Articoli che riguardano ‘Istruzione Pesaro’

ANGELA GUARDATO

Scritto il 11 maggio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Angela GuardatoSono nata 34 anni fa a Pesaro, dove attualmente risiedo. Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Urbino e specializzata presso la SSIS di Macerata per la classe di concorso A050 e per il sostegno. Attualmente docente di lettere super precaria, ma da quattro anni con nomina annuale in qualità di docente di sostegno presso l’Istituto d’arte ISA Mengaroni di Pesaro, in attesa di qualche miglioramento nell’ambito dell’istruzione pubblica!
Con interessi e passioni varie tra cui: animali, fotografia, arte, cinema, lettura e scrittura. Scrittrice a tempo perso, ho iniziato a scrivere un giallo ambientato a Pesaro e chissà che questa frequentazione non sia utile per ottenere qualche spunto ‘noir’ per la mia storia!
Ho pubblicato alcuni articoli su giornali locali, poesie e racconti sparsi; partecipato a rassegne culturali di beneficenza e vinto qualche piccolo premio letterario.
Perennemente incerta e tendenzialmente lunare, sono un po’ tutto e il contrario di tutto. Vivo ogni giorno, cercando di ricordare che “non si cammina solo per arrivare, ma anche per vivere camminando”.

Intervista

Perchè ho deciso di candidarmi?
Da sempre interessata all’attualità, all’informazione e alle realtà che circondano il nostro naso, pur non essendo particolarmente politicizzata e, a dire il vero, piuttosto ‘atea’ anche in materia politica, nonché sprovvista di particolari credenziali al riguardo, mi è sembrato interessante entrare a far parte di qualche cosa che più da vicino potesse permettermi di vedere che cosa succede nella nostra bellissima città, con la speranza di veder realizzati e non solo proposti, progetti innovativi, costruttivi e proficui, nell’ambito dell’ambiente, della sicurezza, del lavoro e della cultura.

Perchè candidarmi proprio con la lista “città in comune”?
Perchè mi è sembrato di intravedere una positiva voce discordante dal coro; un gruppo di lavoro indipendente, apartitico, e positivamente eterogeneo, che porta avanti idee a mio avviso fondamentali. Credo infatti nell’importanza della trasparenza riguardo agli atti pubblici; credo, se non alla libera informazione, perchè un ideale sempre utopico, almeno ad un quanto più facile e libero accesso all’informazione, cosa che può avvenire principalmente tramite internet; credo altresì nella necessità di una sanità che snellisca la burocrazia; nell’importanza di un’energia rinnovabile nel rispetto dell’ambiente; in un’ecologia del riciclo consapevole e non sporadica o perchè di moda e soprattutto in una giustizia che nasca dalla coscienza di un cittadino educato al rispetto, all’onestà e alla tolleranza e non dal il timore di una politica che materialmente punisce. Per questo sono felice di fare parte di una squadra di persone con idee e valori fondamentali ed imprescindibili sicuramente meritori del più valido sostegno.

Che cosa amo della politica?
Sarò laconica: della politica amo l’illusione che essa possa servire veramente a cambiare in meglio le cose.

Che cosa odio della politica?
Della politica odio ciò che nella realtà storica è quasi sempre stato: ipocrisia e arrivismo.

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IN COMUNE LA CULTURA E LA FORMAZIONE

Scritto il 7 maggio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Intendiamo la cultura come elemento di identità e di crescita collettiva, il suo ambito è vastissimo e pervade le nostre scelte di vita, la nostra quotidianità, il futuro dei nostri figli.
Una città che può offrire ai suoi cittadini, anche ai più piccoli, possibilità di accesso a forme di cultura diverse, vuol dire prima di tutto che sta costruendo cittadini consapevoli, perché la cultura è un diritto di tutti e non di pochi. E’ questa l’idea guida cui facciamo riferimento. Non può dunque mai la cultura essere ridotta a mero strumento di consenso, come non si può navigare a vista. E’ con la cultura che si cresce in pensiero e capacità critica, in curiosità intellettuale, ed è necessaria una visione di sistema e una sua collocazione strategica per lo sviluppo del territorio.

