IN COMUNE IL SOCIALE L’INTEGRAZIONE E LA SALUTE
La complessità del sistema sociale richiede un rinnovato protagonismo da parte dei Comuni nel governo delle politiche sociali. Il federalismo che ci piace è quello che rafforza il ruolo delle città (attraverso l’ANCI) nel confronto e nella contrattazione tra stato ed enti locali, al fine di ottenere le risorse necessarie per realizzare un sistema di protezione e promozione sociale per i cittadini.
Soluzioni efficaci e rigorose si possono ottenere attraverso un più fluido e coordinato rapporto con altre istituzioni, come Regione e Provincia riconoscendo al Comune un ruolo centrale nella progettazione del proprio modello sociale, che deve svilupparsi e integrarsi con le altre istituzioni e realtà sociali, culturali, economiche , ambientali presenti nella città.
Dobbiamo affrontare il tema degli immigrati come una risorsa, a loro vogliamo offrire uguaglianza di diritti,opportunità, integrazione , uniche condizioni per avere qui con noi nuovi cittadini. Attenzione, rispetto ed interesse reciproci sono gli elementi imprescindibili per una convivenza, per una società multiculturale e multietnica che si sta realizzando e nella quale dobbiamo saperci riconoscere: l’ascolto dello straniero è una premessa per costruire la pace.
Dobbiamo affrontare nuove forme di disagio sociale, non solo rappresentato da chi vive in stato di indigenza,di devianza o dipendenza ma anche da chi vive la difficoltà di accettare singoli o gruppi che appaiono diversi e minacciosi (c’è oggi una profondo disagio riguardo il futuro, che appare carico di incertezze). La rassicurazione viene cercata nelle forze dell’ordine, e le risposte sono rassicuranti se vengono da autorità forti e se sono immediate: noi crediamo che si debba accogliere il disagio collegato alla percezione di insicurezza dilagante e contagiosa, non crediamo però alle ronde , per noi i problemi sociali non devono essere trasformati in problemi di ordine pubblico. E’ necessario invece reinterpretare i servizi, elaborare un nuovo modello che passi dallo svolgimento di interventi individuali ad un “lavoro sociale” nel “sociale”.
Per noi la famiglia è al centro delle politiche e delle azioni, poiché essa è il luogo più importante nella vita delle persone, siano essi bambini, giovani, adulti ed anziani; riteniamo debba essere destinataria di forti politiche di sostegno, non solo di tipo economico ma anche sociali, educative e di accompagnamento nei percorsi di aiuto in un’ottica di semplificazione e abbattimento della burocrazia .
Prioritario è il problema delle tariffe , che vanno ridotte a nuclei familiari in difficoltà, è necessario per questo costituire un FondoFamiglia cui siano destinati gli utili che il Comune incassa dall’Azienda provinciale Multiservizi, modulato ed articolato sui diversi livelli, difficoltà e bisogni.
Progetti
- Fondazione per la famiglia. Per sostenere le politiche familiari e i servizi ad essa dedicati, intendiamo proporre la nascita di una “Fondazione per la famiglia” con la partecipazione di altre istituzioni quali Arcidiocesi, Provincia, Regione, Fondazione Cassa di Risparmio ed altri Istituti Bancari con il compito di promuovere azioni di sostegno al reddito per le famiglie, che si trovano in situazione di bisogno anche temporaneo, e di supporto al Comune nella realizzazione di servizi innovativi a sostegno delle politiche familiari. Proponiamo un impegno del Comune nell’avviare la ristrutturazione degli edifici di proprietà comunale e non, con particolare attenzione al Centro della città, al fine di destinarli ad uso economico popolare e per gli anziani in difficoltà. Coinvolgeremo maggiormente Regione e Provincia nel reperimento di fondi da utilizzare per alloggi a canone concordato e come buoni per giovani coppie che hanno acquistato casa negli ultimi due anni e che oggi, purtroppo, si trovano in gravi difficoltà.
