INTENZIONI
Città in comune nasce dal desiderio di portare un valore aggiunto alle prossime elezioni comunali del 2009 arricchendo il confronto sul presente e sul futuro di Pesaro. Questa lista civica è fatta di cittadine e cittadini che hanno a cuore la nostra città, convinti che se ci si interessa a se stessi e agli altri, la comunità si rafforza e si arricchisce. Intendiamo fare una proposta diversa a tutti coloro che oggi a Pesaro avvertono le difficoltà del rapporto fra cittadini e rappresentanti politici e vogliono riflettere sulla politica e impegnarsi con responsabilità e partecipazione per la centralità dei diritti, primo fra tutti quello di cittadinanza.
La connessione non è un lusso.
E’ trasparenza e diritti.
Proponiamo un’idea di città fondata su una forte rete di relazioni e di solidarietà, un governo della città intesa come “cosa pubblica” nelle politiche e nelle azioni, con un’organizzazione della macchina comunale fondata sulla responsabilità, sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione e sulla valorizzazione delle persone, a questo proposito vogliamo anche investire sulle tecnologie dell’amministrazione e portare la connessione (internet) gratuita in tutte le case per facilitare l’accesso agli atti e ai servizi.
In tema di trasparenza intendiamo pubblicare sul sito del Comune tutti gli atti pubblici di di Giunta e Consiglio Comunale.
Il lavoro non è solo prestazione.
E’ identità personale e sociale.
La crisi che stiamo vivendo impone di assumere la perdita del lavoro come questione prioritario.
La disoccupazione è un male sociale fonte di frustrazione e disgregazione. Per questo il Comune deve farsi parte attiva per individuare risorse ed opportunità di lavoro coordinando la rete della produzione e dei servizi. La crisi sia anche l’occasione per rendere trasparenti le assunzioni e snellire la burocrazia.
La cultura non è inaugurazioni con rinfresco.
E’ memoria e crescita collettiva.
Pensiamo la cultura come elemento di identità, di costruzione di rapporti umani. Mettiamo educazione ed espressione al centro degli interessi della comunità perché vogliamo che diventino fattori di coesione e crescita. Pensiamo alla città e al suo patrimonio storico, culturale, urbano, come a un bene da mettere a disposizione di tutti con una speciale attenzione alle giovani generazioni e alle espressioni del “nuovo” di cui sono portatrici insieme con le realtà culturali di base.
Il sociale non è assistenza.
E’ una rete di opportunità e integrazioni.
Pensiamo a una rete di servizi che metta al centro la persona e la famiglia, conciliando i tempi di vita e lavoro, in particolare delle donne, sulle quali grava la cura degli anziani, dei disabili e dei minori.
Intendiamo riconvertire parte della rete dei servizi verso risposte più adeguate a questi bisogni, rivalutando anche il ruolo della cooperazione e del volontariato, tutto questo senza tagli delle risorse. Prevediamo anche interventi innovativi per tossicodipendenze, immigrazione, emergenza casa.
La salute non è una merce.
E’ un diritto.
Vogliamo un servizio sanitario a direzione e progettualità pubblica che abbia il fine di potenziare la propria offerta avvalendosi – solo dove necessario – di una integrazione privata in modo da eliminare lo scandalo delle liste di attesa chilometriche. Non si può trasformare la salute in un consumo sottoposto alle regole del mercato. Vogliamo rafforzare la prevenzione, i servizi sul territorio e la riabilitazione accanto alle strutture d’eccellenza e recuperare il ruolo del comune nel governo del sistema sanitario ridimensionando il centralismo regionale.
La sicurezza non è roba da sceriffi.
E’ giustizia e responsabilità.
La sicurezza deriva dalla educazione e dall’esercizio della legalità e del senso di responsabilità e non si fa con le ronde e gli assessori sceriffi tanto più oggi di fronte ai sempre più frequenti episodi di violenza sulle donne.
Le risposte al disagio sociale e la sfida dell’integrazione devono essere ispirate a principi di giustizia, accoglienza e contare l’impegno di tutti contro il degrado urbano nella cura degli spazi collettivi .
L’energia (e la mondezza) non è da buttare.
E’ da risparmiare, ri-usare, ri-ciclare.
Pensiamo la cura dell’ambiente come responsabilità di ciascuno insieme agli altri, e come un patto condiviso nel rispetto delle regole. Intendiamo sostenere ogni iniziativa capace di ridurre i danni all’ambiente che sempre più frequentemente ricadono sull’uomo sotto le forme più diverse.
L’urbanistica non è costruire.
E’ partecipazione e tutela.
Intendiamo progettare il territorio della città mettendo al centro l’importanza dello spazio e dei luoghi pubblici e la tutela del territorio rimasto libero da cemento sul modello delle città europee. Ogni scelta urbanistica impegna la città per secoli e richiede attenzione ed etica perché come recita l’adagio degli indiani d’America: “la terra non ci è data in eredità dai nostri genitori ma in prestito dai nostri figli.”
Il decentramento non è burocrazia.
E’ partecipazione.
Vogliamo restituire ai cittadini la vita e gli spazi del proprio quartiere a partire dalle sedi delle circoscrizioni.
I ragazzi e le ragazze non sono un problema.
Sono il battito vitale della città.
Nel corso degli ultimi vent’anni abbiamo assisto alla espulsione dei ragazzi dal centro, una zona ormai tristemente desolata. La loro vitalità non è un disturbo da reprimere ma un valore da esprimere nell’ambito del tessuto culturale e urbanistico della città.
Noi vogliamo creare nuove e sane occasioni di espressione e relazione.
Il futuro non è una trappola.
E’ un’occasione.
Vogliamo ragionare insieme sul medio e lungo periodo per generare cambiamenti invece che subirli, basandoci sul ruolo fondamentale della scuola. La scuola non è un’arida agenzia formativa ma il luogo che favorisce scambi, convivenze fra cittadini di diverse esperienze abilità, culture. E’ il luogo in cui si fondano le basi delle vicende personali e collettive. In questo quadro spetta al Comune costruire e coordinare la rete delle scuole collegandola alla evoluzione e crescita della Comunità locale.
