff10 Commenti

Andrea Lazzari26 anni, nato a Pesaro.
Ho conseguito la maturità scientifica al liceo “G.Marconi” e mi sono diplomato in solfeggio al conservatorio “G. Rossini” approfondendo lo studio delle percussioni e del pianoforte.
Sono laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria all’Università di Bologna, dove ho conseguito un Master di II livello in Endodonzia Clinica. Dal 2008 sono tutor del dipartimento di scienze odontostomatologiche e come tale mi occupo della pratica clinica, di ricerca e di didattica.
Svolgo la libera professione a Pesaro e Bologna. Sono appassionato di musica, sport, cinema e arte contemporanea. Da sei anni svolgo il ruolo di educatore con un gruppo di giovani di azione cattolica.
Coltivo il desiderio di aiutare i più giovani contribuendo a realizzare politiche d’avanguardia in grado di valorizzare il talento e le capacità dei ragazzi di Pesaro.

Il profilo di Andrea su Facebook

Intervista

Perchè ho deciso di candidarmi?
Ritengo l’impegno politico una delle forme di servizio più importanti
e stimolanti, nella quale poter esprimere e valorizzare gli ideali in
cui credo

Perchè candidarmi proprio con la lista “città in comune”?
La serietà del programma, la trasparenza degli intenti e la fiducia
che ripongo nelle persone che compongono “città in comune” mi hanno
convinto a far parte di questo progetto

Che cosa amo della politica?
La possibilità di mettere a disposizione del bene comune le proprie
capacità, il confronto fra diversi punti di vista, poter partecipare
in prima persona alla vita della città

Che cosa odio della politica?
L’ utilizzo che molti politici ne fanno per proprio tornaconto, la
scarsa lungimiranza e la lentezza di aggiornamento, poca attenzione
nei confronti delle realtà giovanili, la distanza che molte volte si
crea con le persone

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IVAN ITALIANI

Scritto il 28 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Ivan ItalianiSono nato a Pesaro, ho 33 anni.
Sono diplomato al liceo scientifico Marconi di Pesaro e laureato in “Statistica e informatica per la gestione dell’amministrazione pubblica” presso l’università di Bologna.
La passione per l’arte, la cultura e, in particolare, per il cinema col tempo hanno preso il sopravvento su quella per i numeri e ora lavoro in una sala cinematografica della città e insieme ad alcuni amici ho fondato il cineclub Shining, un’associazione no-profit che, in pochi anni, e in maniera (quasi) completamente indipendente è diventata un’esperienza che ha coinvolto migliaia di persone e dato vita a molti eventi, alcuni di carattere internazionale come il PesarHorrorFest.

Mi piace lo sport e da 10 anni sono arbitro di calcio, un’attività che reputo altamente formativa e che mi ha insegnato a (far) rispettare le regole cercando di utilizzare sempre il buon senso e di avere buoni rapporti con quelli che spesso vengono visti come “nemici” (giocatori, dirigenti e allenatori).
Sono sempre stato fuori dai partiti e dai loro apparati, convinto che si possa fare politica anche e soprattutto nella vita di tutti giorni; ora ho deciso di scendere in campo in questa lista civica convinto della bontà del progetto (veramente alternativo) e per la massima stima che ripongo nelle persone che mi hanno coinvolto.

Vorrei una città dove possano convivere sicurezza e svago, tranquillità e “vita”, sviluppo e ambiente, dove ci siano opportunità di lavoro e per il tempo libero, dove le diversità siano viste come ricchezza e dove i sogni possano (con)fondersi con la realtà…

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ANDREA CANDUCCI

Scritto il 28 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Andrea CanducciSono nato a Urbino, ho appena compiuto 24 anni.
Diplomato al Liceo scientifico G.Marconi di Pesaro con 100/centesimi,
a breve conseguirò la laurea specialistica in ingegneria edile al Politecnico di Milano, per questo motivo la mia vita si divide tra Pesaro e Milano.

Pesaro rappresenta per me il luogo del riposo dallo lo stress della metropoli milanese.

Ho accettato volentieri l’offerta di Maurizio di candidarmi nella lista pensando di poter rappresentare i bisogni e i problemi dei ragazzi pesaresi.