- Terza età. Una nuova generazione sta avanzando: è quella dei grandi vecchi , si vive più a lungo ma le condizioni di vita sono peggiori .Occorre un piano d’azione articolato e completo nella risposta ai diversi bisogni delle persone anziane. Prioritario è rispondere al bisogno di relazione per allontanare la solitudine. Occorre ampliare , integrare e, se possibile, unificare i servizi domiciliari ( ADI e SAD) per persone sole e non autosufficienti, forniti dal Comune e dall’ASL, affinché vi sia un unico progetto assistenziale personalizzato, e una unica figura di riferimento per l’anziano con il compito di organizzare il sistema di protezione e di attivare tutte le risorse necessarie al percorso di aiuto. Per quanto concerne il tema delle residenze per gli anziani è necessaria una maggiore programmazione che copra il futuro sviluppo della “non autosufficienza” sul territorio. Intendiamo anche estendere a tutta la città quei progetti virtuosi che permettono ad anziani e disabili di ricevere la spesa, il farmaco, i libri a domicilio, attraverso un sempre più organico coinvolgimento dei diverse strutture e delle organizzazioni di volontariato.
- Disabilità. La nostra città ha una ricca rete di strutture per disabili sia diurne che residenziali Tuttavia, negli anni, sono cambiate le necessità dei disabili inseriti in tali strutture e sono cambiati anche i bisogni delle famiglie. E’ quindi necessario riconvertire questa rete, rivisitarla e adeguarla alle nuove necessità. Vanno previste strutture differenziate più flessibili e omogenee nell’ offerta educativa e assistenziale (con particolare attenzione per i centri diurni) favorendo anche un maggior coinvolgimento delle famiglie dei disabili.
- Emergenza educativa. Proponiamo il rilancio e il rafforzamento dell’attività dei Consultori a sostegno della genitorialità e delle attività di prevenzione delle diverse dipendenze (alcool, droga ecc.) Il Consultorio può diventare un punto di riferimento, una struttura vicina, amica, con diverse figure professionali, dagli psicologi, agli educatori, dal mediatore familiare all’assistente sociale, e potrà essere presente in ogni quartiere, utilizzando le sedi delle Circoscrizioni.
- Lavoro. Il Comune può fare molto per favorire nuove possibilità, per nuove iniziative. Proponiamo un nuovo Incubatore di Impresa che vedrà insieme sia coloro che hanno perso il lavoro e coloro che ancora non lavorano, mettendo insieme esperienza e capacità innovativa. Il Comune metterà a disposizione capannoni dismessi e li assegnerà in affitto gratuito per 5 anni.
- Tempi di vita. All’interno della famiglia un ruolo fondamentale viene svolto dalle donne ; su di loro ricade gran parte del lavoro di cura, perciò è importante sviluppare efficaci politiche di conciliazione come, ad esempio, un potenziamento della rete degli asili nido con forme anche nuove di flessibilità, asili nido condominiali, asili aziendali o forme di “babysitteraggio” di caseggiato regolamentati dal Comune, al fine di conciliare, soprattutto per la donna, i tempi lavoro-casa. Ma la qualità della vita nelle sue diverse età interessa tutti i cittadini e si misura alla scala della nostra vita quotidiana, riguarda la prestazione dei servizi pubblici e privati e l’aspetto fisico della città.
- Scuola e integrazione. Il problema della conoscenza della lingua italiana riguarda soprattutto i figli di immigrati, che arrivano in Italia in un’età compresa tra i 9 e i 14 anni e che devono inserirsi in un contesto scolastico dove spesso diventano oggetto di discriminazione anche per la non conoscenza della lingua. E’ necessario favorire la loro integrazione nell’ambiente scolastico, promuovendo molteplici iniziative. Ad esempio, un concorso fra le varie scuole cittadine, che preveda la presentazione di progetti riguardanti la cultura del gruppo etnico più rappresentato in ciascuna scuola, permetterà ai bambini e ragazzi italiani di venire a conoscenza di un’altra cultura e di un’altra lingua, e ai ragazzi stranieri di diventare protagonisti, in positivo, di un evento cittadino.
