Articoli che riguardano ‘Sociale a Pesaro’

PROGRAMMA

Scritto il 7 maggio 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

CITTA’ IN COMUNE

Una città può essere “elencata”, può essere identificata come un catalogo di cose fatte e da fare, affrontata con pragmatismo e concretezza.
Noi scegliamo una città ”pensata”: siamo un gruppo di cittadini e cittadine, di giovani e non, che si collocano al di fuori dei partiti ma non della politica. Alcuni di noi hanno esperienza, molti vi si affacciano per la prima volta. Tutti lo facciamo con passione e con una idea di fondo.

L’idea che abbiamo in comune, e che vogliamo portare in Comune, è che la politica, soprattutto quando si tratta di amministrare, debba prevedere il disinteresse personale, l’onesta’ intellettuale, il senso della condivisione di un percorso, che una comunità intraprende, con chi di quella comunità si fa carico e con onore la rappresenta.

Ciò cui aspiriamo è restituire senso all’espressione” porsi in servizio”, “assumersi la responsabilità”, poterci risentire parte di una storia collettiva e sentirne derivare una forza individuale. Abbiamo elaborato una riflessione che si è essenzialmente fermata su tre assi, la cultura, il sociale e l’ambiente, senza pretendere di esaurire tutti gli aspetti e i problemi di Pesaro. Sono questi secondo noi i punti strategici intorno ai quali avviare un percorso di confronto e discussione, in tempi come questi in cui la politica sembra essere diventata una occasione per far carriera e le elezioni uno spot mediatico.

Questi sono tempi difficili, certo, ma possiamo provare a riscoprire la solidarietà, tornare ad essere una città che intraprende con intelligenza, che ricerca coraggiosa la bellezza. Scommettiamo sulla parte migliore di noi, non permettiamo che venga mortificato ogni possibile sogno collettivo, cerchiamo di guardare con fiducia al futuro.

IN COMUNE LA TRASPARENZA E LA CONNESSIONE
Proponiamo una città fondata su una forte rete di relazioni e di solidarietà, un governo della città intesa come cosa pubblica nelle politiche e nelle azioni. Una città che sia connessa e accessibile nello spazio fisico e nella informazione, in cui il dialogo sia una pratica e non un enunciato. Una città colta e operosa, a misura di uomini e di donne e delle loro diverse età della vita…
>> Approfondisci

IN COMUNE LA CULTURA E LA FORMAZIONE
Intendiamo la cultura come elemento di identità e di crescita collettiva, il suo ambito è vastissimo e pervade le nostre scelte di vita, la nostra quotidianità, il futuro dei nostri figli.
Una città che può offrire ai suoi cittadini, anche ai più piccoli, possibilità di accesso a forme di cultura diverse, vuol dire prima di tutto che sta costruendo cittadini consapevoli, perché la cultura è un diritto di tutti e non di pochi. E’ questa l’idea guida cui facciamo riferimento. Non può dunque mai la cultura essere ridotta a mero strumento di consenso, come non si può navigare a vista. E’ con la cultura che si cresce in pensiero e capacità critica, in curiosità intellettuale, ed è necessaria una visione di sistema e una sua collocazione strategica per lo sviluppo del territorio…
>> Approfondisci

IN COMUNE IL SOCIALE L’INTEGRAZIONE E LA SALUTE
La complessità del sistema sociale richiede un rinnovato protagonismo da parte dei Comuni nel governo delle politiche sociali. Il federalismo che ci piace è quello che rafforza il ruolo delle città (attraverso l’ANCI) nel confronto e nella contrattazione tra stato ed enti locali, al fine di ottenere le risorse necessarie per realizzare un sistema di protezione e promozione sociale per i cittadini…
>> Approfondisci