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UN CITTADINO INTERVISTA SEBASTIANI

Scritto il 23 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Dottor Sebastiani, sono qui per farle delle domande e vedere se mi convince a votare per Lei.
Sono a sua disposizione, ma se vuole possiamo darci del tu.

Bene, ti faccio le domande che vorrei fare anche ai tuoi avversari candidati a Sindaco, anche quelle a cui il sindaco uscente Ceriscioli non risponde, come quella sul secondo casello, su cui sta cercando di non dire niente fino alle elezioni per scaricare – dopo – tutte le responsabilità su Anas e Autostrade. Ma andiamo con ordine…
Avete parlato molto di trasparenza alla presentazione del 18 aprile

Si, a partire dal nome che abbiamo scelto, “Città in comune”, che è già un programma: una città che si ritrova insieme per amministrare la cosa pubblica in piena trasparenza, questo ci sta molto a cuore perché dove c’è trasparenza ci sono anche democrazia, partecipazione, solidarietà. Aggiungo che per noi la trasparenza è un tutt’uno con la connettività…

Connettività? spiegati meglio.
Abbiamo messo al primo punto dei nostri intenti la connettività, perché occorre creare un circolo virtuoso che preveda da un lato la facilitazione all’accesso a internet (con il collegamento comunale gratuito e relativa possibilità di uso anche per le telefonate gratuite di Skype) e dall’altro (il Comune) un protocollo che l’istituzione a pubblicare tutti gli atti pubblici di Giunta e Consiglio Comunale. La Regione Emilia Romagna lo fa già. Perché noi no?

A proposito, cosa proponete per il funzionamento della macchina comunale?
Sei Assessori, nessun portavoce, nessun portaborse. Per una città di 90.000 abitanti sono più che sufficienti. Quelli in più sono solo una spesa inutile della politica ed il frutto delle spartizioni di potere.

La vostra posizione su inerti e polveri al porto?
Semplice: no allo scarico degli inerti al porto di Pesaro.
Ne approfitto per condannare le minacce telefoniche, vigliacche e anonime che sono arrivate in questi giorni ad Anna Maria Sartini, che lotta stoicamente da anni per eliminare l’inquinante trasporto degli inerti al porto.
Alla Sig.ra Sartini esprimiamo non solo solidarietà ma anche il pieno appoggio nella sua battaglia per la salute dei residenti del porto. La sua lotta è anche la nostra.

Come vedete la questione su cui Ceriscioli si nasconde, il nuovo casello?
Purtroppo a Pesaro costruire un secondo casello è diventato impossibile per mancanza di spazio. La scriteriata politica urbanistica degli ultimi 10 anni, con Ceriscioli assessore all’urbanistica o sindaco, ha esasperatamente infittito di case le zone che potevano essere adatte e ora manca il posto per metterci un casello senza farlo troppo a ridosso degli abitati.
Di conseguenza, l’unica prospettiva percorribile – non entusiasmante, ma la meno impattante sulle persone – è quella di chiedere ad Anas e Autostrade una contropartita con cui adattare la strada verso Fenile che diventerà così una sorta di Fano nord/Pesaro Sud. Anche quella delle contropartite è una critica da fare alla amministrazione. Le città romagnole lungo le via Emilia hanno avuto come contropartite la costruzione delle tangenziali mentre noi per incompetenza amministrativa o altro abbiamo dovuto vendere Aspes per poter fare l’interquartieri. E nessuna battaglia è stata fatta per avere l’arretramento dell’autostrada.

Torniamo al porto, per quanto riguarda quello turistico e commerciale?
Un porto turistico megagalattico di 500 posi barca è una assurdità che devasterebbe inutilmente l’ambiente e finirebbe per essere un corpo estraneo fuori contesto.
Ma c’è anche il porto turistico della Vallugola: sarebbe uno scandalo se in un ambiente naturalistico di protezione si cementificasse in mare ed in terra.
No alla romagnalizzazione della Vallugola.

