Articoli che riguardano ‘Musica a Pesaro’

Una dichiarazione d’amore per Pesaro

Scritto il 3 giugno 2009 da Andrea MarziScrivi tu il primo commento

Giovedì 4 giugno ore 21.15

Parco di Villa Molaroni – Pesaro
Una dichiarazione d’amore per Pesaro
con Antonio Faeti e Andrea Marzi

Antonio FaetiLa coppia che da anni cura ogni 10 agosto sulla spiaggia di Pesaro la “Notte delle parole cadenti” propone il 4 giugno “Una dichiarazione d’amore per Pesaro”.
L’idea per questa iniziativa mi è venuta mettendo insieme alcune coincidenze, quella dell’uscita dell’ultimo libro di Antonio – “L’estate del lianto” – e quella della scadenza elettorale. Infatti Faeti ha avuto un ruolo fondamentale nel mio coinvolgimento nella esperienza della lista civica e nel mio incontro con Maurizio Sebastiani e ora… ne deve pagare le conseguenze…
Così ho pensato di organizzare uno spettacolo che testimoniasse l’affetto che abbiamo per questa città. Ho chiesto ad Antonio di scrivere per l’occasione il racconto di un momento fondamentale della sua vita accaduto durante il suo soggiorno pesarese da bambino, e gli ho chiesto di farlo proprio usando la chiave che caratterizza gli episodi di “L’estate del lianto”, quella della sua infanzia negli anni intorno alla guerra. Una chiave che gli permette di mescolare elementi tristi con altri ironici e leggeri come succede con l’alternarsi di pioggia e sole in certi temporali estivi. O, appunto, come succede nel vissuto dei bambini.

Andrea MarziIl mio compito sarà quello di creare una cornice musicale, una atmosfera, usando i “ritrovamenti” di canzoni italiane che non posso (più) considerate dei rifiuti indifferenziati da discarica abusiva. Si tratta di canzoni che meritano di essere recuperate, rilette e riproposte, di tornare a nuova vita, per noi, più che per loro, perché cantano la nostra storia e la bellezza, oltre che il talento dei loro autori. Ai ritrovamenti più tipici ho deciso – per l’occasione – di accostare un brano molto più recente di grande bellezza e passione che provocherà forse un effetto di straniamento, infatti: che c’entra Nilla Pizzi con i Negramaro?

Andrea Marzi

L' estate del lianto“L’estate del lianto” – Topipittori ed.
In una Bologna piena di ombre e di luci, si muove una folla di personaggi straordinari, sospesi fra realtà e immaginazione: la bellissima Esmeralda, figlia dello zingaro Barone; il diabolico Strigagni, affarista senza scrupoli;
l’impavido avvocato Brunetti, dal cuore ardente; il fantasma della sanguinaria Cianciulli…
Sotto la guida fidata dei loro libri più amati, Topi e sua sorella Fioretta affrontano misteri che la città sembra dischiudere solo davanti ai loro occhi. Il più importante studioso italiano di letteratura per ragazzi alle prese con i fantasmi, i terrori e le estasi ella propria infanzia.

Concerto davanti al tramonto

Scritto il 29 maggio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Domenica 31 maggio ore 19.30

Moloco – Molo di levante – Pesaro
“Concerto davanti al tramonto” con il gruppo Blues Quartet
“Blues Quartet”

Chitarra & voce : SAMUELE DIONIGI
Armonica : PAOLO “SPACE” LEVRONI
Basso : PATRIZIO CONTU
Batteria : MAURIZIO GUERRA
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Venite!