IN COMUNE LA SOSTENIBILITA
Leggere la città e il suo territorio, pensare al futuro in termini urbanistici e ambientali non può essere un progetto tecnocratico, né solo istituzionale, deve essere un esercizio di ascolto dei luoghi e degli esseri umani che quei luoghi li abitano, li vivono e li esperiscono quotidianamente. La tecnologia, la capacità amministrativa, le risorse non sono sufficienti se non vengono investite in un percorso di impegno e crescita collettiva. Quelli che proponiamo sono progetti che intrecciano sviluppo, lavoro, identità…
>> Approfondisci

IN COMUNE LA RESPONSABILITA’
Una città piena di energia. Vogliamo una città che si assume la responsabilità di risparmiare energia, ed anzi di produrre quella che le occorre senza inquinare l’ambiente. Un’energia a km zero. La tecnologia ci consente di lavorare da subito a questo obiettivo , tutta la città deve puntare in due direzioni, che sonoil risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili…
>> Approfondisci

MARCELLO SECCHIAROLI

Scritto il 1 maggio 2009 da Staff5 Commenti

Marcello SecchiaroliHo dedicato gran parte della mia vita alla città . Appassionato di una certa politica, mi sono molto impegnato nel sociale.
Sono stato assessore comunale e regionale alla Politiche sociali, oggi sono coordinatore dell’Ambito sociale di Urbino, e vicepresidente della Fondazione intitolata a Don Gaudiano. E’ a lui che devo la mia formazione e le mie scelte.

Se vuoi votarmi scrivi SECCHIAROLI a fianco il simbolo di Città in comune.

Puoi scrivere cosa pensi di me inserendo un commento più sotto.

LORENZO GUCCINI

Scritto il 28 aprile 2009 da Staff2 Commenti

Lorenzo GucciniSono nato a Pesaro nel 1980. Sono diplomato in Tecnica del Turismo e laureato in Lingue e Civiltà Orientali, curriculum di Arabistica.

La mia esperienza di lavoro con i giovani, seppure non di lunghissima data è molto intensa. Nel 2006 ho co-fondato l’associazione Vicolocorto, con la quale mi sono occupato di mobilità giovanile internazionale ed educazione non-formale, mirata soprattutto al rispetto della diversità culturale, all’anti-discriminazione ed ai diritti umani.

Durante il 2006 ed il 2007 ho sviluppato le competenze nel lavoro con i giovani partecipando a scambi internazionali giovanili e corsi di formazione sulle tematiche di identità culturale, diversità culturale, educazione ai diritti umani e metodologie di lavoro con i giovani sia in Italia che all’estero.

Nel 2007 ho svolto il servizio civile volontario presso l’ufficio Eurodesk – Europe Direct Lazio di Viterbo, nell’ambito del progetto “Europa Facile, informare per comunicare”, occupandomi di servizi informativi sulle politiche europee, specificamente politiche giovanili, di mobilità internazionale e di sviluppo rurale, e collaborando ad eventi e corsi di formazione dedicati ai giovani incentrati sulla cittadinanza europea..

Attualmente lavoro come Educatore Sociale nei centri giovani.

Mi piace il cinema e amo la musica, mia grande passione che seguo sia in modo passivo, ascoltando, che in modo attivo, suonando.

Intervista

Perchè ho deciso di candidarmi?
E’ una bella domanda, sicuramente non facile. La mia candidatura credo serva a bilanciare il senso di impotenza che provo ogni volta che penso alle condizioni attuali di questo Paese, ed in piccolo a cosa si potrebbe e si sarebbe potuto fare per questa città e non si fa o non si è fatto. Mi capita sempre di sentire le persone lamentarsi, salvo poi non fare assolutamente niente per cambiare, anche di poco, la situazione e l’ambiente in cui vivono. Io penso che sia ora che ognuno nel proprio piccolo si svegli dal torpore in cui vive e faccia qualcosa per rendere Pesaro (e la società in generale) migliore, e voglio poter dire a me stesso di aver fatto la mia piccola parte.