La vicenda della Pala del Bellini? Che hai da dire?
Pesaro ha perso una formidabile occasione di rilancio turistico ed economico con il fallimento della sistemazione della pala del Bellini ai Musei Civici. Avremmo potuto creare un tour per i turisti che da Urbino (mostra di Raffaello) li avrebbe portati a Pesaro a vedere la meraviglia ammirata dai romani nella mostra “storica” allestita alle Scuderie del Quirinale. E invece è andato perduto un forte contributo della Osram per avere finalmente un’illuminazione adeguata e si è persa e la possibilità di portare a Pesaro la cimasa. Il tutto per l’incompetenza dei responsabili politici e amministrativi. Un fallimento totale, se si pensa che l’allestimento, grazie alle sponsorizzazioni citate avrebbe avuto un costo poco superiore a quello che è costato un altro orrore, la sepoltura della Domus di Piazza Matteotti.

Bellini, Cultura, passo breve.
Vogliamo recuperare e valorizzazione il patrimonio dei Musei (Civici, Oliveriano) e restituire alla città l’eredità pubblica della Marchesa Toschi-Mosca (la sua casa museo). Quello che è stato fatto con Rossini va fatto anche con questa nobile (in senso proletario) donna. Ma non solo. Parola chiave: svelare, non sotterrare.

Come la vedi la questione del centro e della sua sofferenza?
E’ fin troppo evidente che il centro, ma anche il mare, è stato abbandonato per troppo tempo a vantaggio degli altri quartieri. Lo stato degli Orti Giuli ne è l’esempio più lampante. In attesa della fine della vicenda giudiziaria del bar (anche qui spropositato) non si è fatto nulla. Si è pensato di rivitalizzare il centro con le stradomeniche (facilissimo) e non si è fatto nulla per la quotidianità (molto più difficile).
I giardini della Palla di Pomodoro sono anch’essi abbandonati e manca un progetto complessivo di riqualificazione del salotto a mare della città. La Palla stessa, simbolo di Pesaro è coperta per tutta l’estate dal palco per spettacoli di terz’ordine.
Proponiamo quindi una attenta riqualificazione urbanistica del centro e della zona mare compatibile con l’ambiente e senza stravolgimenti stravaganti.

Questione delicata… la sanità.
Non vogliamo salutifici privati, ma un servizio sanitario a direzione e progettualità pubblica. Vogliamo rafforzare la prevenzione, i servizi sul territorio, la riabilitazione accanto alle strutture d’eccellenza e recuperare il ruolo del Comune nel governo del sistema sanitario ridimensionando il centralismo regionale.
Spingiamo per la messa a regime dell’unificazione funzionale degli ospedali di Pesaro e Fano proposta dal sottoscritto circa diciotto anni fa, mentre siamo contrari anche a ogni ipotesi di ospedale nuovo. Questo sarà argomento naturale in un futuro quando l’unificazione funzionale sarà stata digerita.

Per il welfare cosa farete?
Non abbiamo volutamente usato la parola welfare, ma l’italianissimo e comprensibile termine di “sociale”. Vogliamo mettere la persona e la famiglia – ed in particolare le donne – al centro di una rete di servizi che vanno riconvertiti verso risposte più adeguate ai nuovi bisogni che stanno emergendo, sempre più urgenti in questo periodo di crisi. Voglio ribadire che tutto questo non dovrà subire tagli di risorse.

Volete parlare ai giovani, avete fatto molti sforzi in questo senso con il sito internet.
Per i giovani abbiamo un’attenzione particolare, è necessario uno scatto da parte di tutti, la loro vitalità non può essere considerata un disturbo da reprimere ma un valore da esprimere nell’ambito del tessuto culturale ed urbanistico della città. Il nostro progetto per loro si chiama non a caso RAGAZZI IN CITTA’.

Siamo alla fine, magari tornerò a trovarti se mi venissero altre curiosità, nel frattempo ti dirò che mi è piaciuta lo spirito con cui hai risposto, uno spirito che guarda al bene comune. Si è confermata la sensazione di freschezza che ho respirato alla presentazione della vostra lista civica, l’impressione di avere a che fare con gente lontana da interessi personali e dalle logiche del voto di scambio. Grazie.


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