Progetti

  • Recupero e valorizzazione di alcuni palazzi storici e del loro patrimonio: Palazzo Toschi Mosca, Palazzo Mazzolari Mosca e Palazzo degli Abbati Olivieri. Il restauro di questi palazzi e il conseguente recupero di nuovi spazi porteranno finalmente a quella valorizzazione del patrimonio museale, bibliotecario e archivistico che Pesaro conosce solo in parte o disconosce del tutto. In questi palazzi agirono un tempo intelligenza, gusto, profonda cultura e senso del nuovo; oggi costituiscono importanti eredità pubbliche che, insieme a quella di Rossini, sono state lasciate alla città di Pesaro. Vittoria Toschi Mosca e Annibale degli Abbati Olivieri hanno consegnato alla nostra città un patrimonio di valore storico e culturale straordinario, un bene pubblico che la nostra comunità non ha ancora onorato e valutato nella sua straordinarietà.
  • Valorizzazione del Patrimonio musicale. All’eredità rossiniana si deve una straordinaria risorsa della nostra città. Istituzioni culturali come il Conservatorio, il Rossini opera festival, la Fondazione Rossini sono nate grazie al lascito di Rossini. Non è questo l’unico patrimonio della città, ce n’è un altro, costituito dalle tantissime persone , dai tanti giovani che fanno musica, che frequentano i luoghi della musica, che hanno un’educazione musicale e che animano cori e orchestre amatoriali. Anche questo è un patrimonio da valorizzare in modo coordinato, sostenendo la formazione musicale dei ragazzi, dando spazio ad una pluralità di offerta musicale senza discriminarne alcuna, e investendo risorse per creare spazi attrezzati per i giovani dove poter suonare e registrare. Se vogliamo per il futuro un pubblico attento e fedele fruitore di musica, dobbiamo formarlo e fidelizzarlo. E’ inoltre necessaria una nuova progettualità che rilanci il segno della eredità rossiniana delle istituzioni che ne portano il nome: pensiamo alla attivazione di uno specifico livello formativo per la nascita di un’orchestra per la produzione della letteratura rossiniana; alla produzione di eventi contemporanei al ROF, come l’offerta di un “palcoscenico” agli studenti più meritevoli del Conservatorio; a momenti di confronto degli scenografi e degli artisti internazionali con i locali, per dare nuovo impulso alla nostra realtà pesarese; alla creazione di laboratori permanenti finalizzati alla creazione di eventi, corsi, mostre, percorsi legati alla figura di Rossini. Una nuova e autentica “Città della Musica”.
  • Il Registro degli artisti. Intendiamo creare una banca dati degli artisti della nostra città, e con questi creare spazi ed occasioni per le loro forme espressive . Gli spazi sono importanti, permetterebbero loro di lavorare, di incontrarsi e per questo verranno identificati spazi pubblici, in particolare nel centro antico . Gli artisti potranno esprimersi, soprattutto i giovani artisti; potranno dare in cambio alcune prestazioni, organizzare laboratori, corsi di pittura per giovani e ragazzi . Un “Festival delle Arti” ,realizzato da artisti a Km.0, provenienti dalla nostra provincia animerà, durante l’estate pesarese, il centro e non solo, e offrirà una vetrina alla miriade di realtà artistiche di livello presenti sul territorio.
  • Ragazzi in città. Il principio cui ci ispiriamo nel ripensare e rifondare il rapporto fra la città e i suoi ragazzi è quello della apertura. Si dovrebbe parlare di ri-apertura, del riaprirsi della città di Pesaro alle nuove generazioni, ai ragazzi. Pensiamo a luoghi come la Pescheria, che potrebbe offrire opportunità di espressione, l’ex carcere minorile o gli ampi depositi, ancora sconosciuti, della Casa Museo di palazzo Mazzolari Mosca. Partiamo dalla considerazione che la marginalità e il disagio sono spesso legate e che più dei tanti interventi tecnici e specialistici fatti in questi anni, sia necessaria oggi una proposta politica e culturale capace di rovesciare le logiche di espulsione messe in pratica nell’ultimo decennio a Pesaro. Gli interventi specialistici, e tecnici a volte possono curare, ma non sono mai preventivi, mentre è in questa chiave che occorre agire. Il disagio tra i ragazzi è diffuso, quasi sempre inconsapevole e sotto soglia perché spesso mancano sintomi eclatanti o riconoscibili. I ragazzi manifestano una gran voglia di stare insieme, di divertirsi e soprattutto di esprimersi. Il che – in una cultura dell’omologazione e del fastidio verso le rumorose e vitali fasce giovanili – è diventato un problema. Tutti abbiamo il dovere di renderci conto che ai nostri ragazzi, espulsi dal centro della città ed espropriati di ogni forma di riconoscimento, non rimane che popolare le periferie intristendo nei loro “non detti”. E’ questa mancanza di riconoscimento da parte di tutti – prime fra tutti le istituzioni – che li spinge a cercare dei modi per sentirsi vivi, veri, spesso in forme improprie e disperate. Così, quando fanno… fanno danni. Il danno si vede, ma il silenzio no. Per questo nel nostro programma abbiamo un impegno prioritario: dedicare loro un luogo, grande, visibile, nel centro antico e metterlo a completa disposizione, loro e della loro voglia di esprimersi e incontrarsi. Siamo convinti che la creazione di una “casa della cultura” o come vorremo (vorranno i ragazzi) chiamarla potrebbe essere una prima e sensata risposta ai problemi accennati. Una risposta alle loro richieste di aiuto favorendone l’aggregazione e mettendoli in condizioni di esprimersi ed identificarsi attraverso la produzione di cultura, arte, integrazione con i migranti, e qualunque altra cosa vada verso la possibilità di implementare capacità che questi ragazzi, tutti, anche se in misura diversa, possiedono.