Perchè candidarmi proprio con la lista “Città in comune”?
In primo luogo perché il concetto di lista non partitica mi affascina; un’insieme di persone che non per forza devono essere allineate su uno stesso identico pensiero, ma che al contrario uniscono i propri diversi pensieri e le diverse concezioni di vita per dare luce a delle grandi idee è potenzialmente una grandissima forza per questa città, che ormai vive da anni in una situazione politica e sociale stagnante.
In secondo luogo ho deciso di unirmi a “Città in Comune” per l’interesse riposto nei settori che più mi affascinano e appartengono, cioè i giovani ed i migranti, con la volontà di fare realmente qualcosa per i giovani A Pesaro e non per spingerli o peggio ancora portarli FUORI DA Pesaro… ed in merito a ciò in questa lista vedo un barlume di speranza.

Che cosa amo della politica?
Sarò breve… l’opportunità di poter cambiare le cose.

Che cosa odio della politica?
Qui dovrei scrivere un trattato. In sintesi odio, nel senso più profondo del termine il servilismo, il servilismo, l’allinearsi alle idee solo per meri giochi di potere, e l’attuale mancanza di contraddittorio nella politica italiana.

Se vuoi votarmi scrivi GUCCINI a fianco il simbolo di Città in comune:
Vota Guccini

Puoi scrivere cosa pensi di me inserendo un commento più sotto.

ANDREA ZUCCHI

Scritto il 28 aprile 2009 da Staff15 Commenti

Profilo Facebook di Andrea Zucchi35 anni, sono nato e cresciuto a Pesaro.
Ho studiato al Liceo Scientifico “Marconi” e poi a Psicologia, Università di Urbino. Lavoro da oltre 10 anni nel mondo del sociale con varie esperienze da educatore nell’handicap, e di volontariato. Nel 1999 sono entrato nella grande famiglia del Centro Italiano di Solidarietà di don Gaudiano, prima nella Comunità di Via del Seminario 12, come servizio civile, e poi nella casa alloggio Villa Moscati per malati di Aids, come operatore sociale. Ed è forse proprio questo ruolo, e la continua vicininanza con gli “ultimi” della società, che ha contribuito a formare la mia coscienza politica, mostrandomi tutte le mancanze di un sistema che non mette al centro dell’attenzione i bisogni e le relazioni umane.
Fin da adolescente impegnato nell’associazionismo ambientalista, sono uno dei referenti del Gruppo di Acquisto Solidale (G.a.s.) di Pesaro.
Credo nell’attivismo civile, e sono stato promotore con il movimento di Grillo di petizioni popolari su vari temi di rilevanza sociale e ambientale per la città.

Appassionato di archeologia e viaggi (avventurosi) e di arte, ho coltivato l’inclinazione per lo sport (abbonato Scavolini dal lontano 1982!) e la musica organizzando tornei e concerti, tra i quali spicca il Tributo a George Harrison, che ripropongo ogni anno.
Sono anche tra i fondatori, con grande orgoglio, della web radio “Radio Pereira“, il cui motto è: “Resistere al brutto”.
Sogno di veder Pesaro diventare veramente una città solidale e rispettosa dell’ambiente, che sappia rinascere valorizzando il suo grande patrimonio umano, culturale e naturale, ancora oggi ingabbiato da una decennale politica incapace di tutelare il Bene Comune, distante dai cittadini e colpevolemente collusa coi poteri forti.

Intervista

Perchè ho deciso di candidarmi?
Perchè ho sempre avuto una passione per l’impegno civile e, dopo aver seguito il Consiglio Comunale da vicino per quasi due anni, vedendo come la classe politica ha ridotto a mero teatrino di decisioni già prese e di sceneggiate il luogo in cui si dovrebbe fare la politica della città, mi son ritrovato a sentirmi in dovere di provare a rompere quel sistema perverso.

Perchè candidarmi proprio con la lista “città in comune”?
Perchè son convinto che qui non sia utopia questo mio desiderio di vedere una politica diversa, libera da conflitti di interesse e da collusioni coi poteri forti e quindi centrata sul vero Bene Comune. Ne sono convinto perchè Sebastiani prima, e poi le altre persone che via via sono entrate in questo progetto, mi sono da subito parse animate da una pura voglia di fare, e non da logiche partitiche o tornaconti personali.

Che cosa amo della politica?
Specificherei che distinguo una buona politica da una cattiva politica: della prima mi piace la possibilità che fornisce di poter cimentarsi in quel bellissimo rebus che ha come risultato una città migliore.

Che cosa odio della politica?
Della cattiva politica odio che venga fatta con scopi personalistici, ed usando i mezzi più bassi che l’uomo conosca, come la calunnia, le finte promesse e le minacce.

Se vuoi votarmi scrivi ZUCCHI a fianco il simbolo di Città in comune:
Vota Zucchi

Puoi scrivere cosa pensi di me inserendo un commento più sotto.

PAOLO SEVERI

Scritto il 28 aprile 2009 da Staff7 Commenti

Se vuoi votarmi scrivi SEVERI a fianco il simbolo di Città in comune.

Paolo SeveriPesarese, 35 anni, convivo con Valeria, un cane (Giulia) e un mutuo trentennale.
Sono un barista, spesso in trasferta nel nord Italia per lavoro.

Da tre anni ho fondato un progetto sociale online che diffonde lo scambio di oggetti e servizi fra persone senza fare uso del denaro.
Gli ottimi riscontri di questa iniziativa (Rassegna stampa del progetto di Paolo) e la partecipazione ottenuta in tutta Italia testimoniano che una strada innovativa è percorribile, a favore dell’ambiente e contro l’indebitamento e gli sprechi.

L’impegno sociale è anche la mia grande passione.
Coltivo il sogno di vedere a Pesaro una politica fresca, rinnovata, che dialoga con noi cittadini e ci avvicina.

Gli interventi di Paolo:
Il software libero a Pesaro, Elezioni: dopo Obama, internet avrà un ruolo anche a Pesaro?

Intervista

Perchè ho deciso di candidarmi?
Perchè nessuno mi ha chiesto di farlo.
E’ stato naturale, un avvicinamento nato dalla condivisione di un programma che sento molto vicino.

Perchè candidarmi proprio con la lista “Città in comune”?
Perchè é seria. Si “vivono” proposte concrete e attuabili. C’è ascolto. Decidiamo insieme. Emerge passione per quello che si fa.

Che cosa amo della politica?
La politica che offre orientamento e fa scelte innovative e coraggiose. Amo chi si rende conto dei costi e sa risparmiare soldi pubblici come se fossero i propri.

Che cosa odio della politica?
Le “cricche” di quelli che stanno a sinistra col portafoglio a destra.

Paolo Severi

Se vuoi votarmi scrivi SEVERI a fianco il simbolo di Città in comune.

Il profilo di Paolo su Facebook

Puoi scrivere cosa pensi di me inserendo un commento più sotto.

ALESSANDRO NARDELLI

Scritto il 28 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Alessandro NardelliSono nato a Pesaro 41 anni fa, sono sposato e ho una figlia.
Sono Presidente della Canaan Cooperativa Sociale che gestisce la storica Comunità di Canaan che in località Apsella accoglie sin dal 1977 minori che si trovano in situazione di difficoltà e disagio.
Ricopro anche la carica di Consigliere di Amministrazione della Cooperativa Sociale denominata Campo Base che opera nel settore della produzione dell’ortofrutta biologica per l’inserimento lavorativo e sociale di persone svantaggiate.
Sin da adolscente sono sempre stato impegnato nel campo del sociale e del volontariato con varie attività ed iniziative.
All’età di 19 anni ho fatto esperienza politica in qualità di Assessore alla Sanità e alle Politche Sociali del Comune di Montelabbate.
La principale ragione che mi ha indotto a candidarmi per la lista civica Città in Comune risiede nella convinzione che solo impegnandosi direttamente e lealmente ci si metta nella condizione di contribuire a cambiare concretamente le cose per il sogno di una società e di una città i cui valori fondanti siano la solidarietà, l’equità e lo sviluppo sostenibile.

Intervista

Perchè ho deciso di candidarmi?
Perchè sono pienamente convinto circa la necessità di una
partecipazione attiva alla vita politica, indispensabile per il
sostegno concreto di valori irrininunciabili finalizzati al bene
comune ed alla salvaguardia dei diritti e della dignità della persona.

Perchè candidarmi proprio con la lista “città in comune”?
perchè sicuramente rappresenta una nuova e fresca esperienza civica
che nasce esclusivamente dall’esigenza sentita da più persone di
essere maggiormente coinvolti nel processo democratico di gestione
della politica cittadina che deve nutrirsi di valori imprescindibili e
non di interessi particolari e personali.

Che cosa amo della politica?
La possibilità di servire la comunità con vero spirito di altruismo e
lealtà.

Che cosa odio della politica?
Odio decisamente la politica che si fa servizio per il raggiungimento
di un prestigio personale, senza valori e principi, spogliata di ogni
legalità e prospettiva.

Se vuoi votarmi scrivi NARDELLI a fianco il simbolo di Città in comune.

Puoi scrivere cosa pensi di me inserendo un commento più sotto.

UN CITTADINO INTERVISTA SEBASTIANI

Scritto il 23 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Dottor Sebastiani, sono qui per farle delle domande e vedere se mi convince a votare per Lei.
Sono a sua disposizione, ma se vuole possiamo darci del tu.

Bene, ti faccio le domande che vorrei fare anche ai tuoi avversari candidati a Sindaco, anche quelle a cui il sindaco uscente Ceriscioli non risponde, come quella sul secondo casello, su cui sta cercando di non dire niente fino alle elezioni per scaricare – dopo – tutte le responsabilità su Anas e Autostrade. Ma andiamo con ordine…
Avete parlato molto di trasparenza alla presentazione del 18 aprile

Si, a partire dal nome che abbiamo scelto, “Città in comune”, che è già un programma: una città che si ritrova insieme per amministrare la cosa pubblica in piena trasparenza, questo ci sta molto a cuore perché dove c’è trasparenza ci sono anche democrazia, partecipazione, solidarietà. Aggiungo che per noi la trasparenza è un tutt’uno con la connettività…

Connettività? spiegati meglio.
Abbiamo messo al primo punto dei nostri intenti la connettività, perché occorre creare un circolo virtuoso che preveda da un lato la facilitazione all’accesso a internet (con il collegamento comunale gratuito e relativa possibilità di uso anche per le telefonate gratuite di Skype) e dall’altro (il Comune) un protocollo che l’istituzione a pubblicare tutti gli atti pubblici di Giunta e Consiglio Comunale. La Regione Emilia Romagna lo fa già. Perché noi no?

A proposito, cosa proponete per il funzionamento della macchina comunale?
Sei Assessori, nessun portavoce, nessun portaborse. Per una città di 90.000 abitanti sono più che sufficienti. Quelli in più sono solo una spesa inutile della politica ed il frutto delle spartizioni di potere.

La vostra posizione su inerti e polveri al porto?
Semplice: no allo scarico degli inerti al porto di Pesaro.
Ne approfitto per condannare le minacce telefoniche, vigliacche e anonime che sono arrivate in questi giorni ad Anna Maria Sartini, che lotta stoicamente da anni per eliminare l’inquinante trasporto degli inerti al porto.
Alla Sig.ra Sartini esprimiamo non solo solidarietà ma anche il pieno appoggio nella sua battaglia per la salute dei residenti del porto. La sua lotta è anche la nostra.

Come vedete la questione su cui Ceriscioli si nasconde, il nuovo casello?
Purtroppo a Pesaro costruire un secondo casello è diventato impossibile per mancanza di spazio. La scriteriata politica urbanistica degli ultimi 10 anni, con Ceriscioli assessore all’urbanistica o sindaco, ha esasperatamente infittito di case le zone che potevano essere adatte e ora manca il posto per metterci un casello senza farlo troppo a ridosso degli abitati.
Di conseguenza, l’unica prospettiva percorribile – non entusiasmante, ma la meno impattante sulle persone – è quella di chiedere ad Anas e Autostrade una contropartita con cui adattare la strada verso Fenile che diventerà così una sorta di Fano nord/Pesaro Sud. Anche quella delle contropartite è una critica da fare alla amministrazione. Le città romagnole lungo le via Emilia hanno avuto come contropartite la costruzione delle tangenziali mentre noi per incompetenza amministrativa o altro abbiamo dovuto vendere Aspes per poter fare l’interquartieri. E nessuna battaglia è stata fatta per avere l’arretramento dell’autostrada.

Torniamo al porto, per quanto riguarda quello turistico e commerciale?
Un porto turistico megagalattico di 500 posi barca è una assurdità che devasterebbe inutilmente l’ambiente e finirebbe per essere un corpo estraneo fuori contesto.
Ma c’è anche il porto turistico della Vallugola: sarebbe uno scandalo se in un ambiente naturalistico di protezione si cementificasse in mare ed in terra.
No alla romagnalizzazione della Vallugola.

La vicenda della Pala del Bellini? Che hai da dire?
Pesaro ha perso una formidabile occasione di rilancio turistico ed economico con il fallimento della sistemazione della pala del Bellini ai Musei Civici. Avremmo potuto creare un tour per i turisti che da Urbino (mostra di Raffaello) li avrebbe portati a Pesaro a vedere la meraviglia ammirata dai romani nella mostra “storica” allestita alle Scuderie del Quirinale. E invece è andato perduto un forte contributo della Osram per avere finalmente un’illuminazione adeguata e si è persa e la possibilità di portare a Pesaro la cimasa. Il tutto per l’incompetenza dei responsabili politici e amministrativi. Un fallimento totale, se si pensa che l’allestimento, grazie alle sponsorizzazioni citate avrebbe avuto un costo poco superiore a quello che è costato un altro orrore, la sepoltura della Domus di Piazza Matteotti.

Bellini, Cultura, passo breve.
Vogliamo recuperare e valorizzazione il patrimonio dei Musei (Civici, Oliveriano) e restituire alla città l’eredità pubblica della Marchesa Toschi-Mosca (la sua casa museo). Quello che è stato fatto con Rossini va fatto anche con questa nobile (in senso proletario) donna. Ma non solo. Parola chiave: svelare, non sotterrare.

Come la vedi la questione del centro e della sua sofferenza?
E’ fin troppo evidente che il centro, ma anche il mare, è stato abbandonato per troppo tempo a vantaggio degli altri quartieri. Lo stato degli Orti Giuli ne è l’esempio più lampante. In attesa della fine della vicenda giudiziaria del bar (anche qui spropositato) non si è fatto nulla. Si è pensato di rivitalizzare il centro con le stradomeniche (facilissimo) e non si è fatto nulla per la quotidianità (molto più difficile).
I giardini della Palla di Pomodoro sono anch’essi abbandonati e manca un progetto complessivo di riqualificazione del salotto a mare della città. La Palla stessa, simbolo di Pesaro è coperta per tutta l’estate dal palco per spettacoli di terz’ordine.
Proponiamo quindi una attenta riqualificazione urbanistica del centro e della zona mare compatibile con l’ambiente e senza stravolgimenti stravaganti.

Questione delicata… la sanità.
Non vogliamo salutifici privati, ma un servizio sanitario a direzione e progettualità pubblica. Vogliamo rafforzare la prevenzione, i servizi sul territorio, la riabilitazione accanto alle strutture d’eccellenza e recuperare il ruolo del Comune nel governo del sistema sanitario ridimensionando il centralismo regionale.
Spingiamo per la messa a regime dell’unificazione funzionale degli ospedali di Pesaro e Fano proposta dal sottoscritto circa diciotto anni fa, mentre siamo contrari anche a ogni ipotesi di ospedale nuovo. Questo sarà argomento naturale in un futuro quando l’unificazione funzionale sarà stata digerita.

Per il welfare cosa farete?
Non abbiamo volutamente usato la parola welfare, ma l’italianissimo e comprensibile termine di “sociale”. Vogliamo mettere la persona e la famiglia – ed in particolare le donne – al centro di una rete di servizi che vanno riconvertiti verso risposte più adeguate ai nuovi bisogni che stanno emergendo, sempre più urgenti in questo periodo di crisi. Voglio ribadire che tutto questo non dovrà subire tagli di risorse.

Volete parlare ai giovani, avete fatto molti sforzi in questo senso con il sito internet.
Per i giovani abbiamo un’attenzione particolare, è necessario uno scatto da parte di tutti, la loro vitalità non può essere considerata un disturbo da reprimere ma un valore da esprimere nell’ambito del tessuto culturale ed urbanistico della città. Il nostro progetto per loro si chiama non a caso RAGAZZI IN CITTA’.

Siamo alla fine, magari tornerò a trovarti se mi venissero altre curiosità, nel frattempo ti dirò che mi è piaciuta lo spirito con cui hai risposto, uno spirito che guarda al bene comune. Si è confermata la sensazione di freschezza che ho respirato alla presentazione della vostra lista civica, l’impressione di avere a che fare con gente lontana da interessi personali e dalle logiche del voto di scambio. Grazie.

Perchè il sociale non è solo assistenza

Scritto il 16 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Sociale a Pesaro

INTENZIONI

Scritto il 2 aprile 2009 da StaffScrivi tu il primo commento

Città in comune nasce dal desiderio di portare un valore aggiunto alle prossime elezioni comunali del 2009 arricchendo il confronto sul presente e sul futuro di Pesaro. Questa lista civica è fatta di cittadine e cittadini che hanno a cuore la nostra città, convinti che se ci si interessa a se stessi e agli altri, la comunità si rafforza e si arricchisce. Intendiamo fare una proposta diversa a tutti coloro che oggi a Pesaro avvertono le difficoltà del rapporto fra cittadini e rappresentanti politici e vogliono riflettere sulla politica e impegnarsi con responsabilità e partecipazione per la centralità dei diritti, primo fra tutti quello di cittadinanza.

La connessione non è un lusso.
E’ trasparenza e diritti.

Proponiamo un’idea di città fondata su una forte rete di relazioni e di solidarietà, un governo della città intesa come “cosa pubblica” nelle politiche e nelle azioni, con un’organizzazione della macchina comunale fondata sulla responsabilità, sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione e sulla valorizzazione delle persone, a questo proposito vogliamo anche investire sulle tecnologie dell’amministrazione e portare la connessione (internet) gratuita in tutte le case per facilitare l’accesso agli atti e ai servizi.
In tema di trasparenza intendiamo pubblicare sul sito del Comune tutti gli atti pubblici di di Giunta e Consiglio Comunale.

Il lavoro non è solo prestazione.
E’ identità personale e sociale.

La crisi che stiamo vivendo impone di assumere la perdita del lavoro come questione prioritario.
La disoccupazione è un male sociale fonte di frustrazione e disgregazione. Per questo il Comune deve farsi parte attiva per individuare risorse ed opportunità di lavoro coordinando la rete della produzione e dei servizi. La crisi sia anche l’occasione per rendere trasparenti le assunzioni e snellire la burocrazia.

La cultura non è inaugurazioni con rinfresco.
E’ memoria e crescita collettiva.

Pensiamo la cultura come elemento di identità, di costruzione di rapporti umani. Mettiamo educazione ed espressione al centro degli interessi della comunità perché vogliamo che diventino fattori di coesione e crescita. Pensiamo alla città e al suo patrimonio storico, culturale, urbano, come a un bene da mettere a disposizione di tutti con una speciale attenzione alle giovani generazioni e alle espressioni del “nuovo” di cui sono portatrici insieme con le realtà culturali di base.

Il sociale non è assistenza.
E’ una rete di opportunità e integrazioni.

Pensiamo a una rete di servizi che metta al centro la persona e la famiglia, conciliando i tempi di vita e lavoro, in particolare delle donne, sulle quali grava la cura degli anziani, dei disabili e dei minori.
Intendiamo riconvertire parte della rete dei servizi verso risposte più adeguate a questi bisogni, rivalutando anche il ruolo della cooperazione e del volontariato, tutto questo senza tagli delle risorse. Prevediamo anche interventi innovativi per tossicodipendenze, immigrazione, emergenza casa.

La salute non è una merce.
E’ un diritto.

Vogliamo un servizio sanitario a direzione e progettualità pubblica che abbia il fine di potenziare la propria offerta avvalendosi – solo dove necessario – di una integrazione privata in modo da eliminare lo scandalo delle liste di attesa chilometriche. Non si può trasformare la salute in un consumo sottoposto alle regole del mercato. Vogliamo rafforzare la prevenzione, i servizi sul territorio e la riabilitazione accanto alle strutture d’eccellenza e recuperare il ruolo del comune nel governo del sistema sanitario ridimensionando il centralismo regionale.

La sicurezza non è roba da sceriffi.
E’ giustizia e responsabilità.

La sicurezza deriva dalla educazione e dall’esercizio della legalità e del senso di responsabilità e non si fa con le ronde e gli assessori sceriffi tanto più oggi di fronte ai sempre più frequenti episodi di violenza sulle donne.
Le risposte al disagio sociale e la sfida dell’integrazione devono essere ispirate a principi di giustizia, accoglienza e contare l’impegno di tutti contro il degrado urbano nella cura degli spazi collettivi .

L’energia (e la mondezza) non è da buttare.
E’ da risparmiare, ri-usare, ri-ciclare.

Pensiamo la cura dell’ambiente come responsabilità di ciascuno insieme agli altri, e come un patto condiviso nel rispetto delle regole. Intendiamo sostenere ogni iniziativa capace di ridurre i danni all’ambiente che sempre più frequentemente ricadono sull’uomo sotto le forme più diverse.

L’urbanistica non è costruire.
E’ partecipazione e tutela.

Intendiamo progettare il territorio della città mettendo al centro l’importanza dello spazio e dei luoghi pubblici e la tutela del territorio rimasto libero da cemento sul modello delle città europee. Ogni scelta urbanistica impegna la città per secoli e richiede attenzione ed etica perché come recita l’adagio degli indiani d’America: “la terra non ci è data in eredità dai nostri genitori ma in prestito dai nostri figli.”

Il decentramento non è burocrazia.
E’ partecipazione.

Vogliamo restituire ai cittadini la vita e gli spazi del proprio quartiere a partire dalle sedi delle circoscrizioni.

I ragazzi e le ragazze non sono un problema.
Sono il battito vitale della città.

Nel corso degli ultimi vent’anni abbiamo assisto alla espulsione dei ragazzi dal centro, una zona ormai tristemente desolata. La loro vitalità non è un disturbo da reprimere ma un valore da esprimere nell’ambito del tessuto culturale e urbanistico della città.
Noi vogliamo creare nuove e sane occasioni di espressione e relazione.

Il futuro non è una trappola.
E’ un’occasione.

Vogliamo ragionare insieme sul medio e lungo periodo per generare cambiamenti invece che subirli, basandoci sul ruolo fondamentale della scuola. La scuola non è un’arida agenzia formativa ma il luogo che favorisce scambi, convivenze fra cittadini di diverse esperienze abilità, culture. E’ il luogo in cui si fondano le basi delle vicende personali e collettive. In questo quadro spetta al Comune costruire e coordinare la rete delle scuole collegandola alla evoluzione e crescita della Comunità locale.