Ancora tu?
Scritto il 11 giugno 2009 da Andrea Marzi – 8 CommentiMa non dovevamo vederci più?
“Ieri mi sono accorto che andavo in giro camminando a testa alta nonostante il risultato delle elezioni”. Questo mi diceva oggi Vanny Rosso, responsabile del funzionamento di questo sito.
Ti capisco Vanny, perché mai dovresti vergognarti? Siamo rimasti noi stessi, senza giravolte e siamo ancora convinti della dignità e dell’amore che animava le nostre proposte per Pesaro. Perché non andare a testa alta? Sono i ladri, i pedofili e i farabutti che si devono vergognare, non le persone per bene. Perdere non è di per sè un disonore.
La notizia di questi giorni è che a Pesaro – a differenza del resto delle Marche dove ha subito un tracollo epocale – il Pd ha sostanzialmente tenuto consentendo a Ceriscioli una riconferma pur con una erosione significativa rispetto alle elezioni precedenti. Anzi, il suo risultato suona pure più rotondo rispetto al suo collega Ricci, più forte e accreditato alla vigilia.
Il verdetto di queste elezioni comunali sembra il seguente: a Pesaro si vive bene (“Vivi Pesaro” ha ottenuto un buon successo anche se definirla “lista civica” è ridicolo, con i suoi uomini di partito più o meno trasparenti e riciclati) e tutto deve rimanere com’è o meglio, tutto deve continuare ad andare nella direzione presa con Giovanelli prima e con Ceriscioli poi, all’insegna di una pianificazione urbana col modello “a fem cum ce per ma noiatre” tanto caro ai boss locali del mattone (oltre allo scempio di Porta Ovest, segnalo che andando a trovare un amico a Novilara ho trovato nuovi incredibili sbancamenti sulle colline per altre velenose edificazioni). In questo senso la strada sbancata come se niente fosse dai russi sul San Bartolo assume il ruolo di tragica metafora.
Avremo, ancora e di più, notti bianche gialle e blu (nota la rima please) per tutti i gusti, e poi una valorizzazione del patrimonio culturale e umano della città fatta con un entusiasmo pari a zero e risultati conseguenti sul turismo. Ancora, la qualità dell’aria continuerà a non essere importante come quella della vita dei nuovi quartieri sorti senza un verso urbanistico, con case-caserme e senza piazze. Cosa ci riserverà ora la vocazione cementizia del nuovo-vecchio sindaco. Grazie anche all’occasione del nuovo porto, egli non farà mancare un sacco di cemento a ciascun pesarese, neanche (grazie!) a quelli che non lo hanno votato. Ma si sa, la generosità e la fortuna non guardano in faccia a nessuno.
Diciamo la verità, mai come in queste elezioni ci sono state proposte di cambiamento ampie e accreditate, ma nessuna, al di là del risultato deludente della nostra lista, ha saputo generare – noi per primi – un cambiamento di rotta. Anche il risultato di Mascioni, per quanto non trascurabile nei numeri assoluti, risulta deludente rispetto alle premesse.
Quindi dobbiamo prendere atto che le elezioni hanno premiato Ceriscioli, infatti confrontando i dati si nota che molti hanno votato Lega o Pdl alle europee e alle provinciali, ma alle comunali hanno votato Ceriscioli e Pd.
Due considerazioni a livello di preferenze e una generale,
la prima riguarda il confronto fra due liste che avevano elementi di analogia nel programma, cioè Città in comune e lista Grillo.
Città in comune ha raccolto ben 687 voti di preferenza sui 1143 totali (2,11%) cioè più della metà, mentre la lista Grillo ha preso un sesto di preferenze sui voti totali, cioè 316 voti di preferenza su 1845 (3,41%). Un chiaro segno dell’importanza dell’amplificazione dei media e dell’icona nazionale, con 5 elettori su 6 della lista Grillo che sembrano aver votato lui più che i rappresentanti locali. Andrea Zucchi ha avuto la palma del più votato della lista Città in comune con 141 preferenze che sono molte di più – curiosità statistica – di quelle che hanno premiato il nuovo vice sindaco Catalano, mentre il più votato dei candidati di Grillo ha raccolto 60 preferenze.
L’altra considerazione è il lusinghiero successo nella sfida interna al Pd del consigliere Andrea Biancani che ha stravinto con 540 preferenze la spietata competizione con gli altri ambiziosi avversari, primo fra tutti Luca Pieri, protagonista di una sconfitta inaspettata anche se con un buon risultato assoluto.
Con questo risultato Biancani si propone non solo come titolare di un assessorato importante ma guadagna la prima fila come candidato sindaco Pd nel 2014.
Infine segnaliamo il sospetto che la nostra lista, pur non ottenendo neppure un rappresentante in consiglio comunale, abbia avuto – nostro malgrado – il merito di spingere le forze politiche tradizionalmente al potere a ricompattarsi di fronte al rischio di un sommovimento profondo che aleggiava nei mesi scorsi. Come spiegare diversamente le decine di telefonate ricevute per mesi da Sebastiani e Secchiaroli da parte dei vertici del partito? E l’estenuante incertezza di Rifondazione fino all’abbraccio finale con Luca? E le capriole da sinistra a destra e ritorno dei Liberi?
I motivi del nostro insuccesso (ma sarà proprio questa la parola?) sono numerosi, proviamo a buttarli giù a caso:
- Abbiamo fatto importanti errori di valutazione e di comunicazione
- Abbiamo pagato l’inesperienza della stragrande maggioranza degli attivi
- Non abbiamo avuto sufficiente forza lavoro per una adeguata organizzazione
- Due mesi fa Pesaro sembrava popolata di insoddisfatti (o peggio) della gestione Ceriscioli, tali insoddisfatti sono evaporati di colpo il 6 giugno.
- Il Pd ha fatto una mossa molto furba ed efficace con l’attivazione delle liste civetta e con la cooptazione e lo smercio preventivo delle poltrone (vedi Catalano arruolata al volo in cambio della poltrona di vicesindaco). Questo, insieme alla presenza della lista Grillo (con visita pesarese del comico) e della Rosa, ha finito per toglierci gran parte dell’acqua nella quale la nostra proposta poteva nuotare.
- Infine, da numerose segnalazioni e incroci che abbiamo fatto pare che manchino molte decine, forse centinaia, di voti di preferenza. Non si tratta di brogli, ma di incompetenza, superficialità e forse stanchezza degli addetti. Anche qui si tratta di forze e di organizzazione, se avessimo potuto mettere un cane da guardia in ogni seggio… il Pd certo di questi problemi non ne ha avuti…
Di fronte a tutto questo penso ai partigiani morti per darci la possibilità di votare. E mi sento male.
Tornando ai numeri che risultano ufficialmente, la delusione per il risultato della nostra lista civica (“Città in comune” non sarà stato un nome troppo osé?) è mitigata dalla consapevolezza che tutti quanti coloro che si sono spesi in questa avventura lo hanno fatto con un sincero spirito di servizio e nessuno può avere nulla da rimproverarsi.
Stiamo già ragionando sul futuro per non disperdere quel patrimonio umano ricco e variegato che ha saputo trovare un senso come gruppo.
Contiamo che coloro che ci hanno votato e vogliano avvicinarsi alla attività e programmazione delle prossime iniziative della associazione Città in comune ci contattino a questo indirizzo: info@cittaincomune.it
In ogni caso, grazie a tutti!
“Ieri mi sono accorto che andavo in giro camminando a testa alta nonostante il risultato delle elezioni”…
Sono i ladri, i pedofili e i farabutti che si devono vergognare…
Andrea Marzi