  • Attività culturali. le attività culturali sono parte integrante della vita delle istituzioni pubbliche quali musei, biblioteche, teatri .Sono queste che contribuiscono a promuovere e valorizzare patrimoni e conoscenze. E’ importante che le attività tornino ad essere progettate all’interno di queste istituzioni, e che siano finalizzate a coinvolgere tutte le tipologie di pubblico e soprattutto ad “includere” quelle finora escluse come i bambini, i giovani e gli anziani. Le attività culturali devono contribuire a creare o a rafforzare nel territorio un’idea di biblioteca, di museo, di teatro come “servizio” al cittadino.
  • Professioni culturali. La cultura è un settore con una fortissima presenza di lavoro precario sottopagato, che deve lottare anche per affermare la propria professionalità, poiché molte professioni culturali sono recenti e non sono né riconosciute, né tutelate. Queste professionalità devono essere assolutamente valorizzate per un problema di diritti di chi lavora e per una crescita delle competenze, da cui sicuramente deriverà una maggiore capacità di operare da parte dell’Amministrazione.
  • Fruizione pubblica: sono necessari interventi coordinati a sostegno dell’apertura al pubblico di luoghi della città come chiese, ville, palazzi storici pubblici o privati che spesso rischiano di essere dimenticati proprio perché sempre chiusi e non utilizzati per attività culturali. Renderli fruibili al pubblico non significa solo raccontare la storia di Pesaro attraverso la fruizione, ma anche salvaguardarli dal degrado o da interessi speculativi. Viverli è il modo più giusto per ricordare che esistono e che sono un patrimonio di tutti. Con un’azione coordinata proporranno aperture calendarizzate nei fine settimana, d’estate, per le scuole, per i turisti ecc. Si destineranno alcuni spazi in questi luoghi per i giovani, abitualmente esclusi da questi contesti carichi di storia. Sono necessarie un’attenzione e una cura particolare inoltre per quei luoghi in cui la città si identifica e che riconosce come proprio patrimonio culturale come ad esempio gli Orti Giuli o lo spazio della sfera grande di Arnaldo Pomodoro.
  • Quali pubblici? Dobbiamo sostenere con forza l’accesso alla fruizione culturale di quei pubblici allontanati da approcci culturali esclusivi e sedimentati nel tempo. Una fruizione culturale inclusiva significa investire risorse per avere una stagione teatrale ed una stagione musicale per i ragazzi; utilizzare spazi storici e luoghi della città, finora riservati solo a forme di cultura convenzionali, investendo sulle nuove proposte che avanzano i giovani (sale attrezzate per ascoltare musica/per registrare, laboratori di cinema, di arte ecc.). Ma non basta . La sfida è privilegiare forme meno convenzionali di approccio alla cultura, che permettano di allentare quel senso di inadeguatezza che spesso allontana il cittadino .
  • La città, la formazione, la scuola. Il mondo della scuola e dell’educazione stanno attraversando una fase di gravi difficoltà, anche in conseguenza dei tagli consistenti esercitati a livello centrale. Compito fondamentale dell’Amministrazione sarà dunque quello di sostenere le Istituzioni Scolastiche Autonome perché migliori la qualità della formazione e dell’istruzione. Si porrà quindi attenzione all’edilizia scolastica ed ai servizi connessi alla scuola (mense, palestre, biblioteche scolastiche, trasporto, libri di testo in uso gratuito ecc.). Il Comune dovrà anche farsi carico di sostenere la rete delle scuole perché gli obiettivi raggiunti da alcune possano diventare patrimonio di tutte, valorizzando le professionalità e le competenze che già la scuola pesarese possiede. Una buona politica scolastica dovrà fare in modo che il mondo culturale e produttivo pesarese abbia a cuore la sua scuola, pertanto anche insieme con altre agenzie educative del territorio, si cercherà di elaborare un Piano dell’Offerta Formativa della città, che indichi le priorità per la formazione dei nostri ragazzi e che orienti i docenti verso progetti di particolare valore culturale da realizzare anche con l’apporto di “facilitatori”, di “esperti” esterni di grande qualità o di altre istituzioni culturali, individuate per la loro esperienza in settori specifici.

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ROSANNA MARCHIONNI

Scritto il 28 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Rosanna MarchionniSono nata a Colbordolo, ho 61 anni.
Sono laureata in lettere presso l’Università di Urbino e in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.
Sono dirigente scolastico da 25 anni e, da 20 anni a tutt’oggi, dirigo l’Istituto Scolastico “G. Galilei” di Villa Fastiggi.
Negli anni 94’-’99 sono stata assessore presso il Comune di Pesaro, come esperta esterna, durante il primo mandato Giovanelli. Mi sono occupata dei Servizi educativi, del decentramento e della cooperazione internazionale.
Ho aderito, per un breve periodo ai DS ed ho cercato di capire cosa stava succedendo con il PD, ma me ne sono allontanata immediatamente perché sebbene siano cambiati i nomi del partito, non sono cambiate le persone e le logiche.
Nonostante l’età ho ancora voglia di lavorare con tanti amici per realizzare un sogno: vedere realizzata a Pesaro una democrazia vera, vedere che la nostra città può essere più sicura grazie all’impegno di tutti nell’accoglienza delle persone e nella lotta contro il degrado urbano e la ghettizzazione.

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