- Biblioteche Per favorire l’integrazione e la socializzazione delle famiglie o dei singoli individui, riteniamo molto importante rafforzare il ruolo interculturale delle biblioteche della città con il supporto dei mediatori linguistici e dotarle di testi appartenenti alle diverse etnie. E’ importante realizzare progetti che includano e integrino gli utenti stranieri che parlano poco o nulla l’italiano; così pure gli immigrati non ancora del tutto stabilizzati, i bambini nati in Italia ma figli di genitori immigrati o di coppie miste formate da un genitore italiano e altro straniero, o ancora ex-emigrati italiani rientrati in patria dopo un lungo soggiorno all’estero. E’ necessario promuovere , all’interno di queste strutture, iniziative culturali per favorirne la frequentazione, ma non solo; dobbiamo operare perché divengano un centro di scambio culturale con tutta la città e aprirle al confronto trasversale con altri enti competenti o attivi nel territorio comunale. L’idea guida è costituita dalla identità di biblioteca pubblica come luogo di integrazione culturale, di dialogo fra le diverse culture, di interesse per l’altro nel segno della promozione della pace.
- Badanti Innanzitutto va sottolineato che le/i badanti sono una grande risorsa dal punto di vista sociale ,dal momento che svolgono un lavoro impegnativo e necessario per venire incontro alle esigenze delle persone anziane e delle loro famiglie. Per questo si rende necessario non solo semplificare le procedure che portano alla loro regolarizzazione, ma anche istituire,da parte del Comune , dei corsi di preparazione all’assistenza degli anziani comprensivi anche di insegnamento della lingua italiana, conoscenza questa indispensabile perché avvenga una piena comunicazione e un dialogo. Si rende sempre più inderogabile la definizione di un registro delle/dei badanti.
- La salute. Vogliamo un servizio sanitario a direzione e progettualità pubblica che abbia il fine di potenziare la propria offerta avvalendosi, solo dove è necessario, di una integrazione privata, in modo di eliminare lo scandalo delle liste di attesa chilometriche. Non si può più trasformare la salute in un consumo sottoposto alle regole del mercato. Vogliamo rafforzare la prevenzione, i servizi sul territorio e la riabilitazione e recuperare il ruolo del Comune nel governo del sistema sanitario ridimensionando il centralismo regionale. Che cosa interessa i cittadini in merito alla propria salute e alla cura? Nel campo dei servizi ospedalieri avere tecnologie all’avanguardia, operatori sanitari di riconosciuta capacità, ed un ambiente fortemente attento ai bisogni relazionali ed esistenziali della persona. Il progetto degli Ospedali Riuniti Marche Nord della Regione Marche è un passaggio importante di quel percorso nel quale avevamo creduto per primi, e fin dai primi anni 90. Corrisponde alla visione di città metropolitana Pesaro-Fano cui pensiamo anche in termini di mobilità extraurbana. Saranno necessari un forte investimento di risorse economiche, un presidio forte, non localistico, dei territori e delle istituzioni. In questo momento è il passaggio strategico; costituisce la base per un lavoro in comune delle due città su un tema fondamentale come la salute, lavoro che non può essere compromesso da nessuna fuga in avanti. Un ospedale nuovo e la sua ubicazione saranno solo il punto di arrivo di questo processo di integrazione.
A questa operazione dovrà corrispondere una profonda innovazione delle politiche sociosanitarie territoriali, che svolgono una funzione di prevenzione molto importante : il dibattito sull’Ospedale di quest’ultimo decennio le ha messe in ombra e devono conoscere un rilancio, si impone un modello diverso che eviti le sovrapposizioni di servizi gestiti anche dal Comune, come nel caso dei disabili o degli anziani. In tema di prevenzione nuove problematiche si sono presentate e queste richiedono nuove risposte. Un centro di sorveglianza per la terapia anticoagulante è di fondamentale importanza per il monitoraggio di malattie cardiovascolari e non, oggi sempre più frequenti.
