Terra Madre, di Ermanno Olmi
Scritto il 27 maggio 2009 da Staff – Scrivi tu il primo commentoAmbiente e nuove filosofie di vita
Si conclude giovedì 28 maggio alle 21.00 al cinema Solaris la rassegna cinematografica organizzata dalla lista civica “Città in comune” che ha riscosso grande successo nei primi tre appuntamenti in cui sono stati proiettati film a cui sono seguiti dibattiti con registi, attori, esperti degli argomenti trattati dalle pellicole presentate; film di qualità ed approfondimenti che sono serviti da spunto per presentare il programma della lista.
In questa ultima serata sarà proiettato il film “Terra madre” di Ermanno Olmi, un maestro del cinema mondiale che propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali ad esso correlate. Ermanno Olmi costruisce un documentario, un film d’inchiesta limpidamente autoriale, che fa i conti con il destino del pianeta. Una poetica riconoscibile e riconducibile a tutta la sua opera precedente ma sorprendente per la sua unicità formale nel panorama del genere documentario.
A seguire si terrà il dibattito su ambiente e nuove filosofie di vita che vedrà la presenza di Maya e Urs Abderhalden, Andrea Zucchi e Maurizio Sebastiani, candidato sindaco della lista civica.
L’inizio è previsto per le 21 e il costo dell’ingresso per partecipare è di 5 Euro, un contributo per il sostegno delle spese organizzative e per la campagna elettorale della lista civica completamente autofinanziata.
Per informazioni:
Ivan Italiani
Cell. 3381883137
Fax: 0721/1921274










A Gardi che ritorna dopo 5 anni alla ribalta della politica pesarese per parlare di sanità vogliamo dire che noi non abbiamo perso la memoria.




«A MATTIOLI non piacciono le restaurazioni? Bene a me non piace la restaurazione del politichese propria delle sue dichiarazioni: “sbagliate compagni”, “contesto è cambiato”». Così parlò Marcello Secchiaroli rispetto all’intervento di Simone Mattioli, presidente della Legacoop e leader della cooperazione sociale. «Non accetto che Mattioli mi affianchi a Mascioni. Si tratta di scelte completamente diverse — dice Secchiaroli. La mia non era una critica alla cooperazione sociale, ma uno stimolo per far cambiare le condizioni per le coop sociali». Il continuo richiamo alle condizioni del mercato fatto da Mattioli non convince il Secchiaroli candidato al consiglio comunale per la lista «Città in Comune». «Il riferimento al mercato è sbagliato. La crisi economica ha dimostrato in maniera netta che quando l’economia perde il senso del limite, distrugge se stessa. Perciò il richiamo continuativo ed ossessivo al mercato di Mattioli non è più nemmeno molto attuale. Vorrei ricordare a Mattioli che esistono — aggiunge Secchiaroli — cooperative sociali di tipo A e B. Quelle che fanno inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Qualcuna di quelle di tipo B ha chiuso, i soggetti svantaggiati sono a casa e nessuno se ne preoccupa, tantomeno il mercato». Infine una chiosa ironica: «Se ci sono coop che si definiscono sociali ed altre no, una differenza ci dovrà pur essere…».
“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente; idee, ideali, programmi, pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi. Non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa… Hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, le banche, gli istituti culturali gli ospedali le università, la Rai tv, alcuni grandi giornali”
Le sorpendenti risorse umane della lista civica “Città in comune” hanno fatto un altro piccolo miracolo: l’allestimento del “camioncino parlante” che da oggi alla fine della campagna elettorale girerà la città per annunciare le iniziative e gli incontri in programma.
Il “genio dell’asfalto” funziona come quello della lampada di Aladino, solo che per farlo uscire, invece di sfregare la lampada, si sfrega una scheda elettorale.