Scritto il 23 maggio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Domenica 24 maggio alle ore 19.30

presso il Moloco, molo di levante
la “Lista civica Città in comune” offre agli amanti del tramonto pesarese, uno dei più belli del mondo, un concerto jazz di Roberto Bachi Quartet

Roberto Bachi: Piano
Andrea Conti: Chitarra
Peppe Joe Pagnoni: Batteria
Massimiliano Tonelli: Basso
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IN COMUNE LA CULTURA E LA FORMAZIONE

Scritto il 7 maggio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Intendiamo la cultura come elemento di identità e di crescita collettiva, il suo ambito è vastissimo e pervade le nostre scelte di vita, la nostra quotidianità, il futuro dei nostri figli.
Una città che può offrire ai suoi cittadini, anche ai più piccoli, possibilità di accesso a forme di cultura diverse, vuol dire prima di tutto che sta costruendo cittadini consapevoli, perché la cultura è un diritto di tutti e non di pochi. E’ questa l’idea guida cui facciamo riferimento. Non può dunque mai la cultura essere ridotta a mero strumento di consenso, come non si può navigare a vista. E’ con la cultura che si cresce in pensiero e capacità critica, in curiosità intellettuale, ed è necessaria una visione di sistema e una sua collocazione strategica per lo sviluppo del territorio.

Progetti

  • Recupero e valorizzazione di alcuni palazzi storici e del loro patrimonio: Palazzo Toschi Mosca, Palazzo Mazzolari Mosca e Palazzo degli Abbati Olivieri. Il restauro di questi palazzi e il conseguente recupero di nuovi spazi porteranno finalmente a quella valorizzazione del patrimonio museale, bibliotecario e archivistico che Pesaro conosce solo in parte o disconosce del tutto. In questi palazzi agirono un tempo intelligenza, gusto, profonda cultura e senso del nuovo; oggi costituiscono importanti eredità pubbliche che, insieme a quella di Rossini, sono state lasciate alla città di Pesaro. Vittoria Toschi Mosca e Annibale degli Abbati Olivieri hanno consegnato alla nostra città un patrimonio di valore storico e culturale straordinario, un bene pubblico che la nostra comunità non ha ancora onorato e valutato nella sua straordinarietà.
  • Valorizzazione del Patrimonio musicale. All’eredità rossiniana si deve una straordinaria risorsa della nostra città. Istituzioni culturali come il Conservatorio, il Rossini opera festival, la Fondazione Rossini sono nate grazie al lascito di Rossini. Non è questo l’unico patrimonio della città, ce n’è un altro, costituito dalle tantissime persone , dai tanti giovani che fanno musica, che frequentano i luoghi della musica, che hanno un’educazione musicale e che animano cori e orchestre amatoriali. Anche questo è un patrimonio da valorizzare in modo coordinato, sostenendo la formazione musicale dei ragazzi, dando spazio ad una pluralità di offerta musicale senza discriminarne alcuna, e investendo risorse per creare spazi attrezzati per i giovani dove poter suonare e registrare. Se vogliamo per il futuro un pubblico attento e fedele fruitore di musica, dobbiamo formarlo e fidelizzarlo. E’ inoltre necessaria una nuova progettualità che rilanci il segno della eredità rossiniana delle istituzioni che ne portano il nome: pensiamo alla attivazione di uno specifico livello formativo per la nascita di un’orchestra per la produzione della letteratura rossiniana; alla produzione di eventi contemporanei al ROF, come l’offerta di un “palcoscenico” agli studenti più meritevoli del Conservatorio; a momenti di confronto degli scenografi e degli artisti internazionali con i locali, per dare nuovo impulso alla nostra realtà pesarese; alla creazione di laboratori permanenti finalizzati alla creazione di eventi, corsi, mostre, percorsi legati alla figura di Rossini. Una nuova e autentica “Città della Musica”.
  • Il Registro degli artisti. Intendiamo creare una banca dati degli artisti della nostra città, e con questi creare spazi ed occasioni per le loro forme espressive . Gli spazi sono importanti, permetterebbero loro di lavorare, di incontrarsi e per questo verranno identificati spazi pubblici, in particolare nel centro antico . Gli artisti potranno esprimersi, soprattutto i giovani artisti; potranno dare in cambio alcune prestazioni, organizzare laboratori, corsi di pittura per giovani e ragazzi . Un “Festival delle Arti” ,realizzato da artisti a Km.0, provenienti dalla nostra provincia animerà, durante l’estate pesarese, il centro e non solo, e offrirà una vetrina alla miriade di realtà artistiche di livello presenti sul territorio.
  • Ragazzi in città. Il principio cui ci ispiriamo nel ripensare e rifondare il rapporto fra la città e i suoi ragazzi è quello della apertura. Si dovrebbe parlare di ri-apertura, del riaprirsi della città di Pesaro alle nuove generazioni, ai ragazzi. Pensiamo a luoghi come la Pescheria, che potrebbe offrire opportunità di espressione, l’ex carcere minorile o gli ampi depositi, ancora sconosciuti, della Casa Museo di palazzo Mazzolari Mosca. Partiamo dalla considerazione che la marginalità e il disagio sono spesso legate e che più dei tanti interventi tecnici e specialistici fatti in questi anni, sia necessaria oggi una proposta politica e culturale capace di rovesciare le logiche di espulsione messe in pratica nell’ultimo decennio a Pesaro. Gli interventi specialistici, e tecnici a volte possono curare, ma non sono mai preventivi, mentre è in questa chiave che occorre agire. Il disagio tra i ragazzi è diffuso, quasi sempre inconsapevole e sotto soglia perché spesso mancano sintomi eclatanti o riconoscibili. I ragazzi manifestano una gran voglia di stare insieme, di divertirsi e soprattutto di esprimersi. Il che – in una cultura dell’omologazione e del fastidio verso le rumorose e vitali fasce giovanili – è diventato un problema. Tutti abbiamo il dovere di renderci conto che ai nostri ragazzi, espulsi dal centro della città ed espropriati di ogni forma di riconoscimento, non rimane che popolare le periferie intristendo nei loro “non detti”. E’ questa mancanza di riconoscimento da parte di tutti – prime fra tutti le istituzioni – che li spinge a cercare dei modi per sentirsi vivi, veri, spesso in forme improprie e disperate. Così, quando fanno… fanno danni. Il danno si vede, ma il silenzio no. Per questo nel nostro programma abbiamo un impegno prioritario: dedicare loro un luogo, grande, visibile, nel centro antico e metterlo a completa disposizione, loro e della loro voglia di esprimersi e incontrarsi. Siamo convinti che la creazione di una “casa della cultura” o come vorremo (vorranno i ragazzi) chiamarla potrebbe essere una prima e sensata risposta ai problemi accennati. Una risposta alle loro richieste di aiuto favorendone l’aggregazione e mettendoli in condizioni di esprimersi ed identificarsi attraverso la produzione di cultura, arte, integrazione con i migranti, e qualunque altra cosa vada verso la possibilità di implementare capacità che questi ragazzi, tutti, anche se in misura diversa, possiedono.
  • Attività culturali. le attività culturali sono parte integrante della vita delle istituzioni pubbliche quali musei, biblioteche, teatri .Sono queste che contribuiscono a promuovere e valorizzare patrimoni e conoscenze. E’ importante che le attività tornino ad essere progettate all’interno di queste istituzioni, e che siano finalizzate a coinvolgere tutte le tipologie di pubblico e soprattutto ad “includere” quelle finora escluse come i bambini, i giovani e gli anziani. Le attività culturali devono contribuire a creare o a rafforzare nel territorio un’idea di biblioteca, di museo, di teatro come “servizio” al cittadino.
  • Professioni culturali. La cultura è un settore con una fortissima presenza di lavoro precario sottopagato, che deve lottare anche per affermare la propria professionalità, poiché molte professioni culturali sono recenti e non sono né riconosciute, né tutelate. Queste professionalità devono essere assolutamente valorizzate per un problema di diritti di chi lavora e per una crescita delle competenze, da cui sicuramente deriverà una maggiore capacità di operare da parte dell’Amministrazione.
  • Fruizione pubblica: sono necessari interventi coordinati a sostegno dell’apertura al pubblico di luoghi della città come chiese, ville, palazzi storici pubblici o privati che spesso rischiano di essere dimenticati proprio perché sempre chiusi e non utilizzati per attività culturali. Renderli fruibili al pubblico non significa solo raccontare la storia di Pesaro attraverso la fruizione, ma anche salvaguardarli dal degrado o da interessi speculativi. Viverli è il modo più giusto per ricordare che esistono e che sono un patrimonio di tutti. Con un’azione coordinata proporranno aperture calendarizzate nei fine settimana, d’estate, per le scuole, per i turisti ecc. Si destineranno alcuni spazi in questi luoghi per i giovani, abitualmente esclusi da questi contesti carichi di storia. Sono necessarie un’attenzione e una cura particolare inoltre per quei luoghi in cui la città si identifica e che riconosce come proprio patrimonio culturale come ad esempio gli Orti Giuli o lo spazio della sfera grande di Arnaldo Pomodoro.
  • Quali pubblici? Dobbiamo sostenere con forza l’accesso alla fruizione culturale di quei pubblici allontanati da approcci culturali esclusivi e sedimentati nel tempo. Una fruizione culturale inclusiva significa investire risorse per avere una stagione teatrale ed una stagione musicale per i ragazzi; utilizzare spazi storici e luoghi della città, finora riservati solo a forme di cultura convenzionali, investendo sulle nuove proposte che avanzano i giovani (sale attrezzate per ascoltare musica/per registrare, laboratori di cinema, di arte ecc.). Ma non basta . La sfida è privilegiare forme meno convenzionali di approccio alla cultura, che permettano di allentare quel senso di inadeguatezza che spesso allontana il cittadino .
  • La città, la formazione, la scuola. Il mondo della scuola e dell’educazione stanno attraversando una fase di gravi difficoltà, anche in conseguenza dei tagli consistenti esercitati a livello centrale. Compito fondamentale dell’Amministrazione sarà dunque quello di sostenere le Istituzioni Scolastiche Autonome perché migliori la qualità della formazione e dell’istruzione. Si porrà quindi attenzione all’edilizia scolastica ed ai servizi connessi alla scuola (mense, palestre, biblioteche scolastiche, trasporto, libri di testo in uso gratuito ecc.). Il Comune dovrà anche farsi carico di sostenere la rete delle scuole perché gli obiettivi raggiunti da alcune possano diventare patrimonio di tutte, valorizzando le professionalità e le competenze che già la scuola pesarese possiede. Una buona politica scolastica dovrà fare in modo che il mondo culturale e produttivo pesarese abbia a cuore la sua scuola, pertanto anche insieme con altre agenzie educative del territorio, si cercherà di elaborare un Piano dell’Offerta Formativa della città, che indichi le priorità per la formazione dei nostri ragazzi e che orienti i docenti verso progetti di particolare valore culturale da realizzare anche con l’apporto di “facilitatori”, di “esperti” esterni di grande qualità o di altre istituzioni culturali, individuate per la loro esperienza in settori specifici.

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PAOLO GRAZZI

Scritto il 29 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Sono nato a Mantova ma vivo a Pesaro da circa venticinque anni dove mi sono sposato e ho cresciuto i miei figli.
Musicista e insegnante di oboe, sono appassionato velista e amante della natura.
Mi candido per dare il mio contributo all’amministrazione di questa splendida città sui temi che riguardano la cultura e l’ambiente.
Ho aderito alla lista Città in comune perché, oltre a condividerne il progetto politico, ho apprezzato la sua apertura alla candidatura di semplici cittadini, come me, fuori dai giochi di potere, con l’unico interesse per bene comune della città e dei suoi abitanti.

Se vuoi votarmi scrivi GRAZZI a fianco il simbolo di Città in comune.

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