Articoli che riguardano ‘Giovani a Pesaro’

Perchè i giovani sono il cuore della città

Scritto il 16 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Giovani a Pesaro

SEBASTIANI

Scritto il 8 aprile 2009 da Maurizio Sebastiani5 Commenti

Perché mi candido a Sindaco di Pesaro

Maurizio SebastianiIn questi cinque anni vissuti da presidente della Prima Circoscrizione di Pesaro ho toccato con mano l’evidenza che ci sono molte cose da cambiare nell’Amministrazione della città.

Insieme a numerosi amici ho sentito la voglia e il bisogno di pensare ad un progetto e – soprattutto in questi ultimi mesi – ho incontrato e discusso con giovani che non hanno esperienza politica ma molta passione.
Ci siamo confrontati a lungo, fino a mettere a fuoco i tanti problemi irrisolti per i quali vale la pena impegnarsi.
La cosa più importante per noi è riportare i cittadini e i loro bisogni al centro dell’attenzione.

Pensiamo che per fare questo serva partire dalla trasparenza nell’Amministrazione e dalla cura degli spazi pubblici, quelli di tutti, così come da chiare scelte urbanistiche e culturali, e da nuove scelte sociali ed educative.

Negli ultimi anni Pesaro ha perso la sua vivacità culturale e propositiva, e si assiste ad uno scollamento fra Comune e cittadini; le scelte vengono mal comunicate, non discusse, non partecipate: è come se chi oggi ci amministra soffrisse di una sindrome sempre più evidente, quella della casta.
I nostri governanti non conoscono la città, non ci camminano, non ci lavorano, sembrano non aver a che fare come noi con le bollette, con la sanità, con i parcheggi, con la spesa di ogni giorno.
Fanno scelte incomprensibili: su quelle urbanistiche sembra che giochino a Monopoli, fanno continue varianti e l’impressione è che manchi un disegno, un pensiero complessivo. Perché? Forse cercano il consenso di qualcuno con interessi precisi o forse manca semplicemente l’amore per questa città.

Io che ci vivo e lavoro, so che questa è una città di gente operosa, con idee e passioni, so che questa città è uno scrigno e non mi voglio rassegnare a vederla trasformata in un villaggio turistico di terza categoria.
Dico questo pensando al futuro dei giovani, alle ragazze e ragazzi a cui la politica non parla più, non li vede proprio.
E’ questa una delle cose più urgenti da fare oggi a Pesaro, rimettere i giovani al centro del mondo, rimettere i loro sogni dentro una storia che sia la storia di tutti noi.

Maurizio Sebastiani

Un cittadino intervista Sebastiani

Dottor Sebastiani, sono qui per farle delle domande e vedere se mi convince a votare per Lei.
Sono a sua disposizione, ma se vuole possiamo darci del tu… leggi tutta l’intervista

Il profilo di Maurizio

Profilo Facebook di Maurizio Sebastiani Sono nato a Fano 62 anni fa ma vivo e lavoro a Pesaro fin da quando ero un giovane medico, qui ho messo su famiglia, qui è nato mio figlio – oggi studente universitario – e questa è la mia città.

Sono medico specialista in Chirurgia, Senologia e Medicina Legale e delle Assicurazioni.
Sono stato responsabile per venti anni del servizio di Senologia Clinica presso la Zona Territoriale 1 dell’Asur Marche ed attualmente svolgo la libera professione di senologo.
Da anni svolgo attività politica per passione civile: sono stato consigliere comunale per due legislature a Pesaro, consigliere provinciale dal 1999 al 2004 nella Provincia di Pesaro e Urbino.

Dal 2004 sono Presidente della Prima Circoscrizione del Comune di Pesaro, sempre nelle file del PCI, PDS e DS.

Ho svolto anche il ruolo di capogruppo in consiglio comunale dell’allora PCI (ero stato eletto come indipendente) criticai pesantemente le scelte urbanistiche di allora fino a provocare la crisi della giunta Amati.

Oggi faccio opera di volontariato culturale come Presidente dell’Università dell’Età Libera di Pesaro, cui dedico molto del mio tempo, sono molto contento che sia oggi un patrimonio riconosciuto della città e sono orgoglioso di aver contribuito a farla crescere.

Sono appassionato d’arte, di cultura, di sport, mi piace socializzare con tutti e conoscere e capire chi è diverso da me.
Ritengo le questioni culturali, ambientali, urbanistiche, sociali, educative di fondamentale importanza per la vita e la crescita di questa città, per la quale mi piace impegnarmi con dedizione e spirito di servizio.
Per questo, prima ho immaginato di far nascere una lista civica, poi ho accettato di impegnarmi in prima persona candidandomi a Sindaco, con lo scopo di cambiare il modo di governare ed il ruolo della politica.

INTENZIONI

Scritto il 2 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Città in comune nasce dal desiderio di portare un valore aggiunto alle prossime elezioni comunali del 2009 arricchendo il confronto sul presente e sul futuro di Pesaro. Questa lista civica è fatta di cittadine e cittadini che hanno a cuore la nostra città, convinti che se ci si interessa a se stessi e agli altri, la comunità si rafforza e si arricchisce. Intendiamo fare una proposta diversa a tutti coloro che oggi a Pesaro avvertono le difficoltà del rapporto fra cittadini e rappresentanti politici e vogliono riflettere sulla politica e impegnarsi con responsabilità e partecipazione per la centralità dei diritti, primo fra tutti quello di cittadinanza.

La connessione non è un lusso.
E’ trasparenza e diritti.

Proponiamo un’idea di città fondata su una forte rete di relazioni e di solidarietà, un governo della città intesa come “cosa pubblica” nelle politiche e nelle azioni, con un’organizzazione della macchina comunale fondata sulla responsabilità, sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione e sulla valorizzazione delle persone, a questo proposito vogliamo anche investire sulle tecnologie dell’amministrazione e portare la connessione (internet) gratuita in tutte le case per facilitare l’accesso agli atti e ai servizi.
In tema di trasparenza intendiamo pubblicare sul sito del Comune tutti gli atti pubblici di di Giunta e Consiglio Comunale.

Il lavoro non è solo prestazione.
E’ identità personale e sociale.

La crisi che stiamo vivendo impone di assumere la perdita del lavoro come questione prioritario.
La disoccupazione è un male sociale fonte di frustrazione e disgregazione. Per questo il Comune deve farsi parte attiva per individuare risorse ed opportunità di lavoro coordinando la rete della produzione e dei servizi. La crisi sia anche l’occasione per rendere trasparenti le assunzioni e snellire la burocrazia.

La cultura non è inaugurazioni con rinfresco.
E’ memoria e crescita collettiva.

Pensiamo la cultura come elemento di identità, di costruzione di rapporti umani. Mettiamo educazione ed espressione al centro degli interessi della comunità perché vogliamo che diventino fattori di coesione e crescita. Pensiamo alla città e al suo patrimonio storico, culturale, urbano, come a un bene da mettere a disposizione di tutti con una speciale attenzione alle giovani generazioni e alle espressioni del “nuovo” di cui sono portatrici insieme con le realtà culturali di base.

Il sociale non è assistenza.
E’ una rete di opportunità e integrazioni.

Pensiamo a una rete di servizi che metta al centro la persona e la famiglia, conciliando i tempi di vita e lavoro, in particolare delle donne, sulle quali grava la cura degli anziani, dei disabili e dei minori.
Intendiamo riconvertire parte della rete dei servizi verso risposte più adeguate a questi bisogni, rivalutando anche il ruolo della cooperazione e del volontariato, tutto questo senza tagli delle risorse. Prevediamo anche interventi innovativi per tossicodipendenze, immigrazione, emergenza casa.

La salute non è una merce.
E’ un diritto.

Vogliamo un servizio sanitario a direzione e progettualità pubblica che abbia il fine di potenziare la propria offerta avvalendosi – solo dove necessario – di una integrazione privata in modo da eliminare lo scandalo delle liste di attesa chilometriche. Non si può trasformare la salute in un consumo sottoposto alle regole del mercato. Vogliamo rafforzare la prevenzione, i servizi sul territorio e la riabilitazione accanto alle strutture d’eccellenza e recuperare il ruolo del comune nel governo del sistema sanitario ridimensionando il centralismo regionale.

La sicurezza non è roba da sceriffi.
E’ giustizia e responsabilità.

La sicurezza deriva dalla educazione e dall’esercizio della legalità e del senso di responsabilità e non si fa con le ronde e gli assessori sceriffi tanto più oggi di fronte ai sempre più frequenti episodi di violenza sulle donne.
Le risposte al disagio sociale e la sfida dell’integrazione devono essere ispirate a principi di giustizia, accoglienza e contare l’impegno di tutti contro il degrado urbano nella cura degli spazi collettivi .

L’energia (e la mondezza) non è da buttare.
E’ da risparmiare, ri-usare, ri-ciclare.

Pensiamo la cura dell’ambiente come responsabilità di ciascuno insieme agli altri, e come un patto condiviso nel rispetto delle regole. Intendiamo sostenere ogni iniziativa capace di ridurre i danni all’ambiente che sempre più frequentemente ricadono sull’uomo sotto le forme più diverse.

L’urbanistica non è costruire.
E’ partecipazione e tutela.

Intendiamo progettare il territorio della città mettendo al centro l’importanza dello spazio e dei luoghi pubblici e la tutela del territorio rimasto libero da cemento sul modello delle città europee. Ogni scelta urbanistica impegna la città per secoli e richiede attenzione ed etica perché come recita l’adagio degli indiani d’America: “la terra non ci è data in eredità dai nostri genitori ma in prestito dai nostri figli.”

Il decentramento non è burocrazia.
E’ partecipazione.

Vogliamo restituire ai cittadini la vita e gli spazi del proprio quartiere a partire dalle sedi delle circoscrizioni.

I ragazzi e le ragazze non sono un problema.
Sono il battito vitale della città.

Nel corso degli ultimi vent’anni abbiamo assisto alla espulsione dei ragazzi dal centro, una zona ormai tristemente desolata. La loro vitalità non è un disturbo da reprimere ma un valore da esprimere nell’ambito del tessuto culturale e urbanistico della città.
Noi vogliamo creare nuove e sane occasioni di espressione e relazione.

Il futuro non è una trappola.
E’ un’occasione.

Vogliamo ragionare insieme sul medio e lungo periodo per generare cambiamenti invece che subirli, basandoci sul ruolo fondamentale della scuola. La scuola non è un’arida agenzia formativa ma il luogo che favorisce scambi, convivenze fra cittadini di diverse esperienze abilità, culture. E’ il luogo in cui si fondano le basi delle vicende personali e collettive. In questo quadro spetta al Comune costruire e coordinare la rete delle scuole collegandola alla evoluzione e crescita della Comunità locale